Un VIDEO inquadra i canali della parete Est del Gran Sasso mentre scaricano simultaneamente neve, ghiaccio, acqua e detriti. Il fenomeno rientra nel normale decorso primaverile

Più critica la situazione sulla Maiella, dove un distacco di grandi dimensioni si è verificato nella Rava della Vespa. Quattro scialpinisti sono stati coinvolti dalla valanga. Fortunatamente non ci sono state vittime, ma le operazioni di soccorso si sono rivelate particolarmente complesse

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Le alte temperature di questo marzo insolitamente mite stanno favorendo distacchi valanghivi di rilievo su tutto l'Appennino abruzzese. Nella giornata di ieri, i due massicci più importanti della regione - il Gran Sasso e la Maiella - hanno scaricato diverse valanghe, in alcuni casi di grandi dimensioni.
Lo spettacolo naturalistico sulla parete est del Corno Grande del Gran Sasso d’Italia (VIDEO)
Sulla parete Est del Corno Grande del Gran Sasso d’Italia, in seguito a violenti temporali e all'innalzamento delle temperature, tutti i canali hanno scaricato pressoché simultaneamente. Le immagini video catturate da Damiano Tatulli documentano con efficacia un fenomeno che, pur rientrando nel normale decorso primaverile, ricorda con forza quanto la montagna sia ancora un ambiente da approcciare con la massima cautela.
Maiella: quattro sci alpinisti travolti sulla Rava della Vespa
Più critica la situazione sulla Maiella, dove un distacco di grandi dimensioni si è verificato nella Rava della Vespa. Quattro scialpinisti sono stati coinvolti dalla valanga: tre di loro sono rimasti fortunatamente illesi, mentre un quarto ha riportato un infortunio a un arto inferiore. Quella che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia si è conclusa senza conseguenze gravissime, ma le operazioni di soccorso si sono rivelate particolarmente complesse.
Le condizioni meteorologiche avverse hanno impedito all'elisoccorso di avvicinarsi al luogo dell'incidente, costringendo le squadre del Soccorso Alpino a operare via terra. Le operazioni di recupero, iniziate alle 11:30, si sono concluse solo attorno alle 17:50, quando i soccorritori e gli sci alpinisti hanno raggiunto la strada carrabile.

Come già evidenziato nei giorni scorsi, il mese di marzo si sta confermando eccezionalmente mite, con temperature ben al di sopra delle medie trentennali di riferimento. Anche in alta quota si respira un clima quasi tardo-primaverile che, dopo le abbondanti nevicate dei mesi scorsi — concentrate perlopiù oltre i 2.000 metri di quota — sta ora innescando un progressivo assestamento del manto nevoso, con il rischio concreto di ulteriori distacchi.
Non si tratta di fenomeni eccezionali in senso assoluto, ma di dinamiche che impongono la massima attenzione a chiunque si avventuri in alta montagna. Prima di qualsiasi uscita in quota, è indispensabile consultare il bollettino Meteomont, strumento fondamentale per la valutazione del rischio valanghe.
Nei prossimi giorni le temperature sono attese in calo, con possibili nevicate che entro metà settimana potrebbero interessare anche le quote di media montagna.
Video di Damiano Tatulli













