"38 milioni di soldi pubblici spesi per realizzare un’opera che verrà smantellata alla fine dell’evento": i cinque dubbi di Cortina Bene Comune sul villaggio olimpico

"Molti atleti tra i più blasonati, tra i quali anche le sciatrici italiane, disdegneranno gli alloggi prefabbricati per preferire una più confortevole camera d’albergo, con buona pace della fratellanza olimpica". Roberta De Zanna, consigliera di minoranza del Comune di Cortina d'Ampezzo, fa il punto della situazione

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
A Fiames, accanto al letto del torrente Boite, sono state posizionate le casette del villaggio olimpico di Cortina d'Ampezzo e sono in fase di completamento i capannoni delle strutture comuni.
Secondo i piani di Simico, tutto procede secondo i tempi per le "377 mobile home che ospiteranno i 1.400 atleti dei Giochi Milano Cortina 2026". Nei mesi scorsi, il trasporto eccezionale delle casette (avvenuto a bordo di tir) ha richiesto la chiusura notturna della strada statale di Alemagna, in concomitanza con il transito dei mezzi.
L'architetto Fabio Saldini, amministratore delegato di Simico e Commissario straordinario, ha espresso grande soddisfazione per l’avviarsi verso la conclusione dei lavori.
Toni entusiastici si leggono anche nel comunicato del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: "Si entra ora in una delle fasi conclusive dell’intervento: sono in fase di realizzazione le strutture dei due edifici principali, veri e propri hub di comunità. Ognuno si sviluppa su due piani da 2.400 metri quadrati per livello, capaci di accogliere uffici organizzativi e aree dedicate alle squadre, ma anche palestre moderne e poliambulatori attivi 24 ore su 24, garanzia di benessere e assistenza costante per competizioni indimenticabili".
"Il Villaggio di Cortina non sarà solo un alloggio temporaneo, ma un luogo di incontro, valori sportivi e scambio culturale che Mit e Simico stanno costruendo con impegno senza sosta", conclude il Ministero.
In merito al villaggio olimpico in via di completamento a Fiames, Roberta De Zanna, consigliera comunale di Cortina Bene Comune affida ad un comunicato alcune considerazioni, elencate in cinque punti.
"Proviamo a fare il punto della situazione:
1) 38 milioni di soldi pubblici spesi per realizzare un’opera che verrà smantellata alla fine dell’evento: legacy per il territorio non pervenuta;
2) un viavai di camion per trasporti eccezionali che hanno trasportato le casette già assemblate partendo dalla Lombardia, transitando lungo la SS 51 d’Alemagna già oberata da tanti cantieri, causando limitazioni e disagi al transito notturno per 3 mesi e più;
3) un altro viavai di camion lungo la 51 d’Alemagna per trasportare migliaia di metri cubi di ghiaia estratti dal lago di Auronzo per realizzare il terrapieno al villaggio (c’è da chiedersi che fine farà tutto questo materiale una volta smantellato il villaggio);
4) sulla “bellezza architettonica” del villaggio abbiamo dei seri dubbi dal momento che da più persone è stato paragonato a ben altre costruzioni di un triste passato non troppo lontano:
5) da ultimo si scopre che molti atleti tra i più blasonati, tra i quali anche le sciatrici italiane, disdegneranno gli alloggi prefabbricati per preferire una più confortevole camera d’albergo, con buona pace della fratellanza olimpica.
Con queste premesse non vedo grandi motivi per riempirsi di orgoglio", afferma la consigliera.
"Sarà anche vero che, come dice il presidente uscente del Veneto Luca Zaia, 'I pessimisti non fanno fortuna', ma un sano realismo e un po’ di umiltà a volte non guasterebbero", conclude De Zanna.













