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Ambiente | 16 marzo 2025 | 12:00

Incendi, tempeste, siccità, insetti. Servono politiche comuni per rendere le foreste europee più resilienti alla crisi climatica

Come ogni anno, FSC Italia ha celebrato l’8 marzo - Giornata internazionale dei diritti delle donne, con il ritratto di un'esperta forestale realizzato attraverso un video-reportage e un articolo-intervista di approfondimento. Quest’anno la protagonista è Silvia Abruscato, giovane italiana impegnata a Bonn, in Germania, nel distaccamento “Forest Resilience e Governance” dell'European Forest Institute (EFI).

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Siamo portati a pensare alle foreste come ad uno sfondo statico, che occupa la fascia intermedia dei paesaggi alpini e appenninici: sopra ai campi coltivati, sotto a rocce e pascoli. I territori boscati in realtà sono parte integrate non solo del paesaggio e degli ecosistemi montani, ma anche dell’assetto socioeconomico degli stessi. Per governare questo delicato equilibrio di interessi servono politiche: locali, nazionali e anche internazionali, europee nel nostro caso.

 

In Germania, a Bonn, nella Renania Settentrionale - Vestfalia, esiste un ufficio di EFI – l’European Forest Institute, chiamato “Forest Resilience e Governance”. Come dice il nome, in questa struttura si studiano e si analizzano proprio le politiche forestali europee, anche con l’obiettivo di rendere le foreste più resilienti, quindi più adatte ad affrontare i rischi derivanti dalla crisi climatica.

 

A coordinare il progetto FoRISK - Forest Risk Facility nell’ufficio EFI di Bonn c’è una giovane donna italiana, Silvia Abruscato, a cui FSC Italia ha dedicato il ritratto che ogni anno viene realizzato in occasione dell’8 marzo - Giornata internazionale dei diritti delle donne.


Silvia con Juliet e Silvester dello European Forest Institute nella sede di Bonn

“Da bambina non ho mai pensato di fare la forestale, volevo fare la biologa marina”, spiega Silvia a FSC Italia, “Verso i 15-16 anni però ho sviluppato una forte passione per i cavalli; così, ho studiato scienze ambientali, per poi conseguire un master tra Vienna e Copenaghen”.

 

È stata la tesi di master a portarla tra i faggi e gli abeti bianchi della Sila, in Calabria, per studiarne la genetica. E così dentro Silvia è scattata la “scintilla forestale”, il colpo di fulmine per questo settore e per le politiche volte alla corretta gestione, conservazione e valorizzazione delle foreste.

 

“Le politiche forestali stanno diventando sempre più complesse e sono in continua evoluzione, questo anche a causa del cambiamento climatico e degli eventi meteorologici estremi a cui stiamo assistendo”, spiega ancora Silvia. “Il cambiamento climatico si muove molto velocemente, mentre le foreste per crescere hanno bisogno di decenni: secondo dati del World Resources Institute, l'area mondiale percorsa da incendi boschivi è aumentata di circa il 5,4% all’anno tra il 2001 e il 2023, e se nel 2001 gli incendi erano diretti responsabili del 20% di perdita di copertura arborea, ora lo sono per circa il 33%. Allo stesso modo, le tempeste di vento sono state identificate come il principale agente di disturbo abiotico (ovvero non causato da organismi viventi) in Europa; tra il 1950 e il 2000 hanno contribuito per il 53% ai danni totali causati dagli agenti abiotici nelle foreste europee, per un totale di oltre 900 milioni di metri cubi di legname abbattuto e un danno medio annuo di 18,7 milioni di metri cubi. Le ondate di calore e la siccità da record a cui stiamo assistendo hanno inoltre provocato nel 2018 la più grande epidemia di bostrico (Ips typographus, un coleottero parassita) mai documentata in Svezia, danneggiando 17 milioni di metri cubi di abete rosso nei due anni successivi”.


Silvia al lavoro nel suo ufficio di Bonn

Incendi, tempeste di vento, siccità ed epidemie di bostrico (a cui è dedicato Sottocorteccia, il primo libro targato L’AltraMontagna) sono temi ormai ben noti anche nelle montagne italiane. Problemi comuni, dalla Svezia al Mediterraneo, che secondo Silvia Abruscato ci mettono di fronte alla stringente necessità di affrontali insieme, con un approccio transnazionale e cooperativo. Spiega Silvia che proprio per questo: “È necessario sviluppare dei knowledge hub, europei o addirittura paneuropei, dove produrre conoscenza e innovazione al servizio di proprietari, gestori forestali, policy maker e decision maker, sviluppando strategie di conservazione e resilienza”. Esattamente quello che Silvia, insieme al suo team, cerca di fare ogni giorno.

 

Un’italiana che, dalla Germania, ci invita a pensare ai nostri boschi non solo in modo estetico, ma anche “politico”, nel senso buono del termine: un insieme di interessi - sociali, ambientali, economici - da governare con cura e rispetto, dalla scala locale a quella europea e globale. 

 

 

Qui sotto il video-reportage dedicato a Silvia Abruscato. Qui l'intervista completa realizzata da FSC Italia. Le foto sono di Elettra Gallone per FSC Italia. 

 

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