Guai con la giustizia per l'ex candidato sindaco di Trento Franco Bruno: “Ma sono innocente, proverò a ripropormi per le prossime Provinciali”
Franco Bruno (nonostante i guai giudiziari) sta pensando di candidarsi alle prossime Provinciali e non esclude di cercare il sostegno di altri partiti: ''Sono stato denunciato da alcuni vicini invidiosi. Gli spacciatori stanno fuori mentre io che lavoro sto dentro. Prima non volevo candidarmi ma adesso che mi hanno condannato ho cambiato idea, qualcuno deve fare qualcosa''

TERRAGNOLO. Franco Bruno è sicuramente un candidato fuori dagli schemi. Alle elezioni Provinciali del 2018 il suo movimento “La Catena” non riuscì a raccogliere le firme necessarie per presentarsi. Nel 2020 invece, complice la pandemia (le autorità abbassarono il numero di firme necessarie), Bruno si presentò come candidato sindaco di Trento senza ottenere grandi risultati. L’anno seguente ci provò anche a Terragnolo ma nemmeno lì andò bene.
Qui Bruno che partecipa al dibattito da sindaco di Trento
Qui il video di quando si candidò a Terragnolo
Bruno però sembrerebbe avere pure dei guai con la giustizia. “Sono stato condannato per abuso edilizio, credo che mi daranno gli arresti domiciliari per una decina di giorni e potrò uscire solo per andare al lavoro”. L’ex candidato sindaco però si sente vittima di un’ingiustizia e come già mostrato in passato aggiunge a questo sentimento una dose di misoginia che, purtroppo, lo ha caratterizzato anche in alcune sue passate campagne elettorali: ''Se ci fosse stato un giudice uomo non mi avrebbe condannato'', dice.
Bruno non è nuovo ad affermazioni di questo tipo, intervistato dalla trasmissione “La zanzara” riferendosi alle donne aveva dichiarato: “Sono traditrici per natura, le donne di oggi non valgono nulla, non ci danno figli, non lavorano e non fanno niente”. Oggi ha rincarato la dose sostenendo che “non sono in grado di prendere decisioni”.
L’ex candidato sindaco avrebbe commesso l’abuso proprio nel comune dove risiede, Terragnolo: “Sono stato denunciato da alcuni vicini invidiosi, eppure ho costruito mezzo paese, prima di me tutte le case erano sfondate, e ora mi ringraziano così”.
Nonostante i guai giudiziari Bruno sta comunque pensando di provare a candidarsi alle Provinciali di ottobre. “Gli spacciatori stanno fuori mentre io che lavoro sto dentro. Prima non volevo candidarmi ma adesso che mi hanno condannato ho cambiato idea, qualcuno deve fare qualcosa”.
La candidatura del leader del movimento “La Catena”, sempre ammesso che riesca a raccogliere le firme, sarà sicuramente fuori dai classici schemi. “Sono tutti uguali, nessuno fa nulla per noi italiani è pieno di spacciatori e chi lavora va in prigione”. Dal momento che la raccolta firme potrebbe rappresentare un ostacolo Bruno non esclude di cercare l’appoggio di un partito che già esiste: “Per ora non faccio nomi, ci sto lavorando”.














