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Ambiente | 15 dicembre 2025 | 12:15

"Il sottobosco regala funghi freschi a 2000 metri" (VIDEO). Finferli a metà dicembre: dalle Dolomiti alle Alpi marittime

Il Ristoro Belvedere si trova a 2081 metri di altitudine nei pressi della cima del monte Fertazza, tra le Dolomiti bellunesi. Si tratta del punto più alto del comprensorio sciistico del Civetta. Percorrendo il sentiero d'accesso, una escursionista ha trovato il fungo di cui ha fatto dono alla rifugista che, meravigliata per questo insolito ritrovamento "fuori tempo massimo", ha condiviso il suo stupore con un video pubblicato sui social. I "funghi freschi", tuttavia, non si sono palesati solo sulle Dolomiti: a darne testimonianza è l’esperto micologo Nicolò Oppicelli

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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"È il 14 di dicembre: è appena arrivata una ragazza che è salita dal bosco e ci ha portato questo: è fresco e ha un profumo meraviglioso. È sconvolgente questa cosa".

Così commenta Michela Torre, proprietaria del ristoro Belvedere, tenendo in mano quello che sembra proprio essere un Cantharellus cibarius (più comunemente noto come Finferlo).

 

"Il sottobosco regala funghi freschi a 2000 metri", recita la didascalia del video. 

Il Ristoro Belvedere si trova a 2081 metri di altitudine nei pressi della cima del monte Fertazza, tra le Dolomiti bellunesi (più precisamente in Val Fiorentina). Si tratta del punto più alto del comprensorio sciistico del Civetta e la struttura può essere raggiunta anche a piedi, partendo da Pescul (l'itinerario supera circa 600 metri di dislivello, partendo da circa 1400 metri di quota). Percorrendo proprio questo sentiero, una escursionista ha trovato il fungo di cui ha fatto dono alla rifugista che, meravigliata per questo insolito ritrovamento "fuori tempo massimo", ha condiviso il suo stupore con un video pubblicato sui social. 

 

 

 

 

 

 

 

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I "funghi freschi", tuttavia, non si sono palesati solo nei pressi del ristoro Belvedere: a darne testimonianza è l’esperto micologo Nicolò Oppicelli, durante un’escursione a circa 1300 metri di quota sulle Alpi Marittime, effettuata proprio nella medesima giornata.

 

A latitudini (e altitudini) diverse, quindi, i boschi rivelano presenze inattese.

"Domenica 14 dicembre. Dopo nevicate che si sono già fuse nel sottobosco per via di una zona di crinale abbastanza aperto, cosa mai vi aspettereste di incontrare nel sottobosco?" -. Così un video pubblicato ieri in diretta -.  "C'è ancora la coda della stagione, tardo autunnale o inizio invernale", osserva l'esperto, mentre mostra una serie di funghi "congelati" che sta raccogliendo a scopo didattico. Oltre a esemplari del genere Russula, anche tra le Alpi marittime fanno capolino quelli che comunemente vengono chiamati "finferli". 

 

Raccogliendone uno, Oppicelli commenta: "Curiosamente, al 14 dicembre il bosco regala la presenza di Cantarellus cibariusE guardate che cromatismi che hanno nelle lamelle: particolarmente intensi, di un giallo intensissimo".

 

L'aspetto mostra dei cromatismi peculiari, "un giallo straordinariamente vivido": secondo il micologo, ciò probabilmente è dovuto a una combinazione di fattori, tra i quali l'idratazione data da una nevicata passata e le temperature rigide. 

 

"Probabilmente proprio le basse temperature hanno inciso e hanno fatto sì che i pigmenti, i cromatismi del nostro finferlo si siano fissati in maniera straordinaria da renderlo vivido e meraviglioso". 

 

 

 

 

 

 

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Il video di Oppicelli si conclude con una nota quasi poetica. "Scendiamo nel bosco anche durante la stagione invernale o tardo autunnale: come vedete, troviamo straordinari colori, anche in ambienti inattesi. Diciamo che il freddo e la monotonia splendida della neve e del ghiaccio nascondono un cuore caldo".

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