Contenuto sponsorizzato
Attualità | 20 novembre 2025 | 12:00

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella invita a cambiare prospettiva sulle aree montane: "L'abbandono dei territori comporta alti costi per l’economia nazionale"

All'assemblea annuale dell'associazione dei Comuni italiani, il titolare del Quirinale ha ricordato l'importanza di garantire l'accesso ai "servizi sanitari, finanziari, di istruzione, di trasporto pubblico" per "assicurare la permanenza degli abitanti". Bisogna, insomma, offrire servizi anche laddove usando i fogli di calcolo questi non risultano convenienti o necessari. È l'agenda del Controesodo 

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Ha parlato di un'agenda del Controesodo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Bologna di fronte all'assemblea ANCI. Faceva riferimento alle aree interne e alle terre alte, a quei 13 milioni di italiani che vivono "in luoghi distanti dai maggiori centri urbani e dai grandi nodi infrastrutturali".

 

Mattarella ha posto la questione di un "patrimonio ambientale, culturale, sociale, economico, [...] irrinunciabile per l’Italia" e lo ha fatto di fronte a una platea di migliaia di amministratori locali, molti dei quali sindaci di piccoli comuni che questi problemi affrontano ogni giorno.

 

Il presidente della Repubblica ha posto l'accento su un aspetto fondamentale, che riesce a comprendere chiunque viva o lavori nei territori delle aree interne: "Le nuove tecnologie vengono in soccorso, ma a nulla possono servire senza invertire una tendenza che affida, da lungo tempo, l’esistenza di servizi a livelli minimi di popolazione, quando è, invece, l’esistenza di servizi sanitari, finanziari, di istruzione, di trasporto pubblico - penso alle linee ferroviarie minori che subiscono sospensioni e soppressioni – quella che consente di assicurare la permanenza degli abitanti". Bisogna, insomma, ribaltare la prospettiva, offrendo servizi anche laddove usando i fogli di calcolo questi non risultano convenienti o necessari. Accorpare, portare a fondovalle, ridurre o tagliare, in nome dell'efficienza, lede l'abitabilità e l'agibilità dei territorio fragili delle aree interne e montane.

 

Mattarella lo ha rimarcato, come se non fosse chiaro a sufficienza: "L’esistenza di questi servizi si pone prima dei numeri, prima del numero degli abitanti perché ne costituisce una garanzia e, laddove viene meno, rappresenta una causa del suo declino. Tenendo anche conto che l’abbandono dei territori comporta alti costi per l’economia nazionale".

 

I servizi, quindi, come pre-condizione, prima ancora del lavoro, secondo la felice intuizione di Fabrizio Barca da cui è scaturito il percorso sperimentale della Strategia Nazionale per le Aree Interne, cui ha fatto cenno anche il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento a Bologna.

 

Per attuare l'agenda del Controesodo, come la definisce Mattarella, serve interrogarsi su quali siano i servizi essenziali nel 2025, lavorare per ri-disegnare quelli pubblici tradizionali (a cominciare dalla scuola, che probabilmente non potrà essere presente in ogni Comune, privilegiando interventi di edilizia scolastica innovativi che rafforzino e tutelino la qualità dell'insegnamento) per poi allargarne la descrizione, includendo anche la connettività e la presenza di attività economiche di base: il bar e il negozio di generi alimentari in determinati territori rappresentano presidi fondamentali di comunità, la non è un problema solo per gli anziani o i vecchi che devono ritirare la pensione, come si dice e scrive in modo retorico, ma sempre più anche dei giovani che vogliono avviare un'attività economica, le case che non ci sono, infine, come ricordava Andrea Membretti in un'intervista nel mese di ottobre relativa alla montagna alpina serve "offrire accesso alla casa e accompagnamento di queste forme di mobilità residenziale", quelle che possono affrontare e controbilanciare il saldo demografico, che in tutta Italia e non solo nelle aree interne è ormai da anni negativo.

 

I tratti di un'agenda del Controesodo esistono già, è tempo di attuarla.

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Ambiente
| 11 maggio | 13:00
L'aglio orsino è una pianta erbacea riconoscibile per il forte odore di aglio delle foglie, diffusa soprattutto nei [...]
Attualità
| 11 maggio | 12:00
Di fronte alla polarizzazione nei commenti sul tema parchi, lo scrittore Marco Albino Ferrari lancia la proposta di [...]
Contenuto sponsorizzato