A Vicenza lo chiamano "Monte", nonostante sia alto appena 124 metri: sulla vetta c'è un santuario, meta di migliaia di pellegrini

La tappa 13 del Giro d'Italia attraversa la pianura veneta, scalando però i Colli Euganei e i Colli Berici. Un'occasione per scoprirli, insieme alle antiche foreste di pianura

LA MONTAGNA DEL GIORNO - a cura di Pietro Lacasella
A guardare il profilo altimetrico, la tredicesima tappa del Giro (Rovigo-Vicenza) offre una percezione pianeggiante. A dire il vero, però, la regolarità della pianura veneta, caratterizzata da un ripetitivo susseguirsi di paesi, capannoni industriali e campi, verrà costantemente alterata da netti saliscendi collinari.
Dopo le prime rampe euganee, i ciclisti saranno proiettati sui colli Berici, dove incontreranno un ritmico intervallarsi di salite e discese. Su e giù fino a Vicenza, dove un ultimo strappo porterà al Santuario della Madonna di Monte Berico, nei pressi del quale è stato posto l’arrivo.

La realizzazione della chiesa è connessa a due apparizioni mariane, avvenute in anni profondamente segnati dalla peste, a cui avrebbe assistito Vincenza Pasini, contadina del paese di Sovizzo. La prima apparizione è avvenuta nel 1426, mentre la seconda nel 1428: in entrambe, la Madonna avrebbe chiesto la costruzione di una chiesa a lei dedicata. Il Comune accolse l’invito e, stando alle cronache del tempo, dopo la realizzazione di un sacello, l’epidemia di peste in breve si attenuò fino a cessare.
Il Santuario ha oggi un aspetto diverso rispetto a quello originario: il suo sembra quasi uno sviluppo “a matrioska", che si rispecchia in un alternarsi di stili architettonici differenti che vanno dal gotico al barocco. Lungo la salita che conduce al Santuario, nel 1780 furono realizzati - su progetto di Francesco Muttoni - dei portici al fine di agevolare l’accesso dei pellegrini.
Ancora oggi, a Monte Berico (che a dispetto del nome è alto appena 124 metri), si recano ogni anno migliaia di fedeli. Un pellegrinaggio religioso che, con l’arrivo del Giro, verrà integrato da un altrettanto appassionato pellegrinaggio sportivo.

LA FORESTA DEL GIORNO - a cura di FSC Italia
Esistono stereotipi riferiti ai boschi? Certo che sì! Uno dei più frequenti è che spesso associamo la loro presenza a luoghi ben definiti e “alti”, come colline e montagne, che sono nel nostro immaginario verdi per definizione. La pianura è invece il luogo dell’industria e della coltivazione.
Ma in tempi antichi anche la Pianura Padana era un’enorme foresta, dove specie come la farnia, l'olmo, il pioppo nero, il carpino bianco e il cerro dominavano; queste formazioni erano complesse, caratterizzate da un denso strato arbustivo e un ricco strato erbaceo e nel tempo sono scomparse a causa principalmente della riconversione dei terreni (strappati alle paludi, bonificati o deforestati per essere coltivati), e dell’espansione dei centri abitati. Ora solo piccoli lembi sparsi ci ricordano di quando anche qui “era tutto bosco”.
Ci furono però anche iniziative per conservare le foreste di pianura (ma anche di montagna): ad esempio, nel 1475 la Repubblica di Venezia promulgò una legge che dichiarava inalienabili e indivisibili tutti i boschi e i beni comunali, vietando il pascolamento eccessivo e i tagli abusivi. Questa normativa mirava a preservare le risorse forestali per le generazioni future (ed anche quelle presenti, visto che molto legname veniva impiegato nella fabbricazione di carene, fasciame e remi delle navi che solcavano i mari per conto della Serenissima), introducendo così i principi di gestione sostenibile ben prima della loro ufficiale definizione.


A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!















