"I volontari ci sono e si impegnano ma non bastano a far fronte a un'affluenza così massiccia". Strada delle 52 Gallerie ridotta a latrina? ''Posizioniamo dei wc alla partenza''

In un video, lo youtuber Andrea Di Mieri mostrava la sua indignazione per il deturpamento cui è sottoposto il noto itinerario del Pasubio da parte di un turismo incivile: “Ci sono fazzoletti ovunque, c’è chi piscia, chi caga… e fa veramente schifo”. L'escursionista chiedeva maggiori provvedimenti alle istituzioni: sulle possibili soluzioni abbiamo interpellato Renato Leonardi, gestore del Rifugio Papa in cima al percorso, e Manuel Grotto, responsabile tecnico dell’Unione Montana

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il 9 luglio scorso, sulla sua pagina, lo youtuber Andrea Di Mieri ha pubblicato un video della sua escursione nella strada delle 52 Gallerie del Pasubio. Il video si è presto diffuso fino a raggiungere oltre 100.000 visualizzazioni. Il merito di questa visibilità va in particolare ad alcune osservazioni che lo hanno brutalmente riportato alla realtà.
“Piccolo punto che prima non avevo notato: tutti gli anfratti che trovi, se ci guardi dentro, purtroppo son delle latrine. Ci sono fazzoletti ovunque, è veramente sporco per terra, c’è chi piscia, chi caga… e fa veramente schifo”.
Dopo aver segnalato la notizia sulle pagine de Il Dolomiti (in questo articolo), per capire l’entità del deturpamento abbiamo contattato Renato Leonardi - gestore del Rifugio Achille Papa - al quale abbiamo chiesto in primo luogo se fosse al corrente del video. “Sì, quel video è girato ovunque. Purtroppo questo è un itinerario super-frequentato, e non tutti hanno l’educazione necessaria a lasciarlo com’è per chi arriva dopo. Di tutta la gente che sale, fortunatamente, i maleducati sono in pochi; ma la loro maleducazione è sufficiente a svilire il paesaggio”, ci ha detto Leonardi.
In chiusura del video, Di Mieri riflette sulla questione, mostrando particolare indignazione per l’importanza estetica e storica del sito: “Io trovo veramente agghiacciante che in un posto come questo, sia per la sua bellezza che per la sua storia, sia pieno dello schifo più assoluto - commenta lo youtuber -. All’inizio del video ero veramente entusiasta del posto, perché effettivamente merita tantissimo. Ma andando avanti ho visto che la cosa non cambiava. La prima galleria era pieno di fazzoletti, la seconda anche, la terza anche, arrivati a metà del percorso erano tutte così. Al ritorno uguale, se non peggio”.
Questo problema si era già riscontrato in passato? Si era mai fatto qualcosa in proposito? “Era emerso già gli anni scorsi - ci risponde Renato Leonardi -. Ogni inizio stagione ci dedichiamo alla pulizia dei sentieri, i volontari ci sono e si impegnano moltissimo, ma non bastano a far fronte a un’affluenza così massiccia; e comunque non è giusto che siano loro a fare i netturbini per la gente che sale”.
“Tra l’altro - prosegue il gestore - giugno è stato un mese incredibile: abbiamo avuto il 30% di affluenza in più rispetto agli anni scorsi, numeri che un tempo facevamo forse ad agosto”.
Proprio sulla questione overtourism, per concludere, si è espresso anche lo youtuber: “Non è che, perché quella delle 52 gallerie è un’escursione bellissima e famosa, allora ci dobbiamo fare andare bene la sporcizia solo perché il turista viene su al rifugio e spende soldi. Meno turisti magari, e qualcuno in più che controlla”.
Secondo il gestore dell’Achille Papa, da 47 anni impegnato lì al rifugio, “l’ambiente qui è bellissimo, ma deve ancora raggiungere la ‘maturità turistica’ per poter sostenere un tale carico antropico”. Secondo lui, per questo scopo non bastano i soldi e l’interesse di un singolo comune, ma servirebbe una rete di coordinamento tra i Comuni, che dovrebbe auspicabilmente essere costruita per mano dell’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti.
Nel tentativo di misurare la fattibilità di questa proposta, abbiamo allora contattato, in vece dell’Unione Montana, il responsabile tecnico Manuel Grotto.
Secondo Grotto, “una rete di comuni coordinata dall’Unione potrebbe essere la soluzione ottimale, ora dovremo parlare con i sindaci per vedere dove trovare le disponibilità economiche”. L’unico problema, considerata anche la nascita recente dell’Unione Montana, sarebbe la reperibilità dei fondi per attivare progetti congiunti di questo tipo.
Viene da chiedersi, però, quale tipo di interventi potrebbero arginare un problema come quello sollevato dal video. È sempre Manuel Grotto a risponderci: “È evidente che non puoi mettere dei bagni chimici in un luogo che è un monumento nazionale, anche perché andrebbero svuotati via elicottero, il che non è affatto facile. Sicuramente potenziare con dei servizi igienici alla partenza, magari indicando che i prossimi si troveranno a due ore e mezza da lì, questo dovrebbe - in gran parte - risolvere il problema”.
Nel video, Di Mieri proponeva di organizzare un sistema di controllori. Le sembra una strada praticabile? “La questione dei controlli è assurda: come fai a controllare 70mila persone? Metti uno che controlla ingresso e uscita di ogni galleria? Installi delle inferriate sugli anfratti? No, secondo me per risolvere il problema bisogna puntare semmai sull’educazione di chi sale, fornendogli un sistema di servizi adatto ad un luogo con una simile affluenza. Questa è la strada più affrontabile, a parer mio”.
“Il problema ce lo abbiamo ben presente, cercheremo di risolverlo, di trovare una soluzione condivisa con il rifugio, il Cai ed i Comuni” promette l’Unione Montana.













