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Trento
31 ottobre | 19:07

“Incentivare la remigrazione e priorità agli italiani per welfare e natalità”: l'estrema destra identitaria arriva a Trento

Il Comitato Remigrazione e Riconquista, nato recentemente su iniziativa di diversi movimenti identitari, sarà a Trento, in piazza Cantore, lunedì 3 novembre alle 20 e 30 per lanciare una proposta di legge

TRENTO. Remigrazione. La parola piace molto all'estrema destra su entrambe le sponde dell'Atlantico – in Europa l'hanno usata politici in diversi Paesi, a partire dalla leader di Alternative fur Deutschland Alice Weidel, mentre negli Stati Uniti il presidente Donald Trump ne sta attuando la sostanza, con le numerose deportazioni effettuate dalla Casa Bianca negli ultimi mesi, pur senza utilizzarla formalmente – e ora, in Italia, da slogan e cavallo di battaglia dei movimenti identitari è diventata, di fatto, una proposta politica.

 

Recentemente è stato infatti costituito il Comitato Remigrazione e Riconquista – nato, non a caso, da quattro movimenti dell'ultradestra: Casapound, Rete dei patrioti, Vfs e Brescia ai Bresciani – con l'obiettivo di “tradurre in azione concreta la proposta programmatica sulla remigrazione e di porre un argine deciso e inequivocabile all'immigrazione incontrollata, fenomeno che minaccia la coesione sociale e la sopravvivenza stessa dei popoli europei”, si legge sul loro sito ufficiale.

 

E dopo una campagna con centinaia di striscioni apparsi nelle scorse settimane in tutta Italia, ora anche a Trento arriva il presidio identitario del nuovo movimento: “Il Comitato Remigrazione e Riconquista – scrivono i responsabili del gruppo – scenderà in piazza Cantore a Trento, lunedì 3 novembre alle 20 e 30, per presentare pubblicamente la propria proposta di legge”. Il programma, articolato in dieci punti, mira “a regolare in modo più rigoroso l'immigrazione in Italia, incentivare il ritorno degli stranieri nei Paesi d'origine (remigrazione), prioritizzare i cittadini italiani nelle politiche di welfare e natalità, e destinare i risparmi dalla riduzione dei flussi migratori a un fondo dedicato al finanziamento di queste misure”.

 

Al netto delle valutazioni morali, etiche e politiche – che non sarebbero poche – leggendo il programma del Comitato appaiono chiaramente i caratteri estremi della proposta, a partire dalla richiesta di istituire un “Patto di remigrazione volontaria” che “consenta allo straniero regolarmente soggiornante in Italia di ricevere un contributo economico per il rientro nel Paese d'origine a fronte della rinuncia definitiva e irrevocabile a ogni diritto di soggiorno e cittadinanza in Italia”. Gli stessi responsabili del comitato, d'altronde, non usano mezzi toni per presentare il loro piano.

 

“Lamentarsi del degrado che investe Trento e la nostra regione – scrivono – non serve più a nulla se non siamo disposti a cambiare realmente le cose. Basta leggere la cronaca quotidiana per capire che l'immigrazione massiva genera problemi sociali, culturali ed economici che compromettono la sovranità e l'identità nazionale”. Nei prossimi mesi, concludono: “Verranno annunciate nuove azioni su tutto il territorio nazionale e sarà avviata una raccolta firme a sostegno della proposta, con l'obiettivo di sensibilizzare cittadini e istituzioni su quella che viene definita 'una vera e propria priorità nazionale'”.

 

Al netto, ripetiamo, delle valutazioni morali, etiche e politiche – che non sarebbero poche – ci permettiamo di evidenziare un singolo dato, che crediamo rappresenti di certo una priorità nazionale in Italia (e non solo): la crisi demografica continua infatti a colpire duro e, stando a una serie di proiezioni elaborate dal Guardian, senza immigrazione la popolazione italiana tornerebbe, per la fine del secolo, ai livelli del 1870, con meno di 30 milioni di abitanti. Chissà a che secolo si tornerebbe con la remigrazione (in tutti i sensi).

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