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Coronavirus, l'Alto Adige quasi zona rossa ma l'attività venatoria non si ferma perché ritenuta "inderogabile e non rinviabile"

In questi ultimi giorni, in cui in Alto Adige 30 Comuni sono entrati nelle restrizioni da "zona rossa" e i contagi sono continuati a salire, i cacciatori non si sono dovuti fermare. L'attività venatoria, infatti, è rientra tuttora nelle "condizioni di necessità" che giustificano uno spostamento fuori e dentro zone d'alto rischio del territorio

Di L.B. - 08 novembre 2020 - 11:04

BOLZANO. L'Alto Adige sta andando verso il diventare completamente zona rossa (qui articolo) e, mentre negli scorsi giorni i cittadini altoatesini di 30 comuni sono dovuti rimanere in casa, altre attività non si sono dovute fermare. Tra tutte quella della caccia, al punto che ai cacciatori è rimasto permesso spostarsi su tutto il territorio provinciale (dentro e fuori le zone rosse).

 

"Coloro che nelle riserve di diritto esercitano l’attività venatoria in esecuzione dei piani di prelievo, a seguito dell’incarico ricevuto in tal senso in base alla legge, fondano il loro agire sui ritmi della natura e svolgono un’attività inderogabile e non rinviabile, facendosi carico di una grande responsabilità sociale ed economica", è quanto si legge sul comunicato della Provincia di Bolzano dell'Ufficio Pesca e Caccia. 

 

Le nuove misure adottate dai Governi statale e provinciale, autorizzano solamente gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità o d’urgenza. La caccia rientra in queste. "Si attesta pertanto con la presente che l’esercizio della caccia finalizzata all’attuazione dei piani di prelievo per gli ungulati costituisce situazione di necessità ai sensi delle misure anti Covid-19".

 

Coloro che sono abilitati all'attività venatoria si possono quindi recare nella propria riserva di diritto o privata negli orari previsti "in esecuzione dell’incarico ricevuto di attuare i piani di prelievo, anche se tale riserva si trova all’esterno del proprio Comune anche se zona ad alto rischio". Viceversa, è possibile per il cacciatore uscire dal proprio comune di residenza compreso in una zona rossa, per recarsi a cacciare nella riserva per la quale è titolare di un permesso venatorio. 

 

Doveva comunque essere rispettato il coprifuoco dalle 20 della sera fino alle ore 5 del mattino. In tutto questo non sono mancate le lamentele di molti. Del resto, ciò che si percepisce è che il cacciatore abbia meno vincoli del cittadino. 

 

Bisognerà vedere adesso quale decisione verrà presa, considerando che nelle prossime ore è previsto che Kompatscher firmi un'ordinanza che metterà tutta la Provincia in lockdown e che nelle regioni rosse italiane (Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Calabria), da sabato 7 novembre la pratica venatoria è sospesa,

 

 

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