"Giugno 2025 se la gioca ad armi pari con quello caldissimo del 2003". Zero termico a oltre 5000 metri. "Le ondate di calore sono l'evento meteorologico estremo che provoca più perdite di vite umane"

"La nostra penisola continuerà a registrare temperature massime tra i 4 e i 7 °C superiori alle medie. Anche le minime risulteranno più alte della norma", spiega il meteorologo Giulio Betti. Dello stesso avviso Tommaso Torrigiani, previsore della sala meteo del Consorzio Lamma-Cnr, che si dice preoccupato per la persistenza delle temperature elevate

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Temperature medie molto al di sopra delle medie stagionali, quota dello zero termico che sale sempre più in alto (sopra i 5000 metri) e un mar Mediterraneo molto più caldo del normale: l'Italia e l'Europa centro-meridionale sono strette in una morsa di caldo anomalo.

"La nostra penisola continuerà a registrare temperature massime tra i 4 e i 7 °C superiori alle medie. Anche le minime risulteranno più alte della norma con valori spesso superiori ai 20 °C, soprattutto in Val Padana e sulle coste", spiega il meteorologo Giulio Betti.
Secondo l'analisi elaborata da Betti, le speranze di refrigerio per l'Europa centro-meridionale sono poche o nulle almeno fino ai primi di luglio, a causa di un persistente anticiclone subtropicale di matrice desertica che sta dominando il continente: "L'anticiclone potrà concedere, tra il 30 giugno e i primi di luglio, dell'instabilità sulle Alpi e qua e là nelle zone interne del centro-sud. Temporali locali, anche forti, ma che non rimescoleranno l'aria. Quest'ultima, infatti, rimarrà la stessa. Per avere un sollievo termico è necessario un cambio di massa d'aria, portato da una perturbazione associata ad una bassa pressione e ad un fronte freddo".
GIUGNO 2025: TEMPERATURE SIMILI A QUELLE DEL 2003 E DISAGI PER LA SALUTE

"Giugno 2025, a questo punto, se la gioca ad armi pari con il caldissimo giugno 2003", commenta Betti. "Il mese in oggetto, in Italia, è tra quelli che si è scaldato maggiormente negli ultimi decenni perdendo quasi del tutto le caratteristiche primaverili e di mitezza e diventando un mese estivo in piena regola. In estate in Italia 'ha sempre fatto caldo', ma non così. Ormai le anomalie positive sono predominanti e le ondate di calore sempre più frequenti, intense e durature".
Aggiunge il meteorologo: "Se dovessimo seguire le forzanti naturali, tra cui l'eccentricità orbitale, le estati dovrebbero essere decisamente più fresche. L'emisfero nord, infatti, d'estate si trova al punto più lontano dal sole (afelio), ciononostante la temperatura decolla". Un aspetto che sottolinea la portata delle anomalie climatiche in atto.
Dello stesso avviso Tommaso Torrigiani, previsore della sala meteo del Consorzio Lamma-Cnr, che si dice preoccupato per la persistenza delle temperature elevate.
Come riporta Ansa, Torrigiani sottolinea che "le ondate di calore che a giugno hanno investito l'Italia 'evidenziano similitudini' con quelle registrate nel 2003, che potrebbero ricalcare anche a luglio ed agosto, mesi in cui il caldo da record non concesse nemmeno un giorno di tregua". Il caldo anomalo si accompagna purtroppo con crescenti rischi per la salute della popolazione: "Le ondate di calore - ricorda Torrigiani - sono l'evento meteorologico estremo che provoca più perdite di vite umane".
La situazione di difficoltà è confermata anche dai bollettini regionali: il 25 giugno, ad esempio, Arpa Piemonte ha segnalato in diverse zone un livello 3 di "disagio bioclimatico" - il valore massimo della scala - indicando una situazione problematica di grado elevato e persistente, con possibili effetti negativi sulla salute.
ZERO TERMICO A OLTRE 5000 METRI E TEMPERATURA RECORD A CAPANNA MARGHERITA

Le alte quote non sono immuni a questa ondata di calore, anzi. Nei pressi del rifugio più alto d'Europa - Capanna Margherita, sul Monte Rosa, a 4550 metri di altitudine - è stata rilevata la temperatura record di 9.5 gradi centigradi. Il valore supera di 0,2 gradi il precedente primato di 9,3° registrato dieci anni fa, evidenziando come l'innalzamento delle temperature stia interessando ogni livello altitudinale.
Fa notare il meteorologo piemontese Andrea Vuolo: "Il valore di Capanna Margherita con buona probabilità non sarà validato poiché il sensore termometrico pare subisca una netta sovrastima in caso di forte radiazione diretta e assenza di vento in prossimità del rifugio. Ieri sui 3.200 metri eravamo intorno ai +12°C, valore comunque ben superiore alle medie e probabilmente sarà superato tra venerdì e sabato".
Elevatissima è anche la quota dello zero termico, cioè l'altitudine alla quale la temperatura rilevata è di 0 gradi. Il Consorzio Lamma (Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile) spiega: "Sabato prossimo l’altezza dello zero termico sull’Italia supererà i 5000 metri. L’aria calda portata dall’anticiclone subtropicale africano raggiungerà anche l’arco alpino e tutte le nostre montagne avranno temperature sopra lo zero, anche le vette più alte. La situazione è davvero eccezionale, soprattutto perché si verifica nel mese di giugno".
MEDITERRANEO: LA TEMPERATURA SUPERFICIALE DEL MARE SUPERA DI 5° LA MEDIA STAGIONALE

Non è solo l'aria a surriscaldarsi. I dati del sistema di monitoraggio europeo Copernicus Marine Service (CMEMS) mostrano un'ondata di calore in corso anche nel bacino del Mar Mediterraneo. Il 22 giugno 2025 sono state registrate anomalie della temperatura superficiale del mare: nell'immagine, le aree di colore rosso scuro indicano temperature superiori di oltre 5 °C alla media stagionale. Il riscaldamento più intenso è stato osservato nel bacino del Mediterraneo occidentale, compresi il Mar delle Baleari e il Mar Tirreno.
Monitorare queste anomalie della temperatura superficiale del mare è cruciale per comprendere gli impatti dei cambiamenti climatici, prevedere eventi meteorologici estremi e gestire i rischi per la biodiversità marina e le comunità costiere. Ricordiamo che, dal punto di vista fisico, un mare più caldo fornisce più vapore acqueo ed energia all’atmosfera. "In questo modo c’è più materiale per formare le nubi, che dunque possono rilasciare maggiori quantità di precipitazioni. Inoltre, la maggiore energia incamerata dall’atmosfera non può essere trattenuta a lungo e si scarica violentemente sui territori con piogge intense e venti forti", come spiega Antonello Pasini climatologo dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr.
In apertura, immagine tratta dalla Mappa Previsioni e Osservazioni Aeronautica Militare












