Sappiamo che non è più un tema di moda, ma volevamo dirvi che: "Il riscaldamento globale sta accelerando" e porterà entro il 2030 a superare a lungo termine la soglia di +1,5 °C

La Società Meteorologica Italiana ha diffuso i risultati di una recente ricerca, che per la prima volta accerta un'accelerazione statisticamente significativa del riscaldamento atmosferico

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Il riscaldamento globale sta accelerando": lo scrive la Società Meteorologica Italiana (Smi), la maggiore associazione italiana per lo studio di meteorologia, clima e ghiacciai sulla pagina di divulgazione Nimbus, riprendendo i risultati di una recente ricerca che analizza l'aumento del riscaldamento globale isolando l'influenza di fattori causati dall'uomo da quelli naturali.
"Uno studio del Potsdam Institute for Climate Impact Research a firma di Grant Foster e Stefan Rahmstorf (Global Warming Has Accelerated Significantly, su Geophysical Research Letters) accerta per la prima volta un’accelerazione statisticamente significativa del riscaldamento atmosferico", riporta la Smi.
"Dopo aver rimosso il "rumore" delle fluttuazioni naturali di breve periodo dovute ai cicli El Niño/La Niña, alle eruzioni vulcaniche e all’attività solare - che disturbano l’identificazione di cambiamenti nelle tendenze di lungo termine - gli autori hanno riscontrato un’accentuazione dell’aumento di temperatura da 0,2 °C/decennio nel periodo 1970-2015 a 0,35 °C/decennio in seguito, con risultati simili in tutte e cinque le serie termometriche globali e indipendenti considerate".
A partire dagli anni 70, il mondo si stava riscaldando a un ritmo di circa 0,2 °C per decennio, ma dal 2015 si è passati a un ritmo di 0,35 °C per decennio. Negli ultimi dieci anni, il pianeta si è riscaldato al ritmo più rapido mai registrato: "Tale accelerazione, di entità inedita in un secolo e mezzo di dati osservati, porterà entro il 2030 al superamento a lungo termine della soglia di +1,5 °C, dimostrando quanto siano stati insufficienti gli sforzi per rallentare il riscaldamento globale nell'ambito dell'Accordo di Parigi", riporta Nimbus citando lo ricerca di Foster e Rahmstorf.
Qui è possibile consultare la pubblicazione dello studio (link open access).
Negli ultimi anni, segnati da continui record di temperature, inanellati uno dopo l'altro, si parla molto del fatto che il riscaldamento globale stia aumentando rapidamente. Mentre in passato fattori legati alla variabilità naturale rendevano difficile confermare scientificamente questa tendenza, il nuovo studio ha fatto chiarezza. I risultati ottenuti dai ricercatori dimostrano che l'accelerazione è effettivamente in atto, con un riscaldamento più rapido negli ultimi dieci anni rispetto a qualsiasi decennio precedente.
Lo studio descrive la metodologia utilizzata per confrontare diversi dataset climatici (come quelli di NASA o NOAA) eliminando le "interferenze" naturali per isolare il trend causato da fattori antropici.

"L'aumento della temperatura globale è stato ampiamente considerato piuttosto costante per alcuni decenni, a partire dagli anni '70. Recentemente, gli scienziati hanno iniziato a discutere se il riscaldamento globale abbia subito un'accelerazione. Era difficile averne la certezza a causa delle fluttuazioni naturali del tasso di riscaldamento e, finora, non era stata dimostrata alcuna significatività statistica (ovvero con un grado di affidabilità del 95%) di un'accelerazione (aumento del tasso di riscaldamento)", scrivono i ricercatori.
Gli autori dello studio hanno sottratto dai dati l'influenza stimata degli eventi di El Niño, delle eruzioni vulcaniche e delle variazioni solari: "Ciò rende la curva della temperatura globale meno variabile, mostrando così un'accelerazione del riscaldamento globale statisticamente significativa a partire dal 2015 circa.
Un riscaldamento che procede più velocemente non è inaspettato per i modelli climatici, ma è motivo di preoccupazione e dimostra quanto siano stati finora insufficienti gli sforzi per rallentare e infine fermare il riscaldamento globale nell'ambito dell'Accordo sul clima di Parigi", scrivono i ricercatori.













