Dal ripristino dei colori originali al nuovo edificio con ristorante: ecco come sarà il nuovo "trampolino Italia" di Cortina e da 'dove arriva'

Simico restaurerà l'iconico trampolino Italia utilizzato durante le gare delle Olimpiadi invernali di Cortina 1956. L'operazione, dal costo totale di 7 milioni (con IVA e oneri di sicurezza arrivano a circa 11 milioni), prevede il restauro della struttura in calcestruzzo, il rifacimento delle gradinate in legno, il ripristino dei colori originali e l'aggiunta di un nuovo edificio atto ad ospitare un ristorante. Dal progetto originale si può ricostruirne la storia e capirne il futuro. Il trampolino e il nuovo edificio adiacente dovrebbero essere pronti tra 300 giorni (100 giorni dopo l'apertura dei Giochi olimpici)

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Simico restaurerà l'iconico trampolino Italia utilizzato durante le Olimpiadi invernali di Cortina 1956 (ne avevamo dato notizia in questo articolo). Arrivando da Acquabona per andare verso Cortina, sulla sinistra si stagliano contro il pendio boscoso i resti di quella che fu una delle principali infrastrutture sportive delle Olimpiadi ampezzane. L'operazione, dal costo totale di 7 milioni di euro (che con IVA e oneri di sicurezza arrivano a circa 11 milioni), prevede il restauro della struttura in calcestruzzo, il rifacimento delle gradinate in legno, il ripristino dei colori originali e l'aggiunta di un nuovo edificio atto ad ospitare un ristorante. L'AD di Simico, Fabio Saldini, ha commentato con queste parole: "Con questo progetto non restauriamo solo cemento armato: restituiamo memoria, restituiamo sogni a Cortina e a tutta l'Italia".
Il trampolino e il nuovo edificio dovrebbero essere pronti tra 300 giorni, e quindi 100 giorni dopo l'apertura dei Giochi olimpici.
IL TRAMPOLINO
Costruita nel 1923 in località Zuel di Sotto, finanziato dal barone Carlo Franchetti e nominata “Trampolino Franchetti”, la struttura originaria era caratterizzata da una torre di lancio alta 29 metri e costruita in larice. Nel 1926, in vista dei campionati mondiali di sci nordico del 1927, la struttura fu modificata al fine di aumentare la portata dell’impianto a 52metri.
Nel 1939 il trampolino Fracchetti venne demolito per fare posto, nel 1940, ad un nuovo impianto realizzato dall’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo su progetto dell’Ing. Mario Giacobbi.

Il 15 aprile 1955 vennero iniziati i nuovi lavori per il trampolino che tutt’oggi sorge a Zuel e che all’epoca era la struttura più all’avanguardia al mondo per la pratica del salto con gli sci.
Il trampolino fu concepito come un’unica struttura in cemento armato e cava internamente, composta da un’unica trave e un pilastro tra loro solidali. Il pilastro, alto 48 metri, sosteneva la nuova rampa di lancio lunga 83metri.
Un sistema di passerelle e sentieri distribuivano i flussi del pubblico ai vari settori. Le tribune contenevano in totale circa 3.000 posti, di cui 450 destinati alla Tribuna d’onore, 250 riservati ai giornalisti e il restante al pubblico. I commentatori e i fotografi vennero invece alloggiati sui fianchi esterni delle tribune. Dopo l’esperienza dei giochi olimpici il trampolino fu restaurato ancora nel 1975 ma da allora venne utilizzato sempre con minor frequenza fino alla chiusura definitiva negli anni ’90.

Con il restauro del 2025 proposto da Simico in occasione delle Olimpiadi Milano cortina 2026, il trampolino, le tribune e le torrette saranno oggetto di interventi sui calcestruzzi, sui rivestimenti, sui serramenti e sul sistema di illuminazione esterna. Il manufatto è dichiarato di interesse culturale particolarmente importante e come tale è sottoposto ai vincoli della Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Venezia e le provincie di Belluno, Padova e Treviso.
I calcestruzzi della struttura saranno ripristinati, dove necessario, tramite applicazione a mano o a spruzzo di malta cementizia tissotropica e interesserà circa l’80% della superficie di travi e pilastri in calcestruzzo. A seguito del ripristino sarà applicato uno strato protettivo impregnante idrofobizzante a base di silani, ad elevato potere penetrante per ridurre l’assorbimento d’acqua e limitare la corrosione dei ferri d’armatura. Tutti i legni delle gradinate, delle scalette di accesso, il rivestimento esterno delle torrette e i pavimenti interni saranno sostituiti con nuovi legni in larice spazzolati e impregnati di prodotto protettivo, così come saranno sostituiti tutti i serramenti.
Infine, la scelta dei colori si è basata sul progetto originale del 1956 che prevedeva l’uso del colore rosso per la lamiera di profilo, il bianco per la struttura, il rosa (che riprende la dolomia) per gli elementi che non fanno parte della struttura principale e il blu pastello per gli elementi di finitura come parapetti e pennoni.

IL NUOVO EDIFICIO
Situato a sinistra dal trampolino e adiacente alla strada che attualmente porta al trampolino, sarà costruito un nuovo edificio fuori terra che ospiterà un ristorante con cucina di 535 metri quadri ( e altezza media di 4.2 metri) con un’area esterna adibita a terrazza di circa 320 metri quadri. L’architettura riprende i motivi anni ’50 già presenti sull’edificio del trampolino con dei serramenti a oblò e delle finestre in alluminio alte 70cm. In caso di necessità la sala ristorante potrà essere suddivisa, tramite dei pannelli interni movibili, per ospitare una sala conferenze.

La sala ristorante è di forma trapezoidale, è delimitata da una facciata vetrata a tutta altezza che si affaccia sul trampolino esistente. La copertura dell’edificio è prevista a verde e non sono installati impianti fotovoltaici sulla nuova struttura così come prescritto dal Ministero della Cultura - Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area Metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso: “La copertura piana del fabbricato non sia realizzata in lamiera, ma sia realizzata con tetto verde, anche con utilizzo di specie di muschi e licheni tipiche dell’areale geografico di riferimento. A tal fine non siano installati i pannelli fotovoltaici in copertura, che, assieme alla lamiera, comprometterebbero i rapporti percettivi del nuovo manufatto dal trampolino”.
Per costruire l’edificio sarà necessario disboscare circa 1088 metri quadri di bosco, parzialmente espropriati alle Regole d’Ampezzo e alla Chiesa di San Rocco in Zuel.
L’inizio dei lavori, prevista a maggio 2025 originariamente, dovrebbe concludersi dopo 11 mesi a marzo 2026. Non sono ancora disponibili i dati aggiornati sulle tempistiche di costruzione.













