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Ambiente | 07 febbraio 2026 | 13:00

Un enorme cono di neve ai piedi del Gran Sasso: si estende da quota 1430 a 1580 metri ed è destinato a crescere. Come si forma il Fosso Gravone?

Il nevaio di Fosso Gravone rappresenta uno spettacolo naturale straordinario, un esempio della forza modellatrice della natura in ambiente montano. Con le nevicate che continueranno anche nei prossimi giorni, l'accumulo è destinato a diventare ancora più imponente

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Il fotografo Damiano Tatulli ha documentato uno degli spettacoli naturali più impressionanti di questa stagione invernale: il nevaio di Fosso Gravone, situato alla fine del Paretone orientale del Corno Grande, nel cuore del massiccio del Gran Sasso d'Italia.

 

Tra i 1.480 e i 1.530 metri: un accumulo fuori dall'ordinario

 

Il nevaio si estende tra quota 1.480 e 1.530 metri, presentando caratteristiche davvero eccezionali. Le immagini catturate mostrano un paesaggio dominato dalla neve, con un elemento particolarmente sorprendente: osservando da distanza, proprio sotto al Paretone e sopra al nevaio, emerge un cono di neve di altezza considerevole, testimonianza diretta dell'intensa attività di accumulo.

Ma come nasce un nevaio di tali proporzioni? Il processo è affascinante quanto potente. Le nevicate abbondanti di quest'anno hanno ricoperto le pareti sovrastanti con quantità di neve davvero notevoli. Quando questi accumuli diventano instabili - per effetto del vento, delle temperature diurne più miti o delle inversioni termiche - si verificano gli "scarichi": masse di neve che si distaccano dalla parete e precipitano verso il basso.

Scarico dopo scarico, la neve si deposita e si compatta, formando quell'imponente struttura bianca che oggi caratterizza il Fosso Gravone. Il cono prominente visibile rappresenta proprio il risultato di questi continui apporti di materiale nevoso.

Damiano Tatulli, che conosce bene queste montagne, sottolinea l'eccezionalità della situazione: "Non è solito vedere accumuli simili. La neve caduta in alta quota è davvero tantissima e nei prossimi giorni continuerà a cadere". Un fenomeno che sta regalando immagini spettacolari ma che richiede anche massima attenzione.


Il nevaio del Fosso Gravone alle pendici del Paretone est del Corno Grande del Gran Sasso d'Italia immortalato da Damiano Tatulli

Zona interdetta: le ordinanze che in pochi conoscono

 

Quello che molti escursionisti e appassionati di montagna ignorano è che il Paretone è un'area interdetta. Dal 2006, anno in cui si verificò una frana di roccia, è in vigore un'ordinanza comunale che vieta l'avvicinamento alla zona. Questa ordinanza non è mai stata revocata.

"Essendo un'ordinanza comunale e datata, la conoscono in pochi", ricorda Damiano Tatulli. La regola è chiara: quando il Paretone è innevato non può essere avvicinato.

Lo scorso gennaio, una valanga nella zona fece il giro del web, suscitando grande clamore. In realtà si trattava semplicemente di uno scarico naturale, un fenomeno normale in queste condizioni. L'episodio ha però portato all'emissione di nuove ordinanze restrittive che ribadiscono con forza il divieto di avvicinamento al Paretone.

Il nevaio di Fosso Gravone rappresenta uno spettacolo naturale straordinario, un esempio della forza modellatrice della natura in ambiente montano. Con le nevicate che continueranno anche nei prossimi giorni, l'accumulo è destinato a diventare ancora più imponente.

L'invito è quello di ammirare questo fenomeno straordinario sempre da distanza di sicurezza, rispettando le ordinanze vigenti. La montagna regala emozioni uniche, ma richiede anche consapevolezza e responsabilità da parte di chi la frequenta.

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