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Attualità | 21 febbraio 2026 | 12:00

Il rifugio più antico dell'Appennino è completamente sepolto dalla neve (VIDEO): del Garibaldi, sul Gran Sasso, spuntano solo i comignoli

Le precipitazioni molto abbondanti in quota, accumulate negli ultimi mesi, hanno quasi totalmente ricoperto il Rifugio Garibaldi del Gran Sasso d'Italia, a 2.231 metri di quota

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Sono immagini suggestive, quelle che ha catturato Carlo Silvagni, raggiungendo il Rifugio Garibaldi sul Gran Sasso a quota 2.231 metri sul livello del mare, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

 

L'accumulo nevoso è davvero imponente: le abbondanti precipitazioni che si sono succedute tra gennaio e febbraio hanno interessato in forma nevosa tutte le quote al di sopra dei 2.000 metri, lasciando sul terreno quantitativi considerevoli. L’alpinista ha segnalato la presenza di neve di ogni tipo: ventata e ghiacciata nelle zone più esposte, più morbida e lavorabile nelle vallate. Sulla Sella del Monte Aquila si registra anche la presenza di ghiaccio, elemento da non sottovalutare per chiunque si avventuri in quota.

 

Quello intitolato a Giuseppe Garibaldi è il rifugio appenninico più antico: realizzato nel 1886, quest'anno festeggia 140 anni di storia. La piccola struttura è di proprietà della sezione aquilana del Club Alpino Italiano.

In queste ore, un’altra perturbazione sta interessando tutta la dorsale appenninica, con nevicate moderate ancora una volta sul Gran Sasso. Prima di pianificare qualsiasi uscita in montagna, viste le condizioni del tempo e della neve abbondantissima, sarà fondamentale consultare il bollettino Meteomont e le previsioni aggiornate: il pericolo valanghe è concreto.

 

Questa situazione non è insolita per il Gran Sasso, dove innevamenti importanti si verificano pressoché ogni anno. Tuttavia è in primavera, quando le temperature iniziano a salire e la neve comincia a sciogliersi, che il fenomeno diventa più spettacolare e visibile. Siamo però soltanto a metà febbraio: a Campo Imperatore l'inverno è ancora lungo e non accenna a mollare la presa.

 

Le precipitazioni registrate fino ad oggi sono risultate particolarmente abbondanti, con oltre 500 millimetri di pioggia caduti fin a quota 1.500 metri. Numeri che confermano quanto questa stagione invernale sia stata particolarmente generosa in termini di accumuli.

 

Nei prossimi giorni, dopo il passaggio della perturbazione, è previsto il ritorno dell'alta pressione, che porterà finalmente qualche giornata di bel tempo sulla Penisola, offrendo condizioni ideali per ammirare il Gran Sasso nella sua veste invernale più splendente.

 

Video e immagini di Carlo Silvagni

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