Le associazioni contro Simico: "Opere olimpiche, i costi lievitano ma troppi dati sono opachi e parziali". La risposta: "Se fate i vostri report è solo grazie alla nostra trasparenza"

La rete Open Olympics 2026 presenta il suo terzo report dal titolo "Alla vigilia dei Giochi Invernali Milano Cortina: tra dati e ‘non dati’, come si classifica il diritto di sapere?". "Il documento - spiegano - analizza ciò che oggi è accessibile attraverso i dati ma soprattutto ciò che resta opaco, parziale, non del tutto conoscibile: i 'non dati'. Ci sono ancora tre 'domande civiche' in attesa di risposta"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Mancano ormai poche settimane alle attesissime (e altrettanto discusse) Olimpiadi e Paralimpiadi invernali 2026. E con l'avvicinarsi del grande evento sportivo che a febbraio e marzo animerà il territorio tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige aumenta anche l'attenzione posta sul gigantesco elenco di opere (non certo solo sportive) che hanno accompagnato l'avvicinamento al giorno "x" di inizio 2026.
Ecco che allora, puntualmente, Libera insieme alle 20 associazioni promotrici della rete civica Open Olympics 2026, presenta il terzo e ultimo report dal titolo Alla vigilia dei Giochi Invernali Milano Cortina: tra dati e "non dati" come si classifica il diritto di sapere?
Il documento analizza ciò che oggi è accessibile attraverso i dati (in particolare quelli del portale Open Milano Cortina 2026, la cui messa online è risultato della campagna stessa), ma soprattutto ciò che resta opaco, parziale, non del tutto conoscibile: i "non dati" appunto. "L’indagine - promettono - tocca le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella partita olimpica e paralimpica, nessuno escluso".
I numeri del report
Novantotto opere per un investimento complessivo di 3,54 miliardi di euro, di cui il 13% dedicate ai Giochi e l’87% alla cosiddetta legacy: "Soprattutto interventi stradali o ferroviari". Per ogni euro destinato alle opere indispensabili ai Giochi, se ne spendono 6,6 per opere di legacy e la spesa si concentra principalmente in due territori: Veneto e Lombardia, che sfiorano ciascuno 1,5 miliardi di euro.
Nel dettaglio il report evidenzia inoltre che solo 42 opere hanno una fine lavori prevista prima dell’evento: "Il 57% degli interventi invece - si legge - sarà completato dopo i Giochi, con l’ultimo cantiere nel 2033. Sedici interventi, inclusi otto essenziali (tra cui la dibattuta pista da bob "Cortina Sliding Centre", l’innevamento artificiale e il Villaggio olimpico di Cortina) presentano una consegna solo parziale ("fine ante-olimpiadi"), ma "l’assenza di metadati non permette di capire in che stato saranno allo scoccare del tempo olimpico", si legge nel report.
Nel corso del 2025 la data di fine lavori è stata posticipata per il 73% delle opere del Piano, spesso in modo rilevante, con slittamenti che in alcuni casi superano i tre anni. Sul fronte economico, nei primi dieci mesi del 2025 il valore del Piano cresce di 157 milioni di euro (+4,6%), con aumenti che riguardano 34 opere già presenti, uno sdoppiamento e tre nuove opere. Le variazioni più rilevanti toccano Longarone (+43 milioni), Perca (+31 milioni) e Sondrio (+13,3 milioni). Rispetto a un anno fa, i costi sono cresciuti ovunque: l’incremento più forte si registra in Alto Adige (+15,8%, +46 milioni di euro), il più elevato in valore assoluto in Veneto (+75 milioni, che equivalgono ad una "lievitazione" del 5,6%). Seguono Lombardia (+32 milioni) e Trentino (+3 milioni). La rete evidenzia nel report che "resta però impossibile capire chi stia sostenendo questi aumenti, perché il portale Open Milano Cortina 2026 non riporta le fonti di finanziamento".
