Sull'Appennino Marchigiano si è passati, in pochi giorni, da oltre un metro di neve a poco più di nulla. Un trend che negli ultimi anni sembra sempre più frequente. Il caso di Bolognola

Gli ultimi anni hanno evidenziato una tendenza preoccupante: il mese di dicembre risulta sistematicamente più caldo e meno nevoso rispetto al passato. Quest'anno non fa eccezione, anzi, l'inverno meteorologico è iniziato in modo particolarmente critico, con una situazione che, oltre ad avere delle ripercussioni a livello ecosistemico, sta mettendo a dura prova l'intero settore turistico montano

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Gli ultimi anni hanno evidenziato una tendenza preoccupante: il mese di dicembre risulta sistematicamente più caldo e meno nevoso rispetto al passato. Quest'anno non fa eccezione, anzi, l'inverno meteorologico è iniziato in modo particolarmente critico, con una situazione che, oltre ad avere delle ripercussioni a livello ecosistemico, sta mettendo a dura prova l'intero settore turistico montano.
L'assenza totale di neve sull'Appennino rappresenta ormai una realtà con cui fare i conti. Le previsioni indicano che questa condizione persisterà almeno fino alle festività natalizie, creando non pochi problemi agli operatori del settore. Le immagini trasmesse dalle webcam sparse lungo la dorsale appenninica raccontano una storia che lascia poco spazio all'interpretazione: i paesaggi immortalati ricordano più un tardo autunno che il cuore dell'inverno.
Storicamente, dicembre è sempre stato considerato uno dei mesi più freddi dell'anno, se non il più rigido in assoluto. In condizioni climatiche normali, le temperature in quota dovrebbero mantenersi stabilmente sotto lo zero, garantendo l'accumulo e la conservazione del manto nevoso. Quest'anno, invece, il termometro racconta una storia completamente diversa.
L’ esempio di Bolognola
La situazione degli impianti sciistici di Bolognola, nell'Appennino marchigiano, rappresenta un caso emblematico di questa stagione. Appena un mese fa (QUI L'ARTICOLO), la località aveva registrato una nevicata eccezionale con oltre un metro di neve fresca, facendo sperare in una stagione finalmente promettente. Tuttavia, le alte temperature registrate nelle ultime settimane, combinate con le precipitazioni piovose, hanno letteralmente fatto scomparire quel prezioso manto bianco.
La neve si è progressivamente fusa anche alle quote più elevate, lasciando scoperte piste che avrebbero dovuto essere nel pieno della loro operatività. Uno scenario che si ripete ormai con preoccupante regolarità e che solleva interrogativi sempre più pressanti sul futuro del turismo invernale appenninico.
Un dicembre dalle false speranze
L'avvio del mese aveva illuso molti operatori del settore. Le prime settimane sembravano promettere condizioni favorevoli, alimentando l'ottimismo per una stagione finalmente normale. Tuttavia, il progressivo deterioramento della situazione meteorologica ha rapidamente cancellato queste aspettative.
Prima è arrivata una persistente alta pressione, responsabile di temperature decisamente sopra la media stagionale. Successivamente, il ritorno delle precipitazioni ha completato il quadro negativo: invece della neve tanto attesa, sui rilievi è caduta pioggia, accelerando ulteriormente la fusione del poco manto nevoso ancora presente.
Le prospettive per il dopo Natale
Le ultime proiezioni meteorologiche indicano una possibile inversione di tendenza nel periodo successivo alle festività natalizie. Un'ipotesi che, negli ultimi giorni, sta acquisendo una certa credibilità tra gli esperti del settore, anche se rimane ancora prematura per parlare di certezze.
Serve ancora tempo per confermare se questa attesa svolta si concretizzerà effettivamente, riportando finalmente la neve sulle montagne appenniniche e permettendo l'avvio della stagione sciistica.
La ricorrenza sempre più frequente di inverni anomali, con temperature elevate e scarsità di precipitazioni nevose, richiede strategie di adattamento e diversificazione dell'offerta turistica, per garantire la sostenibilità economica di territori che da generazioni vivono della stagione invernale.













