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| 16 lug 2020 | 19:31

Coronavirus, i volontari non possono entrare all'Hospice, così lasciano il gelato per i pazienti all'ingresso

L'emergenza sanitaria legata al Coronavirus, tra le altre cose, ha interrotto anche l'attività dei volontari dell'Associazione "Vivere in Hospice", per diversi mesi. La voglia, però, di mettersi a disposizione, di esserci per i pazienti non è venuta mai meno. Così, in attesa di poter tornare a svolgere il proprio servizio a pieno regime, i volontari dell'Hospice si sono reinventati per riuscire (comunque) a far sentire la propria presenza

Coronavirus, i volontari non possono entrare all'Hospice, così lasciano il gelato per i pazienti all'ingresso
di Redazione

MORI. E' il 2012 quando, a Mori, apre l'Hospice "Amedeo Bettini"struttura sanitaria residenziale per malati terminali. I pazienti, qui, vengono accompagnati con un supporto medico, psicologico e spirituale (per approfondire QUI). Oltre all’équipe medica e infermieristica, l’Hospice vive anche grazie al contributo dei volontari dell'Associazione "Vivere in Hospice".

 

L'emergenza sanitaria legata al Coronavirus, tra le altre cose, ha interrotto anche la loro attività, per diversi mesi. La voglia, però, di mettersi a disposizione, di esserci per i pazienti non è venuta mai meno. Così, in attesa di poter tornare a svolgere il proprio servizio a pieno regime, i volontari dell'Hospice si sono reinventati per riuscire (comunque) a far sentire la propria presenza.

 

"Abbiamo iniziato un piccolo servizio che potesse essere donato in totale sicurezza sia per gli ospiti sia per i volontari. - spiegano dall'associazione - Una volta a settimana entrano due volontari che però si fermano sulle scale, sul terrazzo e sul prato sottostante la struttura. Qui si prendono cura delle piante. Inoltre, tutti i venerdì di luglio e di agosto, altri due volontari passano dalla gelateria Bologna di Mori che prepara porzioni singole sigillate per i nove ospiti: gelato o torta che vengono consegnati al personale dell'équipe dell'Hospice. Portiamo un dolce anche a chi lavora qui. Anche in questo caso, quindi, i volontari non entrano in reparto, ma si fermano all'ingresso".

 

La voglia di essere vicini ai pazienti e alle loro famiglie è tanta e questi sono, anche se piccoli, gesti importanti. D'altro canto, però, questa piccola iniziativa è un primo (bellissimo) segnale di ripartenza, nel pieno rispetto delle norme anti-contagio. 

 

"Vogliamo ringraziare - conclude l'Associazione - anche Etika-Dexit e Csv per aver donato tablet e pc portatili che sono serviti per le videochiamate degli ospiti con le famiglie. Vogliamo poi ringraziare la coordinatrice, il medico palliativista e tutta l'equipe per il supporto e la disponibilità dimostrati anche in questa occasione".

 

 

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