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Trento
19 aprile | 11:45

Sicurezza, la replica di Democrazia sovrana e popolare: “Forse per mettere i genitori dinanzi alla responsabilità verso i figli bisogna usare premio e punizione”

La replica della candidata sindaca di Democrazia Sovrana e Popolare, Simonetta Gabrielli, dopo l'articolo de il Dolomiti sulle proposte lanciate dal partito di Marco Rizzo sul tema sicurezza

TRENTO. “I reati penali ed amministrativi devono diventare elementi peggiorativi per le graduatorie dei servizi di stato sociale. Non puoi delinquere e pretendere di avere il posto nell'asilo pubblico per tuo figlio eccetera. Chiaramente questo vale per tutti i cittadini. Autoctoni ed immigrati. Ma chi delinque deve pagare”. È questa una delle proposte che nella giornata di ieri la candidata sindaca a Trento di Democrazia Sovrana e Popolare, Simonetta Gabrielli, ha lanciato in merito al tema sicurezza (Qui Articolo), da diversi giorni al centro delle discussioni in città (in particolare dopo un discusso servizio mandato in onda a Fuori dal coro, Qui Articolo).

 

Una proposta, come riportato da il Dolomiti, di fronte alla quale una domanda sorge spontanea: perché un bambino (autoctono o immigrato) dovrebbe pagare per le colpe di un padre o di una madre? Giusto per citare un paio di punti infatti, e senza addentrarci nei possibili risvolti 'pratici' di una misura simile, secondo uno dei principi base di civiltà giuridica le colpe dei genitori non devono ricadere sui figli. La stessa Costituzione italiana (articolo 27) stabilisce che “la responsabilità penale è personale”. Tra le altre proposte lanciate da Dsp si fa riferimento anche ad una “anagrafe obbligatoria per gli immigrati clandestini (riconoscimento facciale ed impronte digitali)” e ancora all'insegnamento dell'italiano obbligatorio come condizione per partecipare ai bandi per le case popolari”.

 

In risposta al nostro articolo, la candidata sindaca di Democrazia Sovrana e Popolare Simonetta Gabrielli ha inviato una nota, che riportiamo integralmente.

 

Lo Stato sociale è stato conquistato a fronte di lotte e sacrifici dai nostri nonni e dei nostri genitori. Non è un qualcosa di 'scontato'. Non c’entra citare i diritti costituzionali. Deve valere per tutti, dai deputati ai cittadini normali (bianchi o neri), chi sbaglia deve pagare. È troppo comodo infrangere le regole della comunità e poi approfittarsi delle lotte e delle conquiste delle persone oneste. Tutto ciò serve ad accendere una luce su una situazione che è fuori controllo. È vero che i bambini non dovrebbero portare le colpe dei genitori, ma in una società che sempre più sta perdendo il senso della responsabilità, dove ormai tutto funziona su premio e punizione, su permesso e negazione, in una società dove gli insegnanti hanno sempre meno autorevolezza di fronte ai ragazzi e ai loro genitori, in una società dove troppo spesso si delinque senza troppi scrupoli, forse per mettere i genitori dinanzi alla responsabilità verso i figli bisogna usare premio e punizione. Per rimanere in punta di diritto, visto che è stato citato, si può anche aggiungere che anche la funzione rieducativa della pena è spesso stata disattesa e le carceri sono sempre sovraffollate (situazione mai risolta nonostante grandi proclami dagli stessi che sottovalutano il problema sicurezza). Bisogna ricominciare a dare risposte vere e non vivere di ipocrisia”.

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