Contenuto sponsorizzato
Belluno
20 ottobre | 19:14

Caccia e pesca, dalla Regione 1,6 milioni di euro per la polizia provinciale. Riaperta anche la sede in centro: “Ritorno al passato ma con lo sguardo ai progetti futuri”

La Provincia di Belluno ha presentato il rinnovo delle due Convenzioni in materia di caccia e pesca con la Regione del Veneto. Con l’occasione, sono stati inaugurati i nuovi uffici caccia e pesca e quelli del corpo di polizia provinciale, che tornano nella vecchia sede ora riqualificata e più facilmente accessibile agli utenti

BELLUNO. La Provincia di Belluno ha presentato oggi, lunedì 20 ottobre, il rinnovo delle due Convenzioni in materia di caccia e pesca con la Regione del Veneto. Con l’occasione, sono stati inaugurati i nuovi uffici caccia e pesca e quelli del corpo di polizia provinciale, che tornano nella vecchia sede ora riqualificata e più facilmente accessibile agli utenti.

 

Ma andiamo con ordine. Recentemente c’è stato infatti il rinnovo, per il biennio 2026-2027, delle convenzioni che regolano i rapporti fra la Regione del Veneto e la Provincia di Belluno riguardanti il corpo di polizia provinciale e l'autonomia amministrativa in materia di caccia e pesca. La prima, in realtà, coinvolge tutte le province venete e serve a regolamentare l’attività dei 138 tra agenti e amministrativi in organico in tutti i corpi di polizia provinciale: entrerà in vigore dal 1 gennaio 2026 ed è sostanzialmente una conferma della precedente. In termini di copertura finanziaria, per la provincia bellunese sono stanziati circa 1,6 milioni di euro (1.604.499).

La vera novità a livello economico è comunque il consolidamento dell’organico di polizia provinciale a 27 (dai 15 precedenti), nonostante rimanga sottostimato. “La nostra provincia - osserva infatti il comandante Oscar Da Rold, che aveva già sollevato la questione all’inaugurazione del Cras - è caratterizzata da un forte radicamento per il territorio e, grazie all’impegno politico degli amministratori, è riservata particolare attenzione ai settori caccia e pesca. Tuttavia gli attuali 27 componenti sono insufficienti a coprire tutte le chiamate, per cui l’aiuto delle riserve alpine di caccia in tal senso è fondamentale. Con i fondi regionali, possiamo però mettere in atto accorgimenti importanti, come la raggiungibilità degli agenti durante tutta la giornata”. Non è garantita, invece, la reperibilità notturna, sospesa dal 2014 a seguito della riforma degli enti locali e la successiva riduzione del personale.

 

Il secondo schema di convenzione, invece, riguarda solo la Provincia di Belluno e la sua autonomia nel settore. È in vigore dal 2023 e oggi la Regione, soddisfatta della gestione tecnico-amministrativa che Belluno sta portando avanti, lo ha confermato con alcune piccole modifiche. Tra di esse l’aumento del contributo annuo riconosciuto per le funzioni delegate, che passa da 50.000 a 80.000 euro, e la possibilità di assumere nuovo personale in sostituzione dei prossimi pensionamenti (a Belluno ci sono 9 unità totali di personale regionale in distacco).

Personale che, assieme agli uffici della polizia provinciale, fa finalmente ritorno nella vecchia sede a Palazzo Piloni, da dove erano stati trasferiti a seguito di un allagamento nel 2019. Grazie a un contributo provinciale di 150.000 euro, il nuovo sportello caccia e pesca (che conta un bacino di 6.000 utenti) è ora aperto in pieno centro tutte le mattine dalle 10 alle 12.30 e due pomeriggi (martedì e giovedì). “Ora - spiega il vice commissario Roger De Menech - abbiamo uno sportello informativo non più periferico, ma rinnovato grazie a una riqualificazione conservativa dello stabile e all’abbattimento delle barriere architettoniche. Abbiamo quindi reso belli questi uffici in coerenza con il percorso fatto: torniamo al passato ma con uno sguardo ai progetti che stiamo portando avanti”. Tra di essi, i nuovi Centri ittiogenici a Tomo (Feltre) e Bolzano Bellunese, la salvaguardia dei pascoli delle terre alte, la tutela delle risorgive del Piave in Valbelluna per favorire la trota marmorata e l’ammodernamento delle infrastrutture per la filiera della carne di selvaggina.

 

“Normalmente dovrebbero essere gli altri a dire che siamo bravi - conclude il presidente della Provincia Roberto Padrin - ma stavolta lo siamo stati davvero. Come primo obiettivo in qualità di presidente mi ero prefissato di dare autonomia alla provincia nella funzione di caccia e pesca: mi sembrava una cosa semplice da fare, invece gli anni sono stati lunghi ma ci siamo riusciti, grazie anche alla collaborazione della Regione. Oggi siamo in grado di gestire questa funzione in maniera professionale e competente e la giornata di oggi chiude il cerchio di un anno importante, iniziato con l’apertura del Cras, ma guardando già al prossimo appuntamento con la fiera Caccia, pesca e natura”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 20 giugno | 20:18
A Mondiali in corso, definito (o quasi) il programma dei ritiri in Trentino tra calcio maschile, femminile e formazioni [...]
Cronaca
| 20 giugno | 20:39
"La scomparsa di Adele ci lascia sgomenti e profondamente addolorati - commenta Dagnoni -. Credo sia arrivato il momento di far sentire forte un [...]
Cronaca
| 20 giugno | 18:25
Ha aperto da poco, ma il Bar LuMe di Predazzo è giù un punto di riferimento per il paese "dalle colazioni ai pranzi, fino agli aperitivi". La [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato