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Ambiente | 15 ottobre 2025 | 17:00

"25 anni fa la peggiore alluvione in un secolo nel bacino padano. Torino fu assediata dal Po e dalla Dora Riparia". Una dettagliata descrizione dell'evento

"Un imponente flusso di aria caldo-umida, prima da Sud-Ovest, poi da Sud, infine da Sud-Est, pilotato dalla depressione Josefine in approfondimento a Ovest della Corsica, determinò precipitazioni eccezionali alla testata del bacino padano, superiori a 300 millimetri dal Monviso, al Gran Paradiso, all'Ossola, e fino a 864 millimetri in sei giorni a Rosone (Valle Orco, Torino), 798 dei quali concentrati in 3 giorni (13-15 ottobre)". L'analisi della Società Meteorologica Italiana

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"Venticinque anni fa, nei giorni intorno al 15 ottobre 2000, Piemonte, Valle d'Aosta, e tutte le località lungo il Po nel tratto lombardo-emiliano vivevano la peggiore alluvione dell'ultimo secolo (da Ferrara verso il Delta, nel Polesine, restò invece insuperato il tristemente celebre episodio del novembre 1951)".

 

Così spiega la Società Meteorologica Italiana nei suoi canali social. Prosegue con una dettagliata descrizione dell'evento:

 

"Un imponente flusso di aria caldo-umida, prima da Sud-Ovest, poi da Sud, infine da Sud-Est, pilotato dalla depressione Josefine in approfondimento a Ovest della Corsica, determinò precipitazioni eccezionali alla testata del bacino padano, superiori a 300 millimetri dal Monviso, al Gran Paradiso, all'Ossola, e fino a 864 millimetri in sei giorni a Rosone (Valle Orco, Torino), 798 dei quali concentrati in 3 giorni (13-15 ottobre), tuttora la precipitazione più elevata nota sulle Alpi occidentali su una durata di una settimana e in oltre un secolo di osservazioni. Peraltro lo scirocco tiepido confinò la neve ben sopra i 3000 metri, contribuendo agli straordinari deflussi fluviali, e solo al transito del fronte freddo la sera del 15 ottobre il limite pioggia-neve scese sotto i 2000 metri.

 

"Al Nord Italia", continua il post, "i dissesti riguardarono un'area di 10.000 km2, con 40 vittime, circa trentamila persone evacuate e danni per 11.000 miliardi di lire. Eccezionali piene dei corsi d'acqua e dissesti sconvolsero e isolarono le valli alpine del Torinese, della Valle d'Aosta e dell'Ossola fin dal mattino del 14 ottobre. Tra le frane e le colate detritiche più luttuose si distinsero quelle di Pollein e Fénis in Valle d'Aosta (7 e 6 vittime) e quella di Gondo, in Svizzera appena oltre il confine lungo la strada del Sempione (13 morti). L'onda di piena si propagò alle pianure entro la notte seguente. Torino fu assediata dal Po e dalla Dora Riparia, che inondò l'area della Pellerina e il quartiere Borgo Dora come non avveniva dal 1901. L'Orco e la Dora Baltea interruppero le autostrade per Aosta e Milano. Mentre le prime schiarite illuminavano i disastri, il 17-18 ottobre la piena del Po defluì verso la Lombardia e l'Emilia mantenendo portate eccezionali dell'ordine di 12 mila m3/s da Pavia, a Piacenza, a Cremona, per poi laminarsi a 9600 m3/s alla stazione idrometrica di Pontelagoscuro (Ferrara) a causa della vasta fuoriuscita di acque nelle golene del basso corso, prima di approdare al Delta il 20 ottobre".

 

"L'evento fu descritto in dettaglio in un numero speciale della nostra rivista (Nimbus n. 21-22), che potete trovare sul sito", conclude la Società Meteorologica Italiana.

 

 

In copertina: profonde erosioni spondali del T. Orco a spese della ex SS 460 a Pont Canavese (Torino): il torrente drena il bacino colpito dalle precipitazioni più intense dell'episodio (foto di P. Vaccarono).

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