Accanto ai dati disponibili, il report elenca anche i principali "non dati" ancora irrisolti, ossia le questioni rimaste senza risposta perché i dati a disposizione non ci sono o sono pochi. Il primo riguarda l’impatto ambientale: "Manca l’impronta di Co2 per singola opera, nonostante la metodologia sia prevista dal Cio". L’unico valore noto è la stima della Fondazione: 1.005.000 tonnellate di Co2 equivalente per l’intero ciclo dell’evento. Il secondo tema riguarda la spesa complessiva dei Giochi: "Sappiamo quanto costa il Piano delle Opere, ma non chi stia coprendo gli incrementi". Il Budget Lifetime della Fondazione Milano Cortina è indicato in 1,7 miliardi, ma il documento non è pubblico. Il terzo riguarda i subappalti: "Sono visibili i nomi, ma non i valori economici. Senza Cig non è possibile incrociare automaticamente i dati con la piattaforma Anac".
La rete Open Olympics 2026 sottolinea inoltre come il portale Open Milano Cortina 2026 copra solo una parte dell’intero perimetro olimpico. La sola Regione Lombardia, attraverso il portale "Oltre i Giochi 2026", elenca 78 interventi per 5,17 miliardi, di cui 3,82 miliardi non presenti nel portale Open Milano Cortina 2026. "Risultato: asimmetria informativa sistemica", commenta la rete.
Restano inoltre aperte tre domande civiche: Quante opere esistono davvero e quanto costano? Quanto costa la realizzazione dei Giochi e la tutela di salute e sicurezza? Come sta spendendo il Commissario alle Paralimpiadi i 328 milioni assegnati dal Dl Sport?
"Il portale Open Milano Cortina 2026 ha permesso di illuminare una parte rilevante, ma non esaustiva, della macchina olimpica", afferma la rete tramite il report. "Il nostro lavoro non finirà allo spegnersi delle luci dei Giochi: il 57% delle opere verrà completato dopo l’evento, e continueremo il monitoraggio fino alla chiusura dell’ultimo cantiere". Open Olympics 2026 annuncia infine la collaborazione con le organizzazioni della società civile francese in vista dei Giochi invernali 2030: "La nostra legacy civica è semplice: non si tocchi una pietra senza prima fare trasparenza".
La pronta risposta di Simico
Chiamati in causa, dalla Società Infrastrutture Milano Cortina (più nota come Simico) non hanno esitato ad inviare un comunicato di pronta risposta (peraltro dai toni meno "aggressivi" di quanto avvenuto in precedenza). "Il terzo report della rete Open Olympics 2026, composta da Libera di don Luigi Ciotti e da associazioni ambientaliste - scrivono - certifica la trasparenza del lavoro di Simico nella realizzazione delle opere olimpiche in vista dei Giochi di Milano Cortina 2026. Una trasparenza che per la Società è un valore che si sostanzia, da oltre un anno, nel portale presente sul sito della società, che con periodici aggiornamenti ha fornito e continuerà a fornire tutti i dati sui cantieri soprattutto ai cittadini, ma anche alle testate giornalistiche nazionali, internazionali e locali che (come anche Libera e altre associazioni) hanno potuto realizzare i loro servizi, i loro articoli e i loro report grazie alla totale accessibilità delle informazioni garantita da Simico. Come peraltro le associazioni scrivono nel report diffuso oggi, questo è il primo portale nel suo genere".
"Nello specifico - prosegue la nota - per ciò che attiene agli approfondimenti ambientali è in corso, come già comunicato, la redazione del Report di Sostenibilità che sta raccogliendo tutte le informazioni che saranno altrettanto disponibili. Per ciò che invece attiene alle fonti di finanziamento, sono quelle già indicate e pubblicate dal Dpcm di riferimento e si rimanda poi alle fonti di legge previste. Simico, nel ringraziare le associazioni per la loro continua attenzione e collaborazione, conferma e ribadisce la propria disponibilità a migliorare ulteriormente, laddove necessario e possibile, questo lavoro, al solo fine di offrire una maggiore conoscenza e consapevolezza collettiva sul lavoro che sta realizzando, sulla professionalità e sulla correttezza assoluta del suo operato. Anche questo rappresenta una legacy immateriale virtuosa al servizio del Paese, nata proprio grazie all’occasione rappresentata dai Giochi Milano Cortina 2026".












