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Ambiente | 21 maggio 2025 | 13:00

Alla scoperta del paese più alto dell'Appennino, diviso a metà tra due province: invita a riflettere sull’inutilità dei confini amministrativi per le Terre alte

Il crinale ha sempre unito persone e comunità, con le famiglie e i rapporti di parentela che si giocano "in alto" e non nella relazione con le pianure o il fondovalle. L'ultima tappa appenninica del Giro d'Italia sale a San Pellegrino in Alpe

Festival AltraMontagna

LA MONTAGNA DEL GIORNO - a cura di Luca Martinelli

 

Nella tappa tra Viareggio e Castelnovo ne’ Monti, i ciclisti del Giro affronteranno una salita lunghissima, fino agli oltre mille e seicento metri dell’Alpe di San Pellegrino (ne abbiamo parlato qui). Ci sono pendenze fino al 19% sulle rampe che da Castiglione di Garfagnana salgono a San Pellegrino in Alpe, un paese che vanta alcuni primati: intanto, è il più alto dell’Appennino (1.525 metri di quota) tra quelli abitati in modo permanente; poi - ed è il dato che l’ha reso “famoso” in tempo di Covid-19 - risulta diviso a metà tra due province (Lucca e Modena) e due Regioni, Toscana ed Emilia-Romagna.

 

Una storia che secondo me invita a riflettere sull’inutilità di questi confini amministrativi per le Terre Alte, dove il crinale ha sempre unito persone e comunità, con le famiglie e i rapporti di parentela che si giocano “in alto” e non nella relazione con le pianure o il fondovalle. 

 

Prima di terminare la salita, sull’ultima curva prima di San Pellegrino in Alpe, si stacca sulla destra una carrabile. Camminando (o pedalando) per tre chilometri si arriva al Rifugio Burigone. Il prato lì davanti è l’ideale per una sosta ed offre una vista meravigliosa sulle montagne che i ciclisti hanno circumnavigato partendo da Viareggio per tornare in Lucchesia: è il gruppo delle Alpi Apuane, le montagne di marmo, separato dall’Appennino dal corso del Fiume Serchio. La vista dal Burigone è impagabile e potrete anche giocare a indovinare il profilo unico del Monte Forato.


Uno scorcio dell'Abetina reale (Foto: Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano)

LA FORESTA DEL GIORNO - a cura di FSC Italia

 

Con la tappa 11 il Giro scavalla la Toscana ed entra in Emilia-Romagna. Una tappa difficile e forse anche la più forestale di tutte, a partire dalla toponomastica: Frassinoro (al chilometro 114) e Cerredolo (al chilometro 135) tradiscono un legame con frassini e cerri.

 

E poi c’è il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, 22.000 ettari di territori montani e collinari ricchi di foreste a cavallo tra le due regioni, parte della Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera dell’UNESCO. I suoi panorami spettacolari e la incredibile varietà di ambienti naturali spaziano dalle faggete alle brughiere, dalle torbiere ai laghi glaciali e favoriscono la presenza di una ricca biodiversità, con oltre 2.000 specie di flora e fauna.

 

Le sue faggete, in particolare, sono testimoni di epoche in cui le comunità ricavavano dal bosco risorse per un gran numero di usi: con il legno del faggio si facevano manici di attrezzi agricoli, utensili da cucina e scope, sedie, tavoli, armadi, ma soprattutto legna da ardere e carbone. E poi, nel comune di Villa Minozzo, come non citare l’Abetina reale, gioiello di gestione antropica del bosco: 3.400 ettari caratterizzati dalla presenza quasi esclusiva di abete bianco, evidentemente favorita dall’uso che di questo legname se ne faceva fin dalla metà del Quattrocento sotto la dominazione degli Estensi.

Foto di copertina: Paolo Picciati - Wikimedia Commons

la rubrica
Un altro Giro

A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!

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