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Cultura | 05 gennaio 2026 | 06:00

"Verrà giorno in cui la montagna sarà ridotta a museo: si potrà entrare (prezzo d'ingresso compreso nel biglietto della teleferica) in una malga ricostruita appositamente". Bepi Mazzotti e la decadenza della poesia

"Un guardiano gallonato spiegherà i costumi della gente incivile che aveva il coraggio di vivere in simili ambienti, e mostrerà gli arnesi barbari e irrazionali di cui si serviva quotidianamente. Davanti a tali oggetti le giovanette in viaggio d'istruzione mostreranno meraviglia e orrore, come di fronte a resti di brontosauri". I pronostici - messi nero su bianco nel 1931 - di Mazzotti stanno acquisendo una dimensione concreta?

Festival AltraMontagna

"Questo libretto di Bepi Mazzotti è, nel suo genere, un classico, per di più ricco di intuizioni profetiche e può sfidare impunemente il trascorrere del tempo", scrive nella presentazione del volume La montagna presa in giro (la prima edizione è del 1931) Piero Rossi, una delle figure di maggior rilievo nella scena alpinistica e culturale bellunese del Novecento (tra i padri fondatori del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, che verrà istituito un decennio dopo la sua scomparsa), che con Giuseppe Mazzotti condivideva lungimiranza e lucidità nell'osservare quel brulicante mondo montano con uno sguardo critico e appassionato. 

 

Rileggendo a distanza di quasi un secolo i pronostici di Mazzotti - messi nero su bianco nel suo libro d'esordio - viene da chiedersi: stanno acquisendo una dimensione concreta?

 

Decadenza della poesia

Verrà giorno in cui la montagna sarà ridotta a museo. Finalmente ogni sentiero sarà reso agevole, e ogni passo pericoloso avrà il suo parapetto. Cartelli indicatori segneranno i luoghi degni d’ammirazione che naturalmente saranno raggiunti in teleferica. Speciali casette di cristallo saranno costruite sulle vette, per far provare l’emozione della vertigine. I macigni pericolanti, che con la loro caduta provocherebbero danni ai manufatti e pregiudizio alla conservazione delle montagne, saranno assicurati con opportuna ferraglia; e le guglie più delicate saranno irrobustite da iniezioni di cemento.

 

Le vacche e i pastori saranno mantenuti in qualche luogo come nota di color locale. Si potrà entrare (prezzo d'ingresso compreso nel biglietto della teleferica) in una malga ricostruita appositamente, nera di fumo artificiale, dove un guardiano gallonato spiegherà i costumi della gente incivile che aveva il coraggio di vivere in simili ambienti, e mostrerà gli arnesi barbari e irrazionali di cui si serviva quotidianamente.

 

Davanti a tali oggetti le giovanette in viaggio d'istruzione mostreranno meraviglia e orrore, come di fronte a resti di brontosauri; e ascolteranno stupite la guida autorizzata, che parlerà degli abitanti antidiluviani di una montagna tremendamente scomoda. Tale montagna e tale modo di vita saranno inconcepibili per i nostri lontani nipoti abituati al meccanismo di una vita igienica e razionale. Essi non crederanno che della gente sia potuta vivere senza il conforto di un altoparlante. A quel tempo l'orecchio umano, assordato dallo strepito delle macchine, non potrà più intendere la voce del torrente e del vento. Sarà una vera provvidenza; perché se un uomo abituato al tumulto d'una vita febbrile potesse ad un tratto comprendere la voce segreta delle cose, certo impazzirebbe, sentendosi sperduto nel vasto deserto di un mondo senza poesia.

 

la rubrica
La montagna nei libri

Nella convinzione che l'esperienza di un territorio possa acquisire una misura consapevole non solo attraverso la frequentazione, ma anche grazie alla lettura, con la nuova rubrica, La montagna nei libri, ogni settimana pubblicheremo (a volte commentandoli) passaggi, citazioni, riflessioni custodite in libri capaci offrire uno sguardo più attento sui rilievi. D'altronde, per dirla con Johann Wolfgang Goethe, "L'occhio vede ciò che la mente conosce".

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