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Attualità | 16 marzo 2026 | 15:04

Due elicotteri militari statunitensi atterrano nel Parco delle Madonie. "Inaccettabile che aree di tale fragilità vengano trasformate in poligoni di addestramento nel silenzio delle istituzioni"

La notizia è giunta nella giornata di domenica 16 marzo e si sarebbe trattato di un'esercitazione militare della U.S. Navy, che ha toccato la zona ad elevata protezione ambientale di Piano di Catarineci, suscitando lo sdegno di sindaci e istituzioni locali. La deputata all'Assemblea regionale siciliana annuncia un'interrogazione urgente al governatore Renato Schifani

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Due elicotteri della U.S. Navy sono atterrati nel cuore del Parco delle Madonie, in Sicilia, in un’area a massima tutela ambientale. Esplosa, sui social la vicenda ha subito scatenato sdegno e polemiche tra gli utenti, e richieste di chiarimenti da parte dei sindaci del territorio e delle istituzioni locali.

 

Secondo quanto emerge dai media locali, i velivoli sarebbero atterrati nella zona di Piano Catarineci, parte del Parco e classificata come "zona A", un’indicazione che identifica aree sottoposte a massima protezione ambientale, dove le attività umane sono fortemente limitate proprio per proteggere l’ambiente e ogni intervento richiede specifiche autorizzazioni. Ora i sindaci, e in testa Valentina Chinnici, deputata all'Assemblea regionale siciliana e vice segretaria regionale del Partito democratico, chiedono di verificare se l’atterraggio sia avvenuto nel rispetto delle norme che regolano l’area protetta, che interessa ben ventidue paesi del palermitano. 

 

Con un post nella loro pagina Facebook del 13 marzo, la U.S. Navy condivideva alcune foto degli addestramenti nella zona circostante la base di Sigonella. "Falchi marini sulla Sicilia. Gli elicotteri MH-60S Sea Hawk assegnati alla Helicopter Sea Combat Squadron (HSC) 28 conducono un volo di addestramento sul monte Etna vicino alla stazione aerea navale Sigonella, Sicilia. HSC-28 è attualmente dispiegato nell'area operativa della 6a flotta degli Stati Uniti, supportando l'efficacia dei combattimenti bellici, la letalità e la prontezza delle Forze navali americane Europa-Africa, mentre difende gli interessi degli Stati Uniti, degli Alleati e dei partner nella regione".

La deputata Chinnici ha intanto annunciato il deposito di un'interrogazione urgente al governatore Renato Schifani: "Esercitazioni in un’area protetta senza autorizzazioni note e in un contesto bellico internazionale delicatissimo. Il governo regionale rompa il silenzio e chiarisca se è stato informato e quali rischi corre la nostra terra".

 

"Il primo allarme è di natura politica e istituzionale", allerta la deputate. "Ci troviamo di fronte a un’esercitazione militare straniera condotta in piena autonomia, in un’area strategica della Sicilia. In uno scenario internazionale incandescente, dove il Presidente Mattarella ha messo in guardia dai rischi delle azioni unilaterali che minano l’ordine internazionale, non possiamo assistere inerti a voli e atterraggi di mezzi bellici americani senza che il governo regionale e nazionale dicano una parola. Dobbiamo sapere con urgenza se Schifani e la Prefettura fossero stati avvisati, e chi ha autorizzato questo piano di volo".

 

A rischio, ci sarebbero la sovranità e la sicurezza del Paese. "Non possiamo permettere che la Sicilia venga percepita come una ‘portaerei’ in balia di decisioni prese altrove, senza alcuna legittimazione da parte degli organismi europei e internazionali e in spregio alla sovranità nazionale".

Alla Chinnici fa eco il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana, Antonio De Luca, che parla di "fatto gravissimo che può essere motivato come estrema ratio solo da ragioni di tipo emergenziale. Essere partner della Nato non vuol dire essere succubi degli americani, specialmente in un periodo in cui l’esercito Usa è impegnato attivamente nell’offensiva contro l’Iran. Non possiamo tollerare ingerenze e non possiamo mettere a rischio la vita dei siciliani". 

 

Oltre all’infelice contesto geopolitico, la situazione pare aggravata dal disinteresse per la fragilità ambientale della zona interessata dall’esercitazione statunitense. "A rendere la vicenda ancora più assurda – aggiunge infatti Chinnici – è il fatto che queste manovre belliche siano state condotte in un’area di inestimabile pregio naturalistico: Piano Catarineci è una Zona Speciale di Conservazione della rete Natura 2000, situata nel cuore del Parco delle Madonie, tutelata dall’Unesco".

 

Chinnici annuncia quindi che nella sua interrogazione chiederà conto anche di questo aspetto: "Se non ci fosse già abbastanza il rischio geopolitico, scopriamo che l’esercitazione si è svolta in un sito protetto, senza che sia stata probabilmente rispettata la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca), obbligatoria per legge. I sindaci hanno posto domande precise su questo e su potenziali danni a fauna e avifauna. È inaccettabile che aree di tale fragilità vengano trasformate in poligoni di addestramento nel più totale silenzio delle istituzioni".

 

"L’esecutivo regionale non può più tacere", chiosa la deputata Chinnici. "Nella mia interrogazione chiederò chiarezza immediata e di valutare lo stop a queste attività. La sicurezza dei cittadini, l’integrità del nostro territorio e la sovranità nazionale non possono essere messe in discussione da voli fantasma autorizzati chissà da chi".

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