"Abbiamo 'impiegato' le api mellifere in progetti di monitoraggio della qualità ambientale", il racconto: "Così questi insetti ci hanno mostrato quanto il territorio è inquinato"
Il racconto di Sergio Angeli, ricercatore della Libera Università di Bolzano: "Nel 2019 eravamo i primi a proporre sul territorio un progetto del genere: non sapevamo cosa avremmo potuto 'scoprire'. Questi insetti si sono rivelati campionatori ambientali eccezionali, fornendo preziosi dati legati alla presenza di fitofarmaci nelle colture e di metalli pesanti nell'aria"


Nel corso degli ultimi anni in Trentino Alto Adige sono partiti diversi progetti di monitoraggio della qualità ambientale, che hanno visto come protagoniste (con sorpresa di alcuni) le api mellifere. Preziosi per il certosino lavoro che svolgono, questi insetti sono in grado di fornire dati legati alla presenza di fitofarmaci nelle colture o di metalli pesanti nell'aria a partire dall'analisi del polline.
Tutto è partito nel 2019 da un gruppo di ricerca della Libera Università di Bolzano capitanato da Sergio Angeli, che intervistato da L'AltraMontagna anticipa: "Eravamo i primi a proporre sul territorio qualcosa del genere e non sapevamo ancora bene cosa avremmo potuto 'scoprire' - premette -. Dopo alcune attente analisi e dopo aver coinvolto gli apicoltori della zona, che si sono resi subito disponibili (con non poco entusiasmo), abbiamo avviato il progetto in Val di Sole, Val di Peio e Val di Rabbi, disponendo 24 stazioni di monitoraggio che andavano a ricoprire l'intero fondovalle".
Ventiquattro arnie posizionate a coppie a tre chilometri di distanza le une dalle altre per riuscire ad avere riscontri su ogni appezzamento di terreno (dai frutteti ai prati in fiore) della val di Sole: "Si trattava allora di un approccio piuttosto innovativo".
I vantaggi del biomonitoraggio con api, spiega Angeli, sono molteplici: "L'ape compie numerosi viaggi giornalieri e campiona quasi tutte le componenti ambientali (acqua, aria e materiale biologico). Riporta all’alveare materiali esterni e li immagazzina secondo criteri controllabili".
Inoltre, permette di realizzare reti di monitoraggio su aree vaste con tempi di realizzazione brevi e costi contenuti, fornendo dati integrati nel tempo e nello spazio: "Ammettendo un raggio di soli 1,5 chilometri, l’area perlustrata dalle api di una colonia è pari a circa 700 ettari - prosegue il ricercatore entrando nei dettagli dello studio effettuato -. In questo territorio le api di una colonia effettuano due milioni di microprelievi al giorno, considerando 6 voli giornalieri per ape bottinatrice. Questo significa che si ha a disposizione un'ottima quantità di dati da analizzare".
Come detto in val di Sole, nel 2019, gli studiosi hanno provveduto a installare 24 arnie con trappola (attivate tutte all'unisono in determinate giornate scelte ndr), che hanno permesso di raccogliere dei campioni di polline in seguito analizzati: "Le api mellifere sono dei campionatori ambientali eccezionali - tiene a ribadire Angeli -. Grazie al polline possiamo ottenere non soltanto dati sulla qualità ambientale, ma anche scoprire dove le api hanno bottinato e che piante hanno scelto".
In generale, con lo studio in val di Sole (dal quale ne è nata una mappa legata alla 'dispersione dei metalli pesanti ed inquinanti in zona' ndr) è stata riscontrata la presenza di diversi metalli pesanti e fitofarmaci (QUI i dettagli) ed è stata dimostrato "che le api sono ottimali non solo come campionatori del territorio ma anche per rappresentare in maniera oggettiva la qualità ambientale".
Dal 2019 i progetti di questo tipo non si sono fermati: nel 2022 si è approfondito lo studio della val di Rabbi e si è andati ad indagare la qualità ambientale dell'Alta val Venosta.
Nel 2022 gli studiosi sono poi spostati anche in Valsugana, dove è nato il progetto “Api sentinelle dell’ambiente” insieme con APIVAL, l’associazione degli apicoltori della Valsugana. Nel 2023 è partito il progetto pilota Bee Trento, effettuato in città e curato dalla Libera Università di Bolzano (con Angeli come curatore scientifico del progetto nrd), in collaborazione con il Muse (con Maria Vittoria Zucchelli), il Comune di Trento, la Federazione trentina agricoltura biologica e biodinamica e il Garden club Trento.
Quattro le stazioni di monitoraggio installate nel fondovalle, con risultati che hanno fatto (non poco) riflettere: è stata riscontrata la presenza di ben 27 fitofarmaci diversi, tre metalli pesanti e anche principi attivi vietati ormai da anni (due fungicidi e due insetticidi ndr).
Nel 2024 si è tornati a valutare la situazione in val di Sole utilizzando modalità analoghe al 2019. Dopo 5 anni si è "riscontrato che la situazione è notevolmente migliorata". I dati veranno presentati al pubblico nei prossimi mesi. Nel 2024 l'attività di monitoraggio è stata proposta anche in val Rendena. Nelle 11 stazioni monitorate i risultati a dir poco sorprendenti: "Si tratta di una vallata completamente 'pulita' da pesticidi".
Quest'anno, infine, è partito un altro progetto congiunto: Bee Trento 2025 e ACT4BEES, finanziato con i fondi del Pnrr, dove verranno istallate 13 stazioni su tutto il territorio comunale, dalle Viotte a Meano.
Oltre agli altri partner già citati (come Muse e Comune di Trento), si è aggiunta anche la startup Melixa, che collabora attivamente al progetto". Iniziative che consentono non soltanto di riflettere (in tempi in cui ce n'è più che mai esigenza) ma che potranno fornire dati e informazioni utili per agire concretamente e migliorare la qualità dell'ambiente, a beneficio di tutti.

Nata a Trento come una startup, Melixa si pone l’obiettivo di essere un partner di eccellenza degli apicoltori e dei centri di ricerca che studiano il benessere delle api, offrendo strumenti di monitoraggio da remoto che permettono il miglioramento nella gestione degli apiari e delle condizioni delle colonie di api. Melixa si prende cura dell’ambiente e della biodiversità offrendo una tecnologia innovativa, che consente di monitorare e migliorare la gestione del suolo e la relazione tra l'apicoltura e le colture agricole.
Qui per approfondire: https://www.melixa.it













