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Attualità | 29 agosto 2025 | 12:00

"Quando arrivi a metà novembre i primi anni dici 'però, che ansia'. Ma sei hai pazienza non ti annoi di certo". Storia di Cresco di Melle, tra agricoltura e comunità

A Melle, in Valle Varaita, giovani "neomontanari" stanno ridando vita al piccolo paese. Qui è stata fondata Cresco, Comunità a Sostegno dell'Agricoltura (la prima in provincia di Cuneo), che oggi gestisce una decina di orti. "I numeri sono quelli che sono – spiega Pietro Cigna - non siamo tanti, ma continua ad arrivare gente. Tutti animati dal desiderio comune che ci unisce, quello di vivere a Melle cercando di occuparsi delle relazioni, di entrare nella sua storia e nelle sue dinamiche"

 

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Nel piccolo comune di Melle, a 700 metri di altitudine in Valle Varaita, sulle montagne piemontesi, risiede una comunità giovane ed operosa di 250 anime.

 

Finita la “guerra dei Cent’anni” portata avanti dalla monocultura industriale, aggressiva e allettante allo stesso tempo, che nel secolo scorso ha sconfitto le terre alte, il piccolo paese di Melle da cui se ne andavano le famiglie sta oggi pian piano riacquisendo residenti. Sono per lo più giovani, con alta formazione ed entusiasmo, che negli ultimi anni si sono uniti attorno alla micro comunità in cammino di Melle, trovando solidarietà, comunanza, opportunità, e spazi liberi.

 

Un luogo in cui un ritrovato rapporto con l’ambiente naturale circostante, il fresco senza condizionatore, il ricambio generazionale in corso, il potersene fregare ogni tanto di regole e norme imposte dall’alto e uguali per tutti i territori, i tempi più lenti e che lasciano l’opportunità di riflettere, il trovarsi con altre persone, confrontarsi, la riscoperta del bene comune e della necessità della sua cura di cui possono poi godere tutti gli abitanti dell’ecosistema intorno, insieme all’argent de poche che questo sistema ogni tanto riversa sulle aree interne, se non altro per cattiva coscienza, ebbene tutto questo sta acquisendo sempre più valore, arricchendo anno dopo anno il borsino delle “cose di cui tenere conto per un progetto di vita desiderato”.

 

Pietro Cigna è uno di questi neomontanari che crede nella rinascita della montagna: arrivato in Valle Varaita nel 2019, dopo una laurea in International Environmental Studies presa alla Norwegian university of Life Sciences, in Norvegia, con una tesi sulla ridistribuzione della ricchezza e redditi di inclusione, oggi investe il suo progetto di vita proprio a Melle. «Dopo la laurea ho seguito in corso di permacultura – spiega – perché non volevo più stare in università. Vivevo qui in Valle, poco più su, a Rore, e bazzicavo Melle per via della neo comunità di giovani, perché è un posto piacevole dove puoi trovare gente interessante della mia generazione. Ho saputo che un ragazzo aveva iniziato un progetto agricolo e mi sono ricordato che in Norvegia si parlava delle Csa». Si tratta delle Comunità a supporto dell’agricoltura, un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: coinvolgere le famiglie della zona chiedendo un contributo preventivo, e un po' di coinvolgimento e fede nel progetto, in cambio dei prodotti dell’orto, rompendo la dicotomia produttore-consumatore, lavorando insieme. Una sorta di vendita di future condivisi legato alla produzione agricola. Detto fatto:

Fiore, così si chiama il ragazzo agricoltore, si convince che quella è la strada giusta ed entra in società con Pietro creando Cresco, la prima Comunità a Sostegno dell’Agricoltura in Provincia di Cuneo, che oggi gestisce una decina di orti tra piede e monte.

«Abbiamo stilato un budget previsionale per l’anno con tutti i costi – spiega Pietro - il nostro lavoro, le attrezzature, gli affitti, le sementi. Condividiamo i costi preventivamente con le settantacinque famiglie aderenti al progetto, e in cambio per ognuna delle trenta settimane del raccolto diamo loro una cassetta da circa quattro chili di nostri prodotti di stagione». E riforniscono anche una serie di ristoranti, primo fra tutti L’Officina degli antagonisti, sempre a Melle, e il Reiss di Jury Chiotti, chef stellato ritornante che ha investito poco distante, in Valmala.

