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Attualità | 23 febbraio 2026 | 12:00

Forte pericolo valanghe in Appennino, le FOTO dal Rifugio Sebastiani sommerso dalla neve. Atteso un importante rialzo termico durante la settimana

A preoccupare maggiormente gli esperti è la combinazione tra gli ingenti accumuli in quota e l'aumento delle temperature atteso questa settimana, che porterà un vero e proprio anticipo di primavera e aumenta in modo significativo il rischio di distacchi, spontanei e provocati

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Dopo lunghe settimane di maltempo intenso, è tornato il sole sull'Appennino. Ma la quiete meteorologica non significa sicurezza: gli straordinari accumuli di neve registrati in quota, combinati con un deciso rialzo delle temperature previsto nei prossimi giorni, stanno determinando condizioni di forte pericolo valanghe su tutta la dorsale appenninica centrale.

 

Un inverno eccezionale per le precipitazioni

Questo inverno ha lasciato un segno profondo sui monti appenninici. La quota neve si è attestata mediamente tra i 1.700 e i 2.000 metri di altitudine, con accumuli che in alcune zone hanno superato i tre e quattro metri di neve alle quote più elevate. Un dato straordinario, confermato dalle rilevazioni delle stazioni meteo locali: tra il 1° gennaio e oggi, a 1.500 metri di altitudine sono stati registrati oltre 500 millimetri di pioggia (ne parlavamo in QUESTO ARTICOLO, basato sui dati della stazione meteo Rovere e Campo Felice). Oltre i 1.700 metri, specialmente sui versanti occidentali, queste precipitazioni si sono tradotte quasi sempre in neve.

 

Rifugi sommersi: le immagini parlano chiaro

A testimoniare la portata eccezionale dell'innevamento sono le immagini che arrivano direttamente dai rifugi appenninici situati oltre i 2.000 metri. Due esempi emblematici sono il Rifugio Garibaldi sul Gran Sasso e il Rifugio Vincenzo Sebastiani, entrambi avvolti dalla neve fino al tetto.

Eleonora Saggioro, gestrice del Rifugio Vincenzo Sebastiani — situato nel territorio di Rocca di Mezzo, nel cuore del Parco Regionale del Sirente Velino — ha lanciato un monito chiaro: sarà necessario prestare la massima attenzione ai pendii delle montagne circostanti, carichi di neve in condizioni di equilibrio precario.

Il rialzo termico fa scattare l'allarme

A preoccupare maggiormente gli esperti è la combinazione tra gli ingenti accumuli in quota e l'aumento delle temperature atteso questa settimana, che porterà un vero e proprio anticipo di primavera. Il calore accelera aumenta in modo significativo il rischio di distacchi spontanei e provocati.

 

Meteomont ha già portato il pericolo valanghe al livello 3 (marcato) su quasi tutti i rilievi dell'Appennino centrale.

I Carabinieri Meteomont hanno fornito un quadro dettagliato della situazione: ​"Sulla dorsale appenninica le condizioni più critiche del manto nevoso si segnalano sui pendii dell'Italia centrale. Sui massicci laziali — Terminillo, Monti Reatini, Monti della Laga Ovest, Simbruini e Monti della Meta — il pericolo è MARCATO 3 alle quote superiori (MODERATO 2 più in basso), legato soprattutto a neve ventata e, localmente alle quote inferiori, neve bagnata. In Abruzzo — Gran Sasso Ovest, Gran Sasso Est, Laga Est, Majella, Parco Nazionale d'Abruzzo, Velino–Sirente — il grado di pericolo è MARCATO 3 alle quote più elevate. Il quadro indica criticità anche per cornici e accumuli da vento su alcuni massicci: evitare i versanti sottovento e le zone prossime ai bordi di cresta".

 

L'appello del Soccorso Alpino

Il Soccorso Alpino e Speleologico ha diramato un appello a tutti gli appassionati della montagna — escursionisti e alpinisti — invitandoli a prestare la massima attenzione e a consultare sempre il bollettino meteo e nivologico prima di programmare qualsiasi uscita in montagna.

 

In condizioni come quelle attuali, anche itinerari normalmente sicuri possono trasformarsi in trappole insidiose. La neve bagnata, le cornici instabili e gli accumuli da vento rappresentano minacce reali che richiedono preparazione, esperienza e, soprattutto, prudenza.

 

Le fotografie inserite nell'articolo sono di Eleonora Saggioro, che gestisce il rifugio Vincenzo Sebastiani

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