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Belluno
28 gennaio | 13:09

Safilo via da Longarone? Il Pd presenterà un’interrogazione in Parlamento: “A rischio oltre 400 dipendenti”. Donazzan: “La chiusura sarebbe una tragedia”

Il gruppo Safilo potrebbe chiudere lo stabilimento di Longarone. Il Pd: “Dobbiamo pretendere che il Governo italiano faccia sentire il suo peso. Si apra un tavolo di crisi e il ministero dello Sviluppo economico convochi i rappresentanti della proprietà insieme con i rappresentanti dei lavoratori e quelli dei territori coinvolti”

Safilo via da Longarone? Il Pd presenterà un’interrogazione in Parlamento: “A rischio oltre 400 dipendenti”
di Tiziano Grottolo

LONGARONE. Nonostante una crescita che per il 2022 è stata dell’11% il gruppo Safilo, che opera nel ramo dell’occhialeria, potrebbe presto chiudere lo stabilimento di Longarone mettendo a rischio oltre 400 dipendenti. Nelle scorse ore c'è stato anche un incontro tra sindacati, azienda e Regione Veneto per trovare una soluzione e rilanciare lo stabilimento ma al momento non è arrivata nessuna buona notizia. 

 

Per far luce su questa vicenda il Partito Democratico del Veneto presenterà un’interrogazione urgente in Parlamento chiedendo al Governo cosa intende fare per affrontare la situazione. Lo fa sapere il segretario regionale e senatore Andrea Martella che sta seguendo la vicenda insieme con la federazione provinciale di Belluno.

 

Proprio a Belluno, la segretaria provinciale del Pd Monica Lotto in questi giorni ha incontrato diversi portatori di interesse, tra cui sindacalisti, dipendenti e amministratori. “Safilo è l’emblema di come le crisi industriali in cui non si interviene pubblicamente vengano risolte desertificando i territori. Adesso dobbiamo smetterla di girare lo sguardo dall’altra parte e pretendere che il Governo italiano faccia sentire il suo peso. Si apra un tavolo di crisi e il ministero dello Sviluppo economico convochi i rappresentanti della proprietà insieme con i rappresentanti dei lavoratori e quelli dei territori coinvolti”.

 

Secondo il Pd in ballo non c’è solo il futuro degli oltre 400 lavoratori dello stabilimento di Longarone ma anche un modello di sviluppo e di fare economia “il cui unico obiettivo è aumentare i margini di guadagno senza reinvestire nulla in termini di sviluppo e di relazione con i territori”.

 

Dal canto suo la Regione ha sta seguendo gli sviluppi con l’Unità di crisi aziendali. “Per il futuro dello stabilimento Safilo di Longarone sono ore e giorni di apprensione –conferma l’assessora regionale al lavoro Elena Donazzan – la chiusura sarebbe una tragedia. Il nostro impegno sarà orientato a tutelare e valorizzare le produzioni e i posti di lavoro, anche in stretto raccordo con i Ministeri competenti”.

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