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Ambiente | 20 maggio 2025 | 13:00

Il Giro d'Italia riparte all'ombra dei Monti Pisani, in attesa dell'ultimo passaggio appenninico

Oggi tappa a cronometro tutta toscana, tra Lucca e Pisa. Un'occasione per parlare dei Monti Pisani, della Statale “dell’Abetone e del Brennero” e di una quercia molto speciale

Festival AltraMontagna

LA MONTAGNA DI OGGI a cura di Luca Martinelli

 

Correndo a cronometro tra Lucca e Pisa i corridori saliranno in falsopiano fino al Foro di San Giuliano (101 m), la galleria scavata negli anni Venti che collega le due città toscane attraverso i Monti Pisani.

 

La galleria, meno di un chilometro di lunghezza, segna quasi la fine di un sistema montuoso sub-appenninico che non raggiunge i mille metri d’altezza, la cui cima principale è il Monte Serra (917 metri di quota), famoso per la presenza delle antenne televisive. Il Serra è oggi una delle mete più ambite del territorio da parte dei cicloamatori, e da quasi vent’anni si ripete ogni anno la manifestazione denominata “Trittico del Serra”, un percorso di 57 km che prevede l'ascesa dei tre versanti della montagna: quelli di Calci (Pisa), Sant’Andrea di Compito (Lucca) e Buti (Pisa), con un dislivello totale di 2.500 metri. Nel 2025 l’appuntamento sarà l’8 giugno. 

 

Un’ultima curiosità: il Foro di San Giuliano si trova lungo la SS12 “dell’Abetone e del Brennero”. Si tratta di una delle due sole strade statali che attraversano prima gli Appennini e quindi le Alpi. Sapreste dire qual è l’altra?

LA FORESTA DI OGGI - ​a cura di FSC Italia

 

Lo sapevate che il 3% circa delle superfici forestali della Toscana è coperto da querce da sughero? Lo stesso sughero con cui poi facciamo tappi per bottiglie, borse, suole per scarpe