Emergenza pediatra in Alta Valcamonica: il tanto atteso ambulatorio chiude appena dopo un anno. L'azienda sanitaria spiega le ragioni e cerca una soluzione

Dopo molti anni di assenza, finalmente avevano aperto ben tre ambulatori pediatrici, due dei quali in alta valle a Edolo e Ponte di Legno. Questi, lo scorso giugno, sono stati chiusi di nuovo. "Ci chiediamo perché questo servizio così essenziale sia stato nuovamente sospeso e ne ribadiamo l'assoluta necessità": per rispondere alla lettera delle famiglie abbiamo interpellato il direttore dell'azienda sanitaria

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il servizio pediatrico è di nuovo assente nei paesi dell’Alta Valcamonica. L’anno scorso, dopo la raccolta di 250 firme tra la cittadinanza, erano stai aperti gli ambulatori pediatrici di Edolo e Ponte di Legno, grazie ad una giovane professionista e alla messa a disposizione di edifici di proprietà del comune. Lo scorso mese, però, questi servizi sono stati sospesi nuovamente.
In un articolo del 27 luglio, pubblicavamo la lettera aperta di un gruppo di genitori e residenti dell'Alta Valle, che lanciava una nuova raccolta firma lamentando la gravità della situazione.
"Dall’inizio di luglio è stato sospeso l’ambulatorio pediatrico, sia a Ponte di Legno, sia a Edolo. Per le visite filtro e qualunque altra necessità medica che riguardi le proprie figlie e figli bisogna recarsi a Cedegolo, a circa 40 chilometri di distanza, su strade che, con l’avvio della stagione turistica, risultano molto trafficate e ci costringono a viaggi di quasi un’ora".
"Ci chiediamo perché questo servizio così essenziale sia stato nuovamente sospeso", proseguiva la lettera, "e pur confidando nel lavoro degli enti preposti per ripristinarlo, crediamo sia necessario ribadire l’assoluta necessità di un ambulatorio pediatrico per poter far crescere qui le nostre famiglie, senza venir costretti a scendere a compromessi su un aspetto così delicato come la salute dei bambini".
Per rispondere a questi dubbi e verificare l’impegno a risolvere questa situazione, ci siamo rivolti ad Corrado Scolari, direttore generale dell’Azienda socio-sanitaria territoriale (ASST) della Valcamonica.
Per anni - spiega il direttore - l'Alta valle è rimasta sguarnita completamente di pediatri. Un anno fa, l’Asst si è attivata a tutto campo per supplire a questa mancanza. "Lo scorso anno abbiamo fatto un lavoro capillare, contattando tutti gli specializzandi, tutti gli ordini d'Italia e convincendo il comune di Ponte di Legno a mettere a disposizione gratuitamente un appartamento (che a Ponte di Legno ha un certo valore). Abbiamo trovato una pediatra disponibile che ha aperto due ambulatori a Ponte di Legno ed Edolo, insieme a quello l'ambulatorio principale a Cedegolo".
Si parla di "ambulatorio principale" proprio perché il contratto dei pediatri prevede che venga stabilito un ambulatorio che poi non si può cambiare. "Quando la professionista incaricata ha stabilito il suo ambulatorio a Cedegolo, quindi la zona più a sud dell'ambito di pediatria a cui aveva partecipato, per un anno ha svolto regolarmente la sua professione tra questo ambulatorio e quelli di Edolo e Ponte di Legno".
Un anno dopo aver assunto l'incarico, la professionista è diventata madre di due figli e le nuove necessità familiari, legate all'allattamento e alla necessità di rimanere più vicina a casa, l'hanno portata a riorganizzare la propria attività in base alle esigenze della maternità.
Così, "pur mantenendo l'impegno nei confronti dei pazienti, ha deciso di concentrare il servizio nell'ambulatorio di Cedegolo, rinunciando temporaneamente a quelli di Edolo e Ponte di Legno".
"La scelta è stata dettata anche da una valutazione organizzativa", precisa Scolari. "L'Alta Valle Camonica è infatti l'area con il minor numero di bambini dell'intero territorio: dei più di mille assistiti della pediatra, circa 200 risiedono in Alta Valle, mentre la maggior parte vive nei comuni serviti dall'ambulatorio di Cedegolo".
La normativa consente al pediatra di operare in un solo ambulatorio e l'azienda sanitaria non può imporre una diversa organizzazione del lavoro, trattandosi di professionisti convenzionati e non di dipendenti. Per questo motivo sono stati pubblicati bandi per individuare altri pediatri disponibili a coprire il servizio a Ponte di Legno, ma finora senza risultati.
"La difficoltà principale è legata alla cronica carenza di pediatri", spiega l’Azienda Sanitaria. "Si tratta di una figura sempre più rara e, quando hanno la possibilità di scegliere, molti professionisti preferiscono lavorare in aree con una popolazione pediatrica più numerosa".
Ad oggi, l'ambulatorio di Ponte di Legno è chiuso da più di un mese, ma tutti i bambini continuano ad avere un pediatra di riferimento e possono contattarlo telefonicamente e fissare gli appuntamenti nella sede di Cedegolo. Per le famiglie dell'Alta Valle il principale disagio è dunque rappresentato dalla necessità di raggiungere l’ambulatorio per le visite.
"La distanza massima da percorrere è di circa 30 chilometri da Ponte di Legno, che diventano una quarantina considerando le frazioni più alte. Si tratta di un tragitto che può creare difficoltà, ma che, salvo nei periodi di maggiore afflusso turistico, si svolge su una viabilità generalmente scorrevole". Questo secondo il direttore, anch’esso abitante della Valle.
L'azienda sanitaria, ad ogni modo, riconosce il disagio per le famiglie e promette di continuare a cercare una soluzione, pur sottolineando anche che il territorio dell'Alta Valle Camonica resta ampiamente servito dal punto di vista sanitario.
"Negli ultimi anni sono stati potenziati i servizi della Casa di Comunità di Ponte di Legno, che registra centinaia di accessi. Sono inoltre attivi il punto prelievi, l'ambulatorio infermieristico e il servizio di continuità assistenziale, rafforzato durante le stagioni turistiche estiva e invernale. A circa 15 chilometri da Ponte di Legno è inoltre presente l'ospedale di Edolo, che garantisce le principali specialità sanitarie".
Insomma, la Valcamonica sembra essere piuttosto ben servita rispetto a molti altri contesti montani, dove la progressiva riduzione di altri servizi, come uffici postali, banche e attività private, si unisce ad una latitanza del servizio sanitario. Non per questo, però, il servizio pediatrico può essere considerato di valore secondario: la presenza di tali servizi dedicati all’infanzia sono anzi una risposta contro l’invecchiamento della popolazione e una spinta all’abitabilità di un territorio, ma soprattutto un supporto quotidiano alla vita di molte famiglie. Non resta dunque che auspicare una soluzione il più rapida possibile.












