Il netto calo delle temperature di questi giorni? "Breve e ordinario raffrescamento"

"Il temporaneo cedimento dell'anticiclone nordafricano e l'arrivo di una massa d'aria più fresca da Nord hanno determinato un episodio 'fresco' di mezza estate del tutto ordinario ed effimero, reso un po' più appariscente solo dal confronto con i calori anomali a cui le stagioni recenti ci stanno sempre più abituando", spiegano gli esperti della Società Meteorologica Italiana

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
A spiegare il quadro meteorologico degli ultimi giorni - caratterizzati da temperature in calo, precipitazioni abbondanti al Nord e venti tesi in alcuni settori delle Alpi - sono gli esperti di Nimbus, portale della Società Meteorologica Italiana: "Il temporaneo cedimento dell'anticiclone nordafricano e l'arrivo di una massa d'aria più fresca da Nord hanno determinato (oltre a temporali violenti con vento forte, grandine grossa e locali criticità geo-idrologiche, specie al Nord-Est), un netto calo delle temperature a partire dal Nord e dal Centro Italia che tuttavia delinea un episodio "fresco" di mezza estate del tutto ordinario ed effimero, reso un po' più appariscente solo dal confronto con i calori anomali a cui le stagioni recenti ci stanno sempre più abituando".
Un paio di esempi. A Piacenza-osservatorio Alberoni è stata rilevata una temperatura minima di 11,8 °C nella notte tra l'8 e il 9 luglio, 6 °C sotto il valore normale per il 9 luglio (media 1991-2020), ma in 64 anni di misure a 1,5 metri di altezza sul prato (dal 1961) si contano altre 51 giornate con minima pari o ancora più fresca di quella di oggi in luglio: "dunque un evento del tutto ordinario, che a lungo termine si presenta(va) in media una volta pressoché ogni anno", commentano gli esperti.
In alta montagna, è stata registrata una temperatura minima -1,5 °C (la sera dell'8 luglio) alla fronte del Ghiacciaio Ciardoney (2850 metri di quota, sul Gran Paradiso): "Anche in questo caso un valore "frizzante" ma di ricorrenza annuale in luglio (capita almeno in un giorno quasi ogni anno in questo mese), e lontano dal minimo di -4,1 °C del 24 luglio 2011, nella breve serie di misura avviata nel 2010", si legge su Nimbus.
"Stesse conclusioni riguardo alla neve in quota sulle Alpi, scesa ai 2700 metri del Passo dello Stelvio: episodio del tutto normale anche in piena estate".
Qui sotto, due immagini tratte dalla webcam del passo Stelvio, scattate a meno di ventiquattro ore di distanza: la prima è di ieri, 9 luglio, la seconda di oggi. I pochi centimetri di neve che imbiancavano la cima del valico sono già svaniti.


GIUGNO ANOMALO: NEL 2025, IL TERZO PIU' CALDO (DOPO 2023 E 2024)
Ad essere davvero anomalo non è dunque il fresco percepito in questi ultimi giorni, ma il caldo rilevato su scala globale nel mese di giugno.
Come evidenziano anche dalla Società Meteorologica Italiana, "l'aggiornamento delle analisi mensili Copernicus-ECMWF indica che giugno 2025 è stato il terzo più caldo nel mondo quanto a temperature sia dell'aria sia della superficie oceanica (e gli altri due ancora più caldi furono, pensate un po'... giugno 2023 e 2024)".
"In particolare l'Europa occidentale (e appena più marginalmente anche l'Italia) ha vissuto due ondate di caldo estremo che in quest'area hanno reso il periodo 17 giugno-2 luglio 2025 il più caldo di cui ci sia riscontro quanto meno dall'inizio del telerilevamento satellitare nel 1979 (ma ragionevolmente da tempi ben più lunghi). Inoltre, sempre in Europa occidentale, giugno 2025 nel suo insieme ha sostanzialmente eguagliato il rovente giugno 2003, con anomalia di +2,8 °C rispetto al 1991-2020", come si evince dal grafico sottostante.














