Da 2.044 metri alla spiaggia: un trampolino calcareo per tuffarsi dove l’Adriatico si unisce allo Ionio

La terza “montagna del giorno” del Giro d’Italia è il Çika, 2.004 metri, punta più alta dei Monti Acrocerauni, un muro a picco sul mare circondato da foreste di pini, querce e faggi. La tappa ad anello di oggi attraverserà molte aree a sud di Valona, tra cui l'area protetta di Llogara che rappresenta un esempio di come la gestione forestale responsabile possa svolgere un ruolo cruciale nel preservare e mantenere l'equilibrio ecologico di uno degli ambienti più ricchi di biodiversità dell'Albania

La terza “montagna del giorno” del Giro d’Italia è il Çika, 2.004 metri, punta più alta dei Monti Acrocerauni, un muro a picco sul mare circondato da foreste di pini, querce e faggi. La tappa ad anello di oggi attraverserà molte aree a sud di Valona, tra cui l'area protetta che rappresenta un esempio di come la gestione forestale responsabile possa svolgere un ruolo cruciale nel preservare e mantenere l'equilibrio ecologico di uno degli ambienti più ricchi di biodiversità dell'Albania
LA MONTAGNA DEL GIORNO - a cura di Luigi Torreggiani
L’eterna dicotomia tra mare e montagna verrà spazzata via da una scoperta di cui corridori e spettatori faranno esperienza nella terza tappa del Giro d’Italia 2025: l’esistenza dei Monti Acrocerauni.
Posta lungo la riva orientale del Canale d'Otranto, questa catena montuosa larga solo 4-7 chilometri ma lunga 100 è un vero e proprio muro che s’innalza sulle acque. Dalla spiaggia ai 2.044 metri del Monte Çika, il più alto della catena, ci sono solo 5 chilometri in linea d’aria: sulla sua cima, più che sentire gli scarponi ben piantati sulla roccia, sembra di dondolare a piedi nudi su un trampolino calcareo, pronti ad un folle tuffo verso il punto il cui l’Adriatico sfuma nello Ionio.
Questa vertigine che caratterizza il versante occidentale del Çika è dovuta a una grande faglia tettonica, in cui molti blocchi di calcare sono scivolati l'uno sull'altro, increspandosi, innalzandosi e creando così, a picco sulla costa, forme quasi dolomitiche.
Anche i corridori si incresperanno e s'innalzeranno salendo il versante occidentale del Çika fino a quota 1.030, lungo una ripida salita che a ogni tornante li costringerà (e ci costringerà) a cambiare prospettiva, mare-montagna-mare-montagna, in un balletto a cui siamo in fondo abituati, noi mediterranei.
L’Albania, proprio come l’Italia, è un Paese di mare ma fatto di montagne, dove non possono che albergare spiriti meticci, di acqua e di roccia. Dall’arrivo di tappa posto a Valona la carovana si imbarcherà verso l’Italia, ma anche se cullati dalle onde, i sogni e gli incubi notturni dei corridori saranno già proiettati alle prossime salite: Appennini, Alpi, stiamo arrivando.
LA FORESTA DEL GIORNO - a cura di FSC Italia
La tappa ad anello di oggi attraverserà molte aree a sud di Valona, tra cui il bellissimo Parco nazionale di Llogara (in lingua locale Parku Kombëtar i Llogarasë), uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti del Paese; un’area naturale che incarna perfettamente il connubio tra bellezza paesaggistica, biodiversità e sostenibilità ambientale.
Con le sue foreste lussureggianti, le valli verdi, i pennoni rocciosi e le spiagge sabbiose della riviera albanese, Llogara è una delle principali attrazioni naturali della regione di Valona, un’area conosciuta per la sua straordinaria ricchezza naturale e storica. Tuttavia, la sua bellezza non è solo un’attrazione turistica, ma rappresenta un esempio di come la gestione forestale responsabile possa svolgere un ruolo cruciale nel preservare e mantenere l'equilibrio ecologico di uno degli ambienti più ricchi di biodiversità dell'Albania.
Il parco, che si estende su poco più di 1.000 ettari, è stato istituito nel nel 1966 per tutelare le foreste e gli ecosistemi del passo omonimo (lo vedremo durante la salita al km 121 della tappa di oggi), un valico di alta montagna che si affaccia sulla riviera albanese. Qui le foreste di pini silvestri, faggete e querce dominano incontrastate, mentre lungo le pendici montuose si alternano arbusti e praterie che ospitano numerose specie di piante e fiori, molti dei quali sono endemici o rari, e sono cruciali non solo per il mantenimento della biodiversità, ma anche per la prevenzione dell'erosione del suolo, la regolazione del clima e la protezione delle risorse idriche.
In copertina: Maja e Çika, nel Parco Nazionale Llogara in Albania - foto di Martin Brož da Wikimedia commons

A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!















