28 giovani al lavoro insieme a imprese, cooperative e amministrazioni locali per sviluppare proposte concrete per il futuro dei territori montani del Friuli Venezia Giulia

Una settimana immersiva in Alto Friuli, a stretto contatto con le realtà locali, per immaginare nuovi modelli di sviluppo nei territori montani: è iniziata così la quinta edizione di "Percorsi Spericolati". Il progetto promosso da Fondazione Pietro Pittini "nasce per offrire ai giovani di tutta Italia strumenti, connessioni e occasioni concrete per mettersi alla prova nelle aree interne, trasformando idee e aspirazioni in progetti di vita"
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Le comunità crescono quando qualcuno sceglie di prendersene cura e di immaginare ciò che possono diventare. Con questo spirito prende il via la quinta edizione di Percorsi Spericolati, il percorso formativo e progettuale che coinvolge giovani provenienti da tutta Italia nella sfida della rigenerazione delle aree interne e dei territori montani.
Nei prossimi mesi, i 28 partecipanti selezionati lavoreranno insieme a imprese, cooperative e amministrazioni locali per sviluppare proposte progettuali capaci di generare impatto sociale nei territori montani del Friuli Venezia Giulia.
"Percorsi Spericolati nasce per offrire ai giovani di tutta Italia strumenti, connessioni e occasioni concrete per mettersi alla prova nelle aree interne, trasformando idee e aspirazioni in progetti di vita. A loro chiediamo coraggio e determinazione: crediamo che proprio dalle nuove generazioni possano arrivare energie e visioni capaci di creare opportunità di innovazione sociale nelle terre alte di tutto il nostro Paese". Così Marina Pittini, che presiede la Fondazione Pietro Pittini, racconta il progetto promosso dalla Fondazione insieme a Meraki – desideri culturali e Magma srl Impresa Sociale, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di agenti di sviluppo territoriale: giovani capaci di leggere i bisogni dei territori e attivare processi di cambiamento sociale, culturale ed economico nelle aree interne.
Negli anni il percorso ha contribuito a costruire una rete che oggi conta circa 150 giovani in tutta Italia mettendoli in dialogo con 35 imprese, amministrazioni e associazioni locali. Molti giovani dopo l’esperienza in Percorsi Spericolati hanno avviato o sviluppato progetti nelle proprie regioni di provenienza.
Il percorso ha preso il via con una settimana residenziale a Valbruna, in Val Saisera, dall’8 al 15 marzo. In questo contesto i partecipanti, provenienti quest’anno da 11 regioni, hanno iniziato a conoscersi e a costruire relazioni, alternando momenti di formazione, lavoro sul campo e confronto. Le prime giornate sono state dedicate all’acquisizione degli strumenti necessari alla progettazione territoriale: project design, community engagement, animazione territoriale, fundraising, comunicazione e pensiero sistemico.
I giovani hanno poi lavorato nei territori della Carnia (UD) a stretto contatto con realtà locali nei comuni di Paluzza e Sutrio: nel programma rientrano infatti momenti di osservazione e ascolto attivo, utili a raccogliere elementi concreti su cui costruire le proposte progettuali. Uno degli elementi centrali di Percorsi Spericolati è proprio il dialogo diretto con le realtà che animano la montagna.
Tra queste realtà territoriali ci sono il Comune di Paluzza, impegnato nello sviluppo territoriale e nella promozione di iniziative socioeducative e culturali e alcune imprese radicate nel territorio come Secab – Società Elettrica Cooperativa Alto But, storica cooperativa energetica attiva dal 1911; Carniaflex azienda che produce dispositivi biomedicali orientata all’innovazione e alla formazione dei giovani e realtà della filiera agroalimentare come il Caseificio Sociale Alto But e la Cooperativa Malghesi, che contribuiscono alla valorizzazione delle produzioni di montagna e alla tutela del paesaggio alpino. E poi il Birrificio Bondai, giovane microbirrificio artigianale che negli ultimi anni ha arricchito l’offerta enogastronomica e culturale del territorio, dimostrando come nuove iniziative imprenditoriali possano nascere e crescere anche nelle aree interne.
Da Percorsi negli sono sono nati progetti spesso controcorrente, come racconta una delle partecipanti delle scorse edizioni: "Ma sei pazza, che torni a fare al Sud? Qui ho capito di non essere pazza, ma spericolata".
La settimana a Valbruna rappresenta il punto di partenza di un percorso più ampio. Nei mesi successivi, da marzo a maggio 2026, i partecipanti lavoreranno da remoto per sviluppare le proprie proposte progettuali, accompagnati da tutor ed esperti.
Il percorso si concluderà con un evento finale di restituzione dall’8 al 10 maggio, durante il quale i gruppi presenteranno i progetti sviluppati insieme alle realtà locali.
Le opportunità non terminano con Percorsi Spericolati. A giugno verrà aperta una nuova call nazionale di "Imprese Spericolate", il programma che sostiene la nascita o il consolidamento di organizzazioni a impatto sociale nelle aree interne italiane, attraverso un percorso di formazione e un contributo economico al progetto più promettente.
Percorsi Spericolati continua così a dimostrare come le aree interne possano diventare laboratori di innovazione sociale, luoghi in cui giovani provenienti da tutta Italia sperimentano nuovi modelli di economia, cooperazione e vita comunitaria.
Percorsi Spericolati è stato organizzato e coprogettato da Fondazione Pietro Pittini, Meraki - desideri culturali, Magma srl impresa sociale. Con il contributo di Fondazione Friuli, Confcooperative, BCC Credifriuli, Legacoop Friuli Venezia Giulia. Grazie alla collaborazione con Avanzi - Sostenibilità per Azioni, Università degli Studi di Udine, Rete Rifai, Vita e con la partecipazione di Opes-Lcef Impact Fund, Moleskine Foundation, Fondazione Sanlorenzo, NanoValbruna di ReGeneration Hub Friuli.












