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Belluno
31 luglio | 20:29

Crisi dei medici in pronto soccorso, la Regione ricorre a professionisti stranieri con titoli non riconosciuti: "Assicurare continuità ai servizi di emergenza"

Assumere medici specialisti con titolo conseguito all’estero e non ancora riconosciuto in Italia. È la soluzione sperimentale della giunta regionale del Veneto per far fronte alla carenza di medici, facendo appello a una legge del 2023 che permette alle Regioni di attivare fino al 2027 percorsi di reclutamento temporaneo

VENEZIA. Assumere medici specialisti con titolo conseguito all’estero e non ancora riconosciuto in Italia. E' la soluzione sperimentale della giunta regionale del Veneto per far fronte alla carenza di medici, facendo appello a una legge del 2023 (che a sua volta riprende una misura attuata con il Covid) che permette alle Regioni di attivare fino al 2027 percorsi di reclutamento temporaneo. “L’iniziativa nasce dalla necessità di assicurare continuità ai servizi di emergenza e pronto soccorso. È una risposta pragmatica a una situazione di carenza che riguarda l’intero Paese e che si sta aggravando” spiega l’assessora alla sanità Manuela Lanzarin.

 

L’emergenza nei pronto soccorso c’è ed è pesante. Lo abbiamo visto con Daniele Coen, ospite alla due giorni dedicata alla sanità bellunese e che li ha definiti come “ultimo baluardo” in quanto costretti “da un ospedale non più accogliente e con pochi posti letto e da un territorio che non risolve i problemi acuti delle persone” (qui l’approfondimento). Quindi una crisi molto più profonda della sola carenza di personale, la quale rimane tuttavia una questione primaria.

 

Il provvedimento regionale per farvi fronte è ora una misura straordinaria nata proprio per rispondere alle criticità strutturali dei servizi di emergenza nelle Ulss venete. L’avviso pubblico, che sarà emanato da Azienda Zero nei prossimi giorni, è rivolto a professionisti già presenti in Italia, in possesso di permesso di soggiorno per motivi lavorativi o di cittadinanza italiana. Gli interessati potranno indicare le proprie preferenze per l’assegnazione nelle diverse aziende sanitarie e saranno selezionati da una commissione di esperti per la valutazione delle competenze e la conoscenza della lingua italiana. L’assunzione potrà avvenire solo nel caso in cui risultino esaurite le graduatorie ordinarie per assunzioni a tempo indeterminato e quelle riservate ai medici in formazione specialistica. I contratti avranno durata temporanea, fino al 31 dicembre 2027, salvo ulteriori proroghe previste dalla normativa statale.

 

“Comprendiamo che il tema sia delicato e siamo consapevoli della complessità normativa legata al riconoscimento dei titoli – aggiunge Lanzarin – ma proprio ci attiveremo presso il Governo affinché venga definita una disciplina specifica che consenta anche a questi professionisti di iscriversi a elenchi speciali agli Ordini, garantendo trasparenza, sicurezza e uniformità di sistema”.

 

Il provvedimento mira anche al progressivo superamento del fenomeno dei “gettonisti”, i medici a chiamata che operano in regime libero-professionale esternalizzato. L’obiettivo è infatti favorire forme di collaborazione più stabili e integrate con il sistema pubblico, assicurando maggiore continuità e qualità nell’assistenza. “Vogliamo dare una risposta concreta e immediata ai cittadini, senza rinunciare a promuovere un confronto costruttivo con i soggetti coinvolti per migliorare le regole e affrontare le sfide di lungo periodo legate alla carenza di personale sanitario” conclude l’assessora.

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