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Ambiente | 10 aprile 2025 | 13:00

Neve sugli Appennini ma è stato il marzo più caldo di sempre in Europa e il secondo nel mondo. Ghiaccio artico per il quarto mese ai minimi di estensione

Quello del 2025 è stato il marzo più caldo d'Europa, evidenziando ancora una volta come le temperature continuino a battere i record. È stato anche un mese con precipitazioni estreme e contrastanti in tutta Europa, con molte aree che hanno registrato il marzo più secco e altre il più piovoso degli ultimi 47 anni

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Il mese di marzo è stato il più mite di sempre in Europa e il secondo a livello globale. Da poche ore è uscito il Bollettino Climatico mensile del Copernicus Climate Change Service (C3S), che ha messo in evidenza come il mese di marzo sia risultato il più mite di sempre a livello europeo e il secondo più caldo mai registrato sul nostro pianeta.

 

A spiegare più nel dettaglio la situazione è stata Samantha Burgess, Responsabile Strategico per il Clima dell'ECMWF che ha specificato: “Marzo 2025 è stato il marzo più caldo d'Europa, evidenziando ancora una volta come le temperature continuino a battere i record. È stato anche un mese con precipitazioni estreme e contrastanti in tutta Europa, con molte aree che hanno registrato il marzo più secco e altre il più piovoso degli ultimi 47 anni".

 

L’informazione climatica a livello generale è purtroppo ad oggi ancora lacunosa, tanto che i lettori faticano a comprendere la differenza tra meteo e clima. In più occasioni abbiamo spiegato che in un contesto climatico mite sono contemplati anche episodi di freddo molto intenso, tuttavia avvengono in modo molto più saltuario rispetto al passato. I dati climatici ci dicono anche come siano aumentati gli eventi estremi negli ultimi anni. Ondate di caldo eccezionali, alluvioni e molto altro. Gli esempi di tutto questo sono sotto gli occhi di tutti.

 

In molti continuano a manifestare scetticismo nei confronti di questi dati, che in realtà sono frutto di rilevazioni scientifiche che hanno il solo compito di mettere in evidenza quanto sta accadendo a livello globale e non solo. Il trimestre invernale 2024/2025, per esempio, se prendiamo in considerazione i dati che ha fornito il CNR è stato +1.29°C al di sopra delle medie climatologiche di riferimento in Italia. Ma in Europa non è andata meglio, sebbene la mitezza è stata talvolta interrotta da ondate di freddo molto intenso specie sull’Europa dell’est.

 

Nonostante queste anomalie riscontrate in Italia in alta quota, specialmente sull'Appennino la neve è molto abbondante oltre i 2000 metri. Tuttavia il fatto che sia presente tanta neve in montagna non va in contrasto con questi dati, al contrario vediamo l’evidenza di quanto riportato da Copernicus se pensiamo che al di sotto dei 1800 metri di quota (specie al centro Italia) da ormai qualche stagione si fa davvero difficoltà a sciare in inverno. Questo per dire che tutti i dati che vengono registrati devono poi essere contestualizzati. Per esempio, come recentemente ci ha spiegato il climatologo, Paolo Tuccella, si riscontra negli ultimi anni una nevosità maggiore rispetto al passato in primavera.

 

Questa situazione va di pari passo con un vortice polare che nella stagione invernale risulta spesso troppo compatto, e che con l’arrivo di quella mite tende poi fisiologicamente a cedere e a portare anche ondate di freddo fuori stagione.

 

Concludendo la descrizione di quanto sta accadendo diamo uno sguardo anche ai ghiacci marini artici, che a marzo hanno raggiunto l’estensione massima più bassa mai registrata. Nel report di Copernicus c’è infatti scritto che ''per il quarto mese consecutivo, l'Artico ha registrato un nuovo record di estensione minima del ghiaccio marino per il periodo dell'anno, inferiore del 6% alla media. Marzo è anche il periodo in cui tipicamente raggiunge il suo massimo annuale, segnando anche il valore più basso in un set di dati risalente al 1979”.

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