"È passata l'idea che tutti i cittadini di Cogne sono d'accordo con il nuovo impianto funiviario, ma ci sono ancora tantissime zone d'ombra". 191 firme per evidenziare le perplessità sul collegamento Cogne-Pila

Dopo l'approvazione all'unanimità del progetto in consiglio comunale è passato il messaggio che tutti i cittadini della località valdostana fossero favorevoli al progetto. In realtà, spiegano i giovani promotori della raccolta firme, i dubbi sono ancora molti. Il sindaco si mostra aperto al dialogo

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Sabato 28 marzo, è stata recapitata al sindaco di Cogne, Denis Truc, una petizione con 191 firme dei cittadini per chiedere maggiore informazione riguardo la costruzione del collegamento Cogne-Pila, votato all’unanimità dal consiglio comunale a dicembre 2025 (ne parlavamo qui con Marco Albino Ferrari).
"Forse in questo ultimo periodo è passata l'idea che tutti i cittadini di Cogne sono d’accordo con il progetto senza riserve", spiegano i giovani promotori della petizione. "In realtà è significativo il numero di persone che ritiene ci siano ancora tantissime zone d'ombra che andrebbero approfondite più nel dettaglio prima di procedere con tanta sicurezza".
Ecco perché hanno voluto far luce sull’incertezza della cittadinanza rispetto all’opera: "Quello che chiediamo è che vengano organizzati degli incontri e che vengano pubblicati degli studi, in modo da mettere tutta la popolazione nelle condizioni di poter prendere una decisione consapevole".
Lo scorso 5 febbraio, a Cogne erano state presentate le ipotesi progettuali prese in considerazione per il collegamento funiviario Cogne-Pila, che dopo l’inaugurazione della cosiddetta "Stella del Couis", ha assunto sempre maggior concretezza in vista di un possibile collegamento Cogne-Pila-Aosta.
Le possibili soluzioni su cui il raggruppamento incaricato dalla Pila ha lavorato erano nove, alcune delle quali arrivano a superare il costo di 200 milioni di euro. Apparentemente, il progetto più papabile vedrebbe una cabinovia trifune 3S diretta da Cogne alla Platta de Grevon, nei pressi della Stella del Couis. Tempo di percorrenza 13 minuti, cabine da 32 posti, portata oraria 1500 persone. Costo di realizzazione stimato tra i 133 e i 143 milioni di euro.
Nonostante l’incontro, però, le perplessità dei cittadini non sono state risolte. "Ci è stato detto che sarà un cantiere importante, però non sappiamo quanti anni durerà. Poi non ci sono specifiche nel dettaglio, ad esempio quanto costerà un biglietto, o degli studi di marketing turistico per rispondere alla domanda: Quale turismo vogliamo attrarre? Sono questioni che riguardano proprio il modello di sviluppo cui vogliamo tendere, che ci riguardano direttamente".
I firmatari della petizione rivendicano il diritto a poter dire la loro, e per farlo hanno bisogno di informazione. "L'aspetto che ci preoccupa di più, è quello sociale. Cosa succederà? Quanta gente arriverà? In quali periodi? Siamo sicuri di portare turisti a Cogne nei periodi "morti"? Quali saranno le ripercussioni sulla società? Quante case diventeranno seconde case? Ci sarà un aumento del costo della vita per i residenti? In quale misura?".
Qualcuno dice che questa nuova fonte di attrazione porterà più gente a rimanere in valle, ma, afferma Jeantet, "ci sono moltissimi esempi in cui è accaduto il contrario, dunque andrebbe dimostrato accuratamente in che modo si pensa di contrastare il calo demografico. Che venga fatto uno studio autorevole, affidato a esperti indipendenti".
"Il sindaco, dal canto suo, – dichiaratosi già consapevole di un margine di incertezza nella cittadinanza – si è mostrato molto disponibile a seguito della raccolta firme". Ora la partita potrebbe tornare a giocarsi anche sul piano politico.
L’istanza portata dalle 191 firme chiede allora un maggior numero di incontri pubblici con il coinvolgimento di esperti indipendenti, insomma "massima trasparenza".
"Ormai si sente dire che la funivia porterà più gente a Cogne, che altrimenti andrebbe incontro all’abbandono: questo è il leitmotiv. Ecco, non vorremmo si cadesse in questa logica pretestuosa".













