Nuova passerella sospesa nel vuoto a 2600 metri: "Un'infrastruttura irreversibile: passata la moda andrà incontro a un lento disfacimento"

Il progetto, inserito nel più ampio piano di rinnovamento del comprensorio Pontedilegno-Tonale, sarà completato nell'estate 2027. Una piattaforma a sbalzo che andrà a caratterizzare lo "skyline" del Passo Paradiso, oggi segnato soltanto dalle linee delle trincee della Grande Guerra. Dopo l'opposizione delle associazioni ambientaliste, l'intervento dello scrittore Marco Albino Ferrari

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Siamo nella zona di Passo del Tonale, al confine tra Lombardia, Trentino e Alto-Adige, dove da settimane si parla del progetto di una passerella panoramica, posizionata a 2585 metri di quota. Dalla fine dello scorso mese i lavori sono entrati nel vivo, secondo il programma dovrebbe essere completato entro l'estate 2027.
Si chiama "SkyWalk" e sarà costruita in località Monticelli, nei pressi di Passo Paradiso. La struttura - una piattaforma a sbalzo di notevole prominenza - sarà dotata di camminamenti, pavimenti e parapetti interamente trasparenti. Inserita all'interno di un percorso panoramico ad anello, si ripromette di offrire una vista a 360 gradi sull'Alta Val Camonica e sull'Alta Val di Sole, e andrà ad accrescere l'offerta del comprensorio sciistico ed escursionistico di Pontedilegno-Tonale.
Il progetto di Sit (Società Impianti Turistici) si inserisce in un più ampio rinnovamento del comprensorio. Il programma dei lavori va dalla sostituzione di strutture presenti con una nuova cabinovia a dieci posti, alla realizzazione di un'ulteriore cabinovia da 3200 persone all'ora, nonché al potenziamento dell'innevamento programmato sulle piste Giuliana, Paradiso e Bleis.
"SkyWalk" ha già incontrato la netta opposizione di associazioni ambientaliste e di tutela paesaggistica come Mountain Wilderness e Italia Nostra, alle quali hanno fatto coda Europa Verde Brescia e le contestazioni di alcune personalità politiche della Provincia autonoma di Trento.
"Questa terrazza - si legge nel comunicato di Italia Nostra -, qualora realizzata, causerà un notevole e irreversibile impatto paesaggistico, modificherà la lettura del paesaggio e soverchierà perfino i segni della storia sedimentatasi su questa montagna". Il riferimento va qui alle tracce della Grande Guerra, che segnano il territorio in maniera ancora consistente e raccontano di un settore strategico del fronte dell'Adamello.
A queste posizioni, si unisce oggi lo scrittore Marco Albino Ferrari con un post nella sua pagina Facebook. Di seguito le sue parole.
Il post di Marco Albino Ferrari
Anche se sembra uno scherzo, non lo è affatto. Davvero qualcuno ha pensato di costruire una "camminata nel vuoto" su un roccione ai 2585 metri del Passo Paradiso, nel gruppo dell'Adamello. Una piattaforma a sbalzo con pavimentazione e parapetti in vetro, da inserire nelle offerte turistiche del comprensorio Pontedilegno-Tonale.
La SkyWalk (nella foto il rendering) viene presentata come uno strumento di valorizzazione naturalistica e storica del territorio; di fatto è la creazione di un palcoscenico per i selfie, un'attrazione instagrammabile o, come si dice adesso, un luogo "effetto wow".
Nella stessa zona è prevista la realizzazione di una nuova cabinovia, il cui costo si aggira sui 22 milioni di euro. Una cifra da far invidia a molte casse comunali. Ma è così che si valorizza la montagna?
La stessa idea di attribuire valore aggiunto andrebbe ripensata. La montagna è quello che è: non ha bisogno di essere valorizzata, se non con interventi minimi e leggeri, se non con il ripristino e la cura dell'esistente, per esempio nella manutenzione dei sentieri, che in realtà è uno sforzo enorme (circa 100mila chilometri in tutta Italia), che costa pochissimo perché è in gran parte sostenuto da volontari.
L'alterità dell'alta montagna, con la sua differenza paesaggistica, culturale, naturale, la sua specificità così spiccata è già in sé il valore. Cifre così elevate non servono a dar valore alla montagna, ma a darle un prezzo e a vendere più biglietti della cabinovia da cui si parte, visto che con lo sci non ci sarà grande futuro.
Il nodo centrale della questione è che la SkyWalk sarà una infrastruttura irreversibile. Irreversibile per un'attrazione effimera. Passata la moda rimarrà per secoli in un lento disfacimento, a testimonianza di quel pensiero miope che l'ha valuta e che oggi governa il turismo montano.
Di Marco Albino Ferrari, la cui pagina Facebook – con approfondimenti su temi legati al rapporto uomo-natura – consigliamo di seguire.












