Nuove trappole automatiche per il bostrico: "Sono prototipi sloveni e servono a monitorare posti difficilmente raggiungibili"

"Sono in grado di catturare gli insetti in quanto sono attivate con il ferormone di aggregazione specifico per il bostrico tipografo. Gli insetti, una volta catturati, vengono convogliati in un contenitore di raccolta graduato e trasparente a cui ogni giorno, alle 18:00, la macchina scatta una fotografia che viene inviata tramite Sms a un computer di raccolta dati". Questa una delle misure più interessanti recentemente adottate dal Tavolo tecnico nazionale per l’emergenza bostrico tipografo al fine di seguire la dinamica delle infestazioni in modo più capillare ed efficace

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Stiamo testando nuove trappole automatiche: dei prototipi prodotti da una ditta slovena. Avevamo già fatto dei test preliminari l’anno scorso con solamente cinque trappole; mentre quest’anno ne stiamo usando cinquanta, distribuite in tutto il Triveneto".
Questa una delle misure più interessanti recentemente adottate dal Tavolo tecnico nazionale per l’emergenza bostrico tipografo al fine di seguire la dinamica delle infestazioni in modo più capillare ed efficace.
A raccontarci le trappole automatiche e i loro auspicabili riscontri positivi sulla ricerca e su una comprensione più dettagliata degli sviluppi dell’epidemia di Ips typographus, abbiamo contattato Massimo Faccoli, professore ordinario di Entomologia forestale all’Università degli Studi di Padova (con cui la settimana scorsa abbiamo fatto il punto sugli ultimi monitoraggi – QUI articolo).

Come funzionano le nuove trappole automatiche?
Sono in grado di catturare gli insetti in quanto sono attivate con il ferormone di aggregazione specifico per il bostrico tipografo. Funzionano con batterie ricaricabili e pannelli solari, per cui sono assolutamente autonome dal punto di vista energetico. Gli insetti, una volta catturati, vengono convogliati in un contenitore di raccolta graduato e trasparente a cui ogni giorno, alle 18:00, la macchina scatta una fotografia che viene inviata tramite Sms a un computer di raccolta dati.
E la macchina è in grado di stimare il numero di insetti presenti?
Sì: a seconda del livello di riempimento del bicchiere graduato, riesce a fare una stima.
Quindi non dovete andare sul posto per raccogliere i dati?
Esatto: serve proprio allo scopo di monitorare i posti difficilmente raggiungibili. Posti che richiederebbero molto tempo per essere raggiunti per poi magari trovare la trappola vuota, perché ovviamente, finché non ci si arriva, non si può sapere se ha catturato oppure no. Questa operazione ha un costo molto elevato in termini di tempo e di personale.
La funzione di queste trappole è quindi esclusivamente di monitoraggio, non servono a ridurre l’epidemia di bostrico?
Hanno una funzione solo di monitoraggio. Addirittura queste trappole, una volta scattata la fotografia e stimato il numero di insetti catturati, si aprono e rilasciano andare gli insetti. Quindi c’è un impatto nullo sui possibili nemici naturali del bostrico che molto spesso vengono catturati con le trappole tradizionali, perché rispondono anche loro al ferormone di aggregazione. Quindi, dopo la fotografia, il contenitore si apre e, un paio di minuti più tardi, viene scattata un’altra fotografia per avere la certezza che il contenitore di raccolta si sia effettivamente svuotato.
Quindi conviene liberare anche il bostrico per non colpire gli insetti antagonisti?
In questo caso sì.
Ma così non si rischiano di catturare più volte gli stessi insetti?
In effetti uno dei problemi è proprio quello legato alla ricattura. Con alcuni collaboratori stiamo facendo degli studi finalizzati a verificare proprio la percentuale di ricattura degli scolitidi rilasciati. Nel momento in cui si apre la trappola raccogliamo gli insetti presenti, li marchiamo tramite micro-polveri minerali colorate e poi li rilasciamo nell’ambiente. Il giorno dopo ritorniamo sullo stesso posto, sulla stessa trappola, verifichiamo gli insetti catturati e contiamo quanti di questi sono quelli che sono stati colorati il giorno prima, sempre che ce ne siano. In questo modo possiamo verificare se, effettivamente, ci sono degli esemplari che vengono ricatturati e quanti sono. Questo dato ci permette di correggere l’informazione complessiva sulla numerosità effettiva della densità di popolazione presente in bosco.
Avete già dei risultati a proposito di percentuali di ricattura?
No, perché dovevamo iniziare la settimana scorsa, ma le condizioni meteorologiche non ci hanno permesso di fare le prove di campo. Dovremmo riprovare proprio in questi giorni.












