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Attualità | 21 giugno 2025 | 19:00

Il piano della Valtellina verso una fruizione responsabile del territorio: "Un futuro solido si costruisce tenendo viva la memoria mentre si va avanti, appoggiando le pietre una dopo l’altra"

Stretto tra le Alpi Orobie, Retiche e il confine elvetico, il territorio della Comunità Montana Valtellina di Sondrio è un angolo di Lombardia con scenari plasmati dal secolare lavoro dell’uomo, oggi alla ricerca di strategie per resistere al cambiamento climatico in atto

scritto da Caterina Morello
Festival AltraMontagna

Stretto tra le Alpi Orobie, Retiche e il confine elvetico, il territorio della Comunità Montana Valtellina di Sondrio è un angolo di Lombardia dove tradizione e innovazione sono in costante dialogo per la costruzione di un’area montana a misura di futuro. Scenari plasmati dal secolare lavoro dell’uomo, con frutteti e vitigni eroici di antica tradizione, oggi alla ricerca di strategie per resistere al duro cambiamento climatico in atto.

 

Il tutto, ad appena due ore di auto o di treno da Milano. E proprio la volontà di stringere un nuovo patto con le aree urbane e metropolitane costituisce il fondamento della Green Community della Comunità Montana Valtellina di Sondrio: un progetto ambizioso, frutto di una progettazione condivisa tra l’ente comprensoriale e i 21 Comuni uniti dall’intento di dare vita ad un piano strutturato di interventi di rigenerazione del territorio a tutto tondo.

Trainato dalla presenza di una destinazione nota a livello internazionale come la Valmalenco, questo territorio vede nel turismo il diretto corollario della rivoluzione culturale in atto, e punta alla valorizzazione di una fruizione responsabile che faccia ricorso a mezzi e strategie di mobilità smart per condurre alla scoperta dei paesi, con ricadute positive a sostegno delle produzioni agricole locali, delle strutture ricettive e delle botteghe di prossimità.

 

Il passaggio dalla costituzione di una Green Community all’avvio di una vera e propria green economy, dunque, porta con sé un cambiamento che è prima di tutto culturale. Gli interventi previsti, pertanto, non risultano circoscritti all’ambito ambientale ma guardano con attenzione anche alla dimensione sociale ed economica, secondo un approccio integrato che ricerca soluzioni sostenibili per l’uomo e per l’ambiente per far fronte tanto alla crisi climatica quanto a quella economica. Ovviamente incluse le azioni di efficientamento energetico delle strutture e delle reti e l’integrazione dei servizi di mobilità, con ampio ricorso alle energie rinnovabili, elemento ricorrente dei progetti di Green Communities.

 

L’adattamento al cambiamento climatico in atto costituisce la principale sfida e peculiarità del progetto e necessita di un piano di interventi strutturali da realizzare con la massima urgenza. Nel 2022 la situazione siccità in Lombardia ha raggiunto livelli drammatici. Ormai è un dato di fatto: il problema siccità è penetrato duramente anche nelle valli alpine, imponendo rapidi cambi di prospettiva a salvaguardia dell’ambiente e delle produzioni agricole. Il progetto Green Community prevede quindi lo studio e l’attuazione di soluzioni in grado di permettere una efficiente irrigazione delle coltivazioni, in particolare della mela e della vite, garantendo qualità e quantità delle produzioni agricole più importanti del territorio.

In un contesto come quello della media Valtellina, fortemente legato dal punto di vista socioeconomico, identitario e storico a queste colture, la problematica assume il carattere dell’urgenza. La Green Community intende quindi adottare un piano di gestione dell’acqua irrigua sostenibile, in armonia con le direttive dell'Unione Europea, andando a combattere gli sprechi e ridurre i consumi attraverso l’efficientamento degli attuali impianti di irrigazione sopra chioma su frutteto con la più performante irrigazione a getto localizzato.

 

Le foreste rappresentano invece il principale nodo ambientale delle zone di alta valle, colpite nell’autunno 2018 dalla tempesta Vaia; oltre ad aver letteralmente flagellato il Trentino e la provincia di Belluno, infatti, il vortice ha colpito seppur in misura più limitata anche l’Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia e la Valtellina.

 

Senza contare i danni alle abitazioni e alla rete viaria, sono circa 42.500 ettari di bosco distrutti, con una stima degli alberi abbattuti nell’ordine dei 14 milioni di unità. Mentre i boschi di abeti bianchi, pini, larici e piante latifoglie, hanno dato buona prova di resistenza grazie alla maggiore forza dell’apparato radicale, sono le foreste di abeti rossi ad aver pagato il prezzo più caro, per un ammontare complessivo di danni stimati intorno ai 3 miliardi di euro. Se da un lato non è agevole invece fare una stima complessiva per tutte le aree colpite dalla tempesta Vaia, dall’altro si può ragionevolmente stimare che la parte di legname recuperato e venduto ammonti a circa i due terzi del materiale abbattuto.

 

Il ripristino dei danni subiti dal violento fenomeno climatico interseca le tematiche del turismo e delle filiere bosco-legno e bosco-energia, della certificazione del patrimonio forestale e delle connessioni verticali e orizzontali con filiere produttive complementari.

