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Ambiente | 15 marzo 2026 | 13:00

Quegli ammassi gelatinosi contengono centinaia di uova: "Invitiamo visitatori ed escursionisti a osservare questi ambienti con rispetto, evitando di disturbare gli animali o di entrare nelle zone di deposizione"

Con il primo respiro della primavera, la vita torna a pulsare anche tra i rilievi. Proprio in questi giorni, un guardiaparco ha documentato uno dei momenti più importanti del ciclo vitale della rana temporaria: il periodo riproduttivo

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Con il primo respiro della primavera, la vita torna a pulsare anche tra i rilievi. Nel Parco Naturale Monte Fenera (in Piemonte), le aree protette della Rete Natura 2000 riprendono a popolarsi di creature fondamentali per l'equilibrio degli ecosistemi montani. Una delle protagoniste è la rana temporaria, chiamata anche rana montana o rana alpina: un anfibio che gode di una tutela speciale a livello europeo, inserita nell'Allegato V della Direttiva Habitat, che elenca le specie animali e vegetali di interesse comunitario, il cui prelievo in natura e il cui sfruttamento potrebbero essere oggetto di misure di gestione.

 

Proprio in questi giorni, durante le consuete attività di monitoraggio annuale presso la Cava Colombina, nella Zona Speciale di Conservazione del Monte Fenera, un guardiaparco ha documentato uno dei momenti più importanti del ciclo vitale della rana temporaria: il periodo riproduttivo.

 

Le fotografie mostrano le numerose ovature depositate nelle acque ferme: in questa fase le rane si concentrano in pozze, stagni e piccoli specchi d’acqua temporanei dove avviene la deposizione delle uova.


Fotografia di Mattia Cardello

"Invitiamo visitatori ed escursionisti a osservare questi ambienti con rispetto, evitando di disturbare gli animali o di entrare nelle zone di deposizione delle uova", raccomanda l’Ente di gestione delle Aree Protette della Valsesia.

 

La rana temporaria depone le uova in ammassi gelatinosi compatti che arrivano a contenerne diverse centinaia (anche 2-3000). Solo una parte molto piccola di queste uova, però, riesce a sopravvivere fino allo stadio adulto. Le giovani rane, tra l’altro, sono appetibili per molti predatori, come uccelli e pesci.

 

Il periodo riproduttivo rappresenta una fase di estrema vulnerabilità per questi animali. Gli habitat acquatici, seppur piccoli e talvolta effimeri, sono scrigni di biodiversità che necessitano di protezione da parte dell'uomo. Ogni singola ovatura rappresenta una promessa per il futuro della specie  per non compromettere i risultati degli sforzi riproduttivi l'osservazione deve avvenire sempre con la massima discrezione.


Fotografia di Mattia Cardello

Per questo motivo, l’area protetta rivolge un invito chiaro a tutti gli escursionisti e ai visitatori che in queste settimane percorrono i sentieri del Monte Fenera: chiunque si imbatta in questi siti è bene che mantenga una distanza rispettosa, evitando di entrare nelle zone di deposizione o di disturbare gli esemplari presenti.

 

Una raccomandazione da tenere presente, dato che camminando nei pressi di zone umide in questo periodo dell'anno (non solo in Valsesia, naturalmente) è facile imbattersi in quei particolari mucchietti di palline trasparenti e gelatinose, che destano curiosità e meritano attenzione. 

 

 

Le fotografie inserite nell'articolo sono di Mattia Cardello, tratte dalla pagina facebook dei Parchi Valsesia

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