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| 20 apr 2020 | 15:43

Coronavirus, con le restrizioni i movimenti dei trentini sono calati in media del 52%. Ecco la mappa comune per comune

Una mappa interattiva per valutare il calo degli spostamenti avvenuti comune per comune. Fra il 4 marzo e il 19 aprile i trentini, mediamente, hanno ridotto i loro movimenti del 52%. Durante le festività di Pasqua registrati picchi di oltre 90%

Coronavirus, con le restrizioni i movimenti dei trentini sono calati in media del 52%
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Dall’entrata in vigore delle prime restrizioni legate all’emergenza coronavirus gli spostamenti degli italiani sono stati progressivamente assoggettati a tutta una serie di limitazioni, con evidenti (nonché ovvi) effetti sul traffico e a cascata su altri fattori come l’inquinamento (QUI articolo).

 

Enel X, la società dell’omonimo gruppo che fornisce prodotti e servizi innovativi al servizio della trasformazione energetica, si è occupata di fotografare la situazione elaborando una serie di dati e creando una mappa che analizza macro-flussi di mobilità sul territorio italiano con una vista aggregata a livello regionale, provinciale e comunale. In particolare Enel X, in collaborazione Here Technologies, ha effettuato una stima dei movimenti, dei chilometri percorsi e dei principali punti di ingresso ed uscita da un’area geografica selezionata.

 

In questo modo è possibile osservare le variazioni giornaliere percentuali sui movimenti: l’elaborazione valuta se c’è stato un incremento o una diminuzione negli spostamenti con il cosiddetto delta che è calcolato rispetto ad un periodo di riferimento standard, ovvero una media pesata per giorni della settimana dei flussi registrati nel periodo che va dal 13 gennaio al 2 febbraio 2020.

 

In Trentino ad esempio, dal 4 marzo, data in cui il Governo ha introdotto i primi provvedimenti misure validi sull'intero territorio nazionale (come la sospensione delle attività didattiche in scuole e università) si è assistito a una progressiva (benché incostante) riduzione degli spostamenti, per un calo medio del 52%.

 

Se con l’entrata in vigore della sospensione delle attività didattiche i trentini non hanno ridotto granché i loro spostamenti, tra il 7 e il 10 marzo con l’estensione delle restrizioni delle ex zone rosse (allora in vigore solo in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) anche al resto d’Italia la situazione è cambiata drasticamente. Dopo la pubblicazione del cosiddetto decreto “IoRestoaCasa” i trentini hanno ridotto i loro spostamenti e in meno di una settimana i movimenti si sono ridotti ben oltre il 40%. Sicuramente un effetto della chiusura di alcune attività e il divieto di creare assembramenti.

 

Il 21 marzo invece, il presidente del consiglio dei ministri annunciava in diretta nazionale l’entrata in vigore di misure ancor più stringenti, con la chiusura di tutte quelle attività non ritenute necessarie: da quel momento gli spostamenti dei trentini si sono ulteriormente ridotti. Durante Pasqua e Pasquetta ad esempio sono stati raggiunti picchi rispettivamente dell’89% e 91%. Come già anticipato nel periodo che va dal 4 marzo al 19 aprile la diminuzione media registrata è stata del 52% un dato che dimostra come la maggior parte dei trentini (ma questo vale per tutti gli italiani) abbiano rispettato le norme.

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