 

Dario Ruttico, Presidente del Consorzio Turistico Sondrio – Valmalenco, racconta: “Se fino a qualche anno fa si puntava su turismo invernale e d’alta quota, oggi si dedica particolare attenzione anche al target delle famiglie, con strutture adeguate e percorsi alla portata di tutti come il Sentiero Valtellina lungo l’Adda, che contribuisce alla valorizzazione dei paesi rivieraschi. La diffusione del turismo lento è dimostrata anche dai report dei noleggi di biciclette, con il noleggio di biciclette elettriche in continua crescita rispetto a quello delle muscolari”.

Ecco come il turismo tocca il tema della corretta gestione e della valorizzazione delle risorse boschive. L’attestazione dell’impegno ambientale certificato da organismi autorevoli e indipendenti, si rivela infatti un potente strumento di marketing: nei passaggi intermedi di merce tra aziende o verso il consumatore finale, i prodotti a marchio Fsc o Pefc, apprezzati e riconosciuti come provenienti da foreste gestite in modo sostenibile, godono di un notevole vantaggio competitivo sul mercato e creano al contempo preziose occasioni di vetrina per le aree di provenienza del materiale, in uno scenario in cui le produzioni tipiche sono sempre più una componente preziosa dell’offerta turistica.

 

Non a caso, è prevista la creazione del Museo diffuso del serpentino, volto alla riqualificazione dell’area estrattiva dismessa e attiva delle cave e dei luoghi di lavorazione del serpentino nel Comune di Chiesa in Valmalenco: al fine di salvaguardare il patrimonio materiale e immateriale connesso a questa millenaria attività di estrazione, unica nel suo genere per l’intera Provincia di Sondrio, si prevede la valorizzazione del patrimonio sentieristico e la creazione di allestimenti didattici quali l’installazione di attrezzi d’opera da cava a manualità assistita utili a comprendere i metodi di scissione e sagomatura della pietra in uso fino agli anni Cinquanta. Perché un futuro solido si costruisce tenendo viva la memoria del passato mentre si va avanti, appoggiando le pietre una dopo l’altra.

GREEN COMMUNITY VALTELLINA DI SONDRIO: AMBITI E STRATEGIE D’INTERVENTO

Il progetto della Comunità Montana della Valtellina di Sondrio si è aggiudicato l’ammissione finanziamento nell’ambito del Pnrr, Missione 2 – Rivoluzione verde e Transizione ecologica, Componente 1 – Economia circolare e agricoltura sostenibile (M2C1), Investimento 3.2 Green Communities, finanziato dall’Unione europea – Next Generation Eu.

Ambiente, uso sostenibile delle risorse naturali, pagamento dei servizi ecosistemici, agricoltura, start-up e turismo i pilastri fondamentali del dossier di candidatura della Green Community della Valtellina di Sondrio, finanziato per l’ammontare complessivo di 4.200.000 euro.

 

Sette i principali fronti di azione del progetto, volto al soddisfacimento delle esigenze prioritarie ed urgenti per il territorio, coerenti con la strategia generale delle Green Communities:

a) gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale, anche tramite lo scambio dei crediti derivanti dalla cattura dell’anidride carbonica, la gestione della biodiversità e la certificazione della filiera del legno;

b) gestione integrata e certificata delle risorse idriche;

c) produzione di energia da fonti rinnovabili locali, quali i microimpianti idroelettrici, le biomasse, il biogas, l’eolico, la cogenerazione e il biometano;

d) sviluppo di un turismo sostenibile, capace di valorizzare le produzioni locali;

e) costruzione e gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture di una montagna moderna;

f) efficienza energetica e integrazione intelligente degli impianti e delle reti;

h) integrazione dei servizi di mobilità;

 

Ovviamente soddisfatto Tiziano Maffezzini, presidente della Comunità Montana Valtellina di Sondrio: "Grazie alla collaborazione e all’apporto di tutti i sindaci del nostro mandamento, coi quali sono stati condivisi gli obiettivi di sostenibilità, abbiamo costruito un progetto vincente, che permetterà al nostro territorio di affrontare sfide fondamentali per il futuro, come la transizione energetica, i cambiamenti climatici, la gestione delle risorse idriche, la valorizzazione del patrimonio forestale e delle altre ricchezze naturali, agroalimentari e paesaggistiche che contraddistinguono il nostro territorio. Dovremo saper cogliere l’opportunità offerta da questo progetto per attuare interventi concreti, capaci di generare effetti davvero positivi per il nostro territorio e buone pratiche trasferibili anche in altri contesti montani simili al nostro, per guardare, insieme, al futuro ed alle nuove generazioni".

 

Attività realizzata nell'ambito del Progetto ITALIAE - linea d’intervento Atelier di sperimentazione sulle Green Communities - del Dipartimento pergli Affari Regionali e le Autonomie  della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cofinanziato Nell’ambito Del Programma Operativo Complementare Al Pon “Governance E Capacità Istituzionale” Fse-Fesr 2014-2020 Accordo Di Cooperazione Per La Realizzazione Di Attività Nell’ambito Del Progetto “Italiae” - Cup: J51h17000030007

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Questa rubrica dedicata alle Green Community si propone di raccontare le storie delle comunità coinvolte, facendo conoscere i progetti più innovativi e, soprattutto, stimolando un dibattito sulle sfide e le possibilità di uno sviluppo sostenibile per le Terre Alte italiane

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