"Il morso della vipera è molto doloroso e dopo poco tempo la pelle diventa rossa con chiazze bluastre cianotiche": come comportarsi e come evitarle

Un tema, quello dei morsi da serpente velenoso, sempre attuale: soprattutto in questo periodo. Per prevenirlo bastano poche semplici regole, ma il pericolo non è mai zero. Ad ogni modo, inutile fare allarmismi: per il morso di vipera muore in media una persona ogni dieci anni. Tutte le regole da seguire con il dottor Alessandro Barelli

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"È primavera e le vipere si sono svegliate. Qual è il pericolo? Che cosa bisogna fare in caso di morso? Che cosa non bisogna fare?".
A suggerire il tema è il dottor Alessandro Barelli, medico, già professore aggregato all’Università del Sacro Cuore, tossicologo e anestesista-rianimatore.
Com’è noto, si tratta di un periodo caldo per i morsi da vipera, complici le belle giornate che invitano a lunghe passeggiate nella natura. Si tratta di un tema che L’Altramontagna ha approfondito ampiamente in passato, che tuttavia è sempre attuale. Con intento preventivo, dunque, riportiamo qui il testo di un post-video pubblicato dal dottor Barelli nelle sue pagine social.
"In Italia non ci sono solo vipere – ricorda il medico - c’è anche un’altra famiglia: si chiamano colubridi. Non hanno apparato velenifero quindi non sono pericolosi. Sono due serpenti abbastanza diversi, però è impossibile riconoscerli nell’ambiente naturale se sono in movimento".
Di seguito, tutte le regole su come evitare, riconoscere e reagire al morso di una vita.
Il post di Alessandro Barelli
Che cosa non bisogna fare per evitare di essere morsi?
- Andare in giro in campagna con abbigliamento marino o delle ciabattine leggere.
- Infilare le mani nude in mezzo all’erba o in mezzo ad un cespuglio alla ricerca di qualcosa.
Cosa succede dopo il morso?
Il morso è molto doloroso e dopo poco tempo, per esempio, la mano diventa rossa con chiazze bluastre cianotiche, ecchimosi. Quindi una lesione molto evidente. Non si vedono i due segni della puntura dei denti, o comunque, anche se si vedono, non sono indicativi perché anche i colubridi lasciano quei segni.
Come comportarsi in caso di morso?
Prima cosa da fare è chiamare il Soccorso sanitario chiamando il numero unico di emergenza 112. La paura e il dolore attivano il sistema dell’adrenalina che favorisce la diffusione del veleno. Per contrastare questo, la vittima deve rimanere il più possibile ferma e tranquilla. L’arto colpito deve essere immobilizzato con delle stecche, anche rudimentali, e una benda, senza stringere troppo. La vittima può essere trasportata con un mezzo proprio nel più vicino pronto soccorso, basta che non si muova.
In che modo alleviare il dolore?
Per contrastare il dolore e l’agitazione va bene del paracetamolo oppure del diazepam in gocce. Nell’attesa dell’ambulanza è utile idratare bevendo acqua. Il siero anti-vipera, nei casi in cui serve, viene somministrato solo in ospedale.
Cosa non fare dopo il morso di una vipera?
- Applicare un laccio o un legaccio alla radice dell’arto è assolutamente sbagliato: rompe la circolazione venosa e arteriosa ma non quella linfatica, che è la via attraverso la quale il veleno si trasmette.
- Non incidere la zona. Non succhiare: non serve assolutamente a nulla e, in alcuni casi, è anche pericoloso.
"La mortalità da morso di vipera è molto bassa. Consideriamo circa cento morsi l’anno: con una mortalità del 0,1-0,2%, significa che muore una persona ogni dieci anni".
"Questo però – conclude il dottor Barelli - non ti esime a seguire tutte le regole che ti ho esposto".













