"La pista da bob sarà il Monumento Nazionale al Negazionismo Climatico", i consiglieri di Europa Verde: "Si va verso una nuova fallimentare Italia '90"
Renzo Masolo e Andrea Zanoni (Europa Verde): “Mantenere questo impianto sarà complicatissimo, soprattutto a Olimpiadi concluse, considerata la sua natura energivora e il fatto che riguarda una disciplina sportiva assai di nicchia"

CORTINA D'AMPEZZO. “Le Olimpiadi dovevano essere l’occasione per investire in mobilità sostenibile, messa in sicurezza del territorio, e infrastrutture utili alla popolazione nel lungo periodo; invece, preso atto che molte opere non verranno concluse in tempo, il timore che sia stia procedendo a una nuova edizione di Italia '90. La pista da bob sarà il Monumento Nazionale al Negazionismo Climatico altro che un nuovo Guggenheim come sostiene Zaia o alla cupola del Brunelleschi come ha avuto il coraggio di affermare il ministro Salvini. Noi ve lo avevamo detto chiaramente, ma non avete voluto ascoltarci. E ora chi pagherà? E come si dice…Pagherà Pantalone come al solito!”.
A parlare sono i due consiglieri regionali di Europa Verde in Veneto Renzo Masolo e Andrea Zanoni, e il motivo del contendere è ancora la dibattutissima pista da bob "Eugenio Monti" di Cortina d'Ampezzo: a maggior ragione dopo la pubblicazione del report su costi di gestione e manutenzione che ha messo in evidenza le fragilità economiche del progetto: "Siamo di fronte a uno spreco di denaro pubblico senza precedenti, giustificato solo da logiche propagandistiche e campanilistiche, non da una reale pianificazione sostenibile delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026”, ha detto Masolo.
“Questa pista è stata imposta nonostante la contrarietà di esperti, associazioni ambientaliste, e perfino del Cio, che fin dall'inizio proponeva l’utilizzo di impianti già esistenti e funzionanti all’estero, come quelli di Innsbruck. Oggi scopriamo che oltre al danno ambientale e paesaggistico già compiuto, ci porteremo sulle spalle una struttura iper-specialistica e sottoutilizzata, che graverà a lungo sulle casse pubbliche – prosegue Masolo-. I dati parlano chiaro e non sono per nulla incoraggianti visto le incognite economiche, sociali ed ambientali che ci riserverà il futuro. La nostra contrarietà al progetto era data essenzialmente da 3 fattori: esistenza di impianti alternativi, dubbi sul progetto e insostenibilità ambientale ed economica dell’impianto. L’utilizzo di impianti esistenti e in funzione, come quello di Innsbruck, avrebbe evitato il consumo di suolo e l’utilizzo di ingenti risorse economiche della comunità”.
“Non irrilevante è l’esposizione della pista ‘Eugenio Monti’ a sud, e non a nord come avviene di solito. Una follia progettuale - sottolineano i consiglieri -, che comporterà il ricorso a una percentuale di risorse molto più elevata rispetto ad impianti realizzati in passato. Un grave errore in epoca di cambiamenti climatici. Mantenere questo impianto sarà complicatissimo, soprattutto a Olimpiadi concluse, considerata la sua natura energivora e il fatto che riguarda una disciplina sportiva assai di nicchia. Le amministrazioni dovranno sudare ‘sette camicie’ per mantenere questa pista ghiacciata, ricorrendo a fondi pubblici. Fin dall’inizio la gestione di questa Giochi olimpici non ha incontrato i criteri di partecipazione richiesti da cittadini e associazioni, nonostante il fatto che senza fondi pubblici questa pista non sarebbe stata costruita”.
"Mentre in chi amministra il Veneto continua a ignorare i bisogni reali dei veneti in sanità e trasporto pubblico - conclude Andrea Zanoni -, i contribuenti dovranno pagare uno sperpero di 1.100.000 di euro all'anno per mantenere in vita un'opera faraonica come la pista da bob di Cortina, un monumento allo spreco che servirà a pochi atleti per poche settimane all'anno, ma il cui costo ricadrà su tutti i cittadini per decenni”.