 

Ma il progetto non finisce con la vendita della verdura, ha ambizioni più alte, vuole ricostruire comunità: «Chiediamo agli associati di dedicare mezza giornata al mese per venire nei campi, dove facciamo attività didattiche, con loro e con i loro figli. Le Csa nascono soprattutto per questo, per tornare a conoscere ciò che mangiamo. Vogliamo recuperare un po’ di consapevolezza e coltivare è il nostro punto di partenza, il nostro aiuto per tornare a ragionare con la terra».

 

Quella della Valle Varaita è una delle 20 Csa attive oggi in Italia, che si sono organizzate in rete permettendo alle comunità sparse sul territorio di tenere i contatti, sentirsi e condividere oneri e onori. «Certo non ci arricchiamo – dice Pietro – ma qui in montagna la vita non ha i costi della città, l’affitto è basso e per scaldarsi c’è la legna. Poi ultimamente mi guardo intorno e noto che oggi i nostri magri stipendi non sono poi tanto più bassi di quelli degli amici rimasti in città...». Le attività dell’azienda agricola Cresco vanno avanti, i soci aumentano e nel 2025 Pietro e Fiore ricevono la Bandiera verde di Legambiente, a suggello di un impegno non solo economico ma anche di comunità.

 

Pietro e la sua compagna, Giulia, che insegna nelle scuole di fondovalle, hanno scelto a dimora Melle per tanti motivi: dalla condivisione di spazi e idee con altre famiglie coetanee, alla galassia dei giovani della neo comunità di Melle, alla vicinanza con la pianura. «I numeri sono quelli che sono – spiega Pietro - non siamo tanti, ma continua ad arrivare gente. Chi arriva, chi passa, chi si ferma come noi, tutti animati dal desiderio comune che ci unisce, quello di vivere a Melle cercando di occuparsi delle relazioni, di entrare nella sua storia e nelle sue dinamiche. È vero che qui bisogna lottare per avere anche solo i servizi minimi, ma c’è una libertà che da altre parti non puoi avere, qui si possono fare delle cose».

 

Quello che piace a Pietro e Giulia del loro mondo è che se chiamano gli antagonisti arrivano e ti aiutano. «C’è una dimensione di auto aiuto che non ti fa sentire solo. E poi ci salva l’estate, quando la gente arriva, ed è importante per noi che ne arrivi tanta a trovarci e ci porti idee ed entusiasmo». Inoltre tutti quelli che arrivano si portano dietro il loro mondo: «Giulia ed io ci siamo portati dietro le nostre reti; alcuni dei nostri amici stanno pensando di raggiungerci e venire a vivere a Melle. Chi arriva spesso si porta dietro anche i parenti, come i genitori del nostro amico Marco che vogliono prendere casa qui. Questo è il bello della nostra realtà, ti porti dietro più mondi. Poi quando arrivi a metà novembre i primi anni dici cazzo però, che ansia. Ma se hai pazienza di scoprire tutto quello che langue sotto le ceneri, e che poi in estate esplode, non ti annoi di certo. L’estate è la parte più bella, viva, con tanta gente. Ma è una stagione, poi passa, e meno male, perché così ti riposi e ti prepari per quella dopo».

la rubrica
Il mondo dei vincenti

Siamo ancora abituati a pensare alla montagna come luogo di svago delle città e della pianura che, bontà loro, sostengono le economie d’alta quota attraverso il turismo di massa e la frequentazione. Ma così non è più, si sbagliano e di grosso giornali e riviste, e noi de L’Altramontagna vogliamo raccontarvelo per primi, dando il via ad una vera e propria contro-narrazione che si appoggia sull’approfondimento dei tanti esempi emblematici presenti nei Dossier delle Bandiere Verdi di Legambiente. Una rubrica a cura di Maurizio Dematteis

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