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Attualità | 16 marzo 2026 | 12:15

"Tempo da lupi al Rifugio Brioschi", ma il post su facebook indicava buone condizioni. Il rifugista si scusa: "Chi è abituato a dare tutto, si carica sulle spalle il massimo della responsabilità"

"Per una leggerezza mi sono lasciato sfuggire un post programmato. Quando me ne sono accorto mi sono limitato a togliere dal post la parte errata e immediatamente pubblicato un video delle condizioni di quel momento (bufera di neve)". Sono le parole di Alex Torricini, gestore del Rifugio Brioschi sulla Grigna Settentrionale,  che in sedici anni di gestione si è sempre impegnato per garantire la sicurezza di chi sale, fino anche ad acquisire la qualifica di "Osservatore Nivologico" Aineva

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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A seguito di un post di venerdì scorso, 13 marzo, il rifugio Brioschi, sulla Grigna settentrionale, è stato oggetto di proteste (apparentemente da parte di un solo utente) sui social dopo la pubblicazione di un post con informazioni meteo non aggiornate.

 

A chiarire l’accaduto è stato lo stesso gestore, Alex Torricini, che in un post sulla pagina Facebook del Rifugio ha ammesso l’errore: si è trattato di "un inciampo" dovuto alla pubblicazione automatica di un contenuto programmato in precedenza. "Per una leggerezza mi sono lasciato sfuggire un post programmato", ha scritto Torricini, spiegando che una volta accortosi del problema "ho tolto dal post la parte errata e immediatamente pubblicato un video delle condizioni di quel momento", che mostravano una bufera di neve.

 

 

 

 

L’episodio non ha avuto conseguenze: nonostante i 30 centimetri di neve caduti nella giornata di sabato, nessuno si è fatto male. Riguardo le condizioni di quel giorno, spiega Torricini, sul versante sud ormai rimaneva pochissima neve, e il rischio valanghe era limitato nonostante la nevicata. Diverso invece il versante nord, che rimane più critico. Tuttavia, il rifugio non ha mancato di scusarsi con i suoi seguaci. Nel post, lo staff del Brioschi ha infatti sottolineato che "un rifugio alpinistico a 2.410 metri ha una responsabilità particolare nel comunicare le condizioni della montagna, e un’informazione imprecisa può influenzare scelte che riguardano la sicurezza delle persone".

 

"L’idea è quella di offrire comunque un punto di riferimento: quando qualcuno arriva in cima e trova il rifugio aperto, caldo, con qualcuno dentro, il rifugio svolge davvero la sua funzione. Naturalmente se c’è pericolo valanghe o condizioni dubbie non apriamo". Il rifugista ha ribadito che la sicurezza è sempre stata e rimane oggi la priorità della gestione, ricordando anche il lavoro svolto negli anni: "In 16 anni di gestione abbiamo sempre dato la priorità alla sicurezza. Talvolta arrivare per primi sul luogo di un incidente con una tazza di tè caldo e delle coperte, in attesa del soccorso alpino, si è rivelato utile".

 

Proprio per poter garantire la massima sicurezza agli avventori, Torricini e il socio hanno ottenuto la qualifica di osservatori nivologici Aineva e partecipato a corsi di rilievo della neve. Quando necessario effettuano anche rilievi stratigrafici sulla Grigna settentrionale che possono contribuire ai bollettini valanghe.

 

Nel raccontarci l’episodio, il rifugista ha spiegato che l’errore è nato da un sistema usato spesso per informare gli escursionisti prima del fine settimana: "In inverno tendiamo a pubblicare il venerdì un aggiornamento sulle condizioni per il weekend. In questo caso il post era stato programmato e non sono riuscito a bloccarlo in tempo".

 

 

"L’errore nel post c’è stato. Proprio per questo ho deciso di assumermi la colpa al cento percento. Chi è abituato a dare il massimo, si carica sulle spalle il massimo della responsabilità". Proprio per evitare che si ripeta l'errore, è stata presa una decisione operativa: quella di evitare i post programmati in inverno.

 

Il rifugio ricorda inoltre che le informazioni sui social (sebbene vengano dal Rifugio) non devono mai essere l’unica fonte per pianificare un’uscita: è sempre necessario consultare i bollettini ufficiali meteo e valanghe (Arpa e Aineva) e valutare con attenzione le proprie capacità. Inoltre, in caso di apparente maltempo, non guasta fare una telefonata alla struttura prima di avventurarsi nell'ascesa.

 

Infine Torricini sottolinea un principio che guida la gestione del rifugio: fornire dati il più possibile oggettivi, nei limiti del lavoro del rifugista, lasciando dunque agli alpinisti la responsabilità finale delle decisioni. "Noi possiamo dare le informazioni sulle condizioni della via, ma al telefono non sappiamo chi c'è dall'altra parte, quali capacità ha. Poi è sempre chi va in montagna che deve valutare se salire o meno".

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