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Attualità | 05 maggio 2025 | 12:00

Il Rifugio Franchetti ancora sommerso dalla neve: ''Speriamo di poter aprire a giugno ma attenzione a dove si mettono i piedi. Il rischio è danneggiare i pannelli solari''

E’ stato un inverno molto nevoso e la struttura, situata sul Gran Sasso a quota 2433 metri sopra il livello del mare, era stata totalmente ricoperta dalla neve. Il rifugio era stato praticamente seppellito, tanto che da quello che ha riportato anche il gestore – Luca Mazzoleni – la tanta neve caduta nei mesi scorsi ha causato anche qualche danno ai pannelli fotovoltaici

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

A inizio giugno è prevista la riapertura del Rifugio Franchetti del Gran Sasso d’Italia. E’ stato un inverno molto nevoso e la struttura, situata a quota 2433 metri sopra il livello del mare, era stata totalmente ricoperta dalla neve. Il rifugio era stato praticamente seppellito (ne avevamo parlato in questo articolo), tanto che da quello che ha riportato anche il gestore – Luca Mazzoleni – la tanta neve caduta nei mesi scorsi ha causato anche qualche danno ai pannelli fotovoltaici.

 

''Ieri siamo saliti al Franchetti - racconta Mazzoleni - per le prime incombenze in vista dell'apertura estiva (che è prevista per inizio giugno, condizioni nivometeo permettendo). Dopo un inverno lungo e nevoso c'è da spalare tanta neve, neve così abbondante da aver seppellito il rifugio e danneggiato alcuni pannelli fotovoltaici. A proposito – conclude Mazzoleni - fate attenzione quando c'è molta neve perché a camminare vicino al rifugio rischiate di finire sul tetto dove sono sistemati, appunto, i pannelli solari e di fare grossi danni''.

 

E’ importante sapere che sulla parete nordorientale del Gran Sasso d’Italia la neve si mantiene abbondante almeno fino agli inizi dell’estate. Per questo motivo per salire nei pressi del rifugio, ma anche più in alto, sono necessarie sia la piccozza che i ramponi. Più in alto e nei pressi dell’ormai ex ghiacciaio del Calderone, la neve si mantiene fino ad estate inoltrata. Per questo motivo è presto per pensare escursioni estive o ferrate.

Sul Gran Sasso d’Italia fino agli inizi degli anni 70 si svolgevano anche delle manifestazioni di slalom gigante nelle vicinanze del Calderone. Una gara venne addirittura svolta il 15 agosto del 1963. Allora gli effetti del cambiamento climatico erano meno evidenti e soprattutto la neve al suolo riusciva a mantenersi molto più a lungo anche alle alte quote. Negli ultimi anni, stando ai dati riportati dai ricercatori, la neve come in questo caso è caduta molto abbondante in primavera.

 

L’incognita principale sarà però sulle temperature che si verificheranno nella prossima stagione estiva, perché negli ultimi anni le eccezionali ondate di caldo hanno causato la fusione di metri di neve a tempo di record. Nonostante tutto la parete nordorientale del Gran Sasso, come ricordato dal Gestore del Rifugio Franchetti, fino ad inizio estate presenta una grande quantità di neve al suolo. Le immagini del rifugio ancora oggi sommerso in parte dalla neve sono molto eloquenti e non è escluso che nelle prossime ore e nei prossimi giorni possano verificarsi nuove nevicate.


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