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Ambiente | 18 novembre 2025 | 18:00

È il più piccolo uccello europeo, pesa come un cucchiaino da tè di zucchero. Non è raro trovarne uno in giardino, spossato dalla migrazione o stordito dall’impatto contro una vetrata: ecco come comportarsi

Nei nostri boschi montani nidifica il regolo. In autunno e inverno, però, alle popolazioni sedentarie si aggiungono individui provenienti da settentrione e da oriente che a volte, dopo centinaia di chilometri, hanno bisogno di "ricaricare le batterie". Vediamo quali accorgimenti adottare per aiutarlo a riprendersi

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

La migrazione degli uccelli è forse una delle manifestazioni più spettacolari del mondo naturale. Da millenni, ogni anno in autunno e primavera, milioni di uccelli si spostano per raggiungere i quartieri di svernamento (ovvero di residenza invernale) o di riproduzione. La migrazione è affascinante, sia per questi milioni di individui in movimento sopra le nostre teste, sia perché altrettanti non si muovono affatto, e rimangono tutto l’anno nella stessa area, sia perché ci sono anche quelli che a volte si muovono e a volte no. Infatti, accanto a specie prettamente migratrici, come la rondine, l’esempio forse più conosciuto, ci sono poi specie esclusivamente sedentarie e infine specie con popolazioni sedentarie e popolazioni migratrici. Un fenomeno complesso quindi, i cui meccanismi non sono ancora del tutto chiari ma il cui risultato, al netto delle spiegazioni scientifiche, ha da sempre incuriosito e affascinato l’essere umano.

 

Tra le specie per le quali la migrazione è un “dipende” ce n’è una che, a guardarla, difficilmente penseremmo in grado di attraversare un continente: il regolo (Regulus regulus). Regulus in latino significa piccolo monarca e il regolo è in effetti il piccolo re dei boschi di conifere montane pure o miste, diffuso tra 900 e 1.900 m, più localizzato tra i 2.100-2.200 m e più in basso fino a circa 100 m. E’ un piccolo uccello più facile a udirsi - nei boschi primaverili - che a vedersi, ma se lo si riesce a vedere, appare quasi inconfondibile (può essere confuso solo con il fiorrancino, suo stresso parente) con il suo piumaggio verde oliva e la caratteristica striscia gialla sul capo. Una striscia che nei maschi nasconde un “trucco”: durante la stagione riproduttiva, quando deve corteggiare le femmine o difendere il proprio territorio, il maschio solleva le piume del capo, mostrandone quindi la parte inferiore, colorata di arancione.

Nella nostra penisola il regolo nidifica soprattutto sulle Alpi e più scarsamente sugli Appennini, spingendosi a sud fino alla Calabria. Una popolazione parzialmente sedentaria, la nostra. In autunno però le carte si mescolano ulteriormente, e dal Nord ed Est Europa ecco arrivare i regoli migratori, che si mescolano con i sedentari e arricchiscono i boschi montani di diversità.

 

Il regolo è minuscolo, è il più piccolo uccello europeo. Il suo peso oscilla tra i 5 e i 7 grammi, il che vuol dire un cucchiaino da tè di zucchero. Un cucchiaino di zucchero che dalla Scandinavia, o dalle regioni baltiche, prende e se ne vola verso sud/sud-ovest. Quest’anno le stazioni di inanellamento di Bocca di Caset e Passo Brocon, gestite dal MUSE di Trento, hanno ricatturato un individuo proveniente dalla Germania, uno dalla Repubblica Ceca e perfino uno dalla Finlandia, che almeno 1.800 chilometri ha dovuto percorrerli. Come si può vedere nell’atlante delle migrazioni creato da EURING, l’ente europeo che coordina l’inanellamento scientifico nel continente, sulla base dei dati di cattura e ricattura provenienti dalle diverse stazioni di inanellamento europee, alcuni individui provenienti dal centro-nord Europa si spingono addirittura fino alle coste settentrionali dell’Africa.

Il piumaggio di questo minuscolo abitante dei boschi gli permette di mantenere una differenza di temperatura tra l’ambiente esterno e quella presente sotto le loro piume, a contatto con il corpo, che arriva fino a 78 °C, quindi è ben equipaggiato per gli inverni rigidi. Tuttavia, freddo e neve influiscono sulla disponibilità di cibo, che nel caso del regolo è rappresentato da afidi e ragni minuscoli. Per mantenere le funzioni corporee essenziali il regolo ne deve ingerire ogni giorno una quantità pari al suo stesso peso e pertanto la scarsità di cibo presente in inverno nelle regioni centro-settentrionali del nostro continente lo costringe a spostarsi verso sud.

 

Quest’anno in particolare ha visto una vera e propria invasione di regoli, dovuta probabilmente ad un’annata particolarmente favorevole in termini di disponibilità di cibo. Le diverse stazioni di inanellamento del Progetto Alpi (progetto di monitoraggio della migrazione autunnale sulle Alpi italiane, avviato nel 1997 dal Centro Italiano di Inanellamento con la collaborazione del MUSE) hanno infatti registrato un intenso passaggio di regoli, con picchi di oltre 150 individui inanellati al giorno. Numerose sono anche le segnalazioni di privati che si ritrovano un regolo in giardino, spesso spossato dalla migrazione, o stordito dall’impatto contro una vetrata. Per alcuni non c’è nulla da fare, ma il più delle volte l’uccellino ha solo bisogno di riprendersi. Il consiglio è di metterlo in una piccola scatola di cartone forata e lasciarlo tranquillo per un po’, in modo da permettergli di riprendersi e in caso di dubbi si può contattare il CRAS (Centro Recupero Fauna Selvatica) più vicino. Se poi abbiamo, in casa o al lavoro, un'ampia vetrata e vogliamo sapere come limitarne l'effetto barriera invisibile, la Stazione Ornitologica Svizzera Vogelwarte ha pubblicato in tal senso l'utile guida Costruire con vetro e luce rispettando gli uccelli. I regoli, ma non solo, ringrazieranno.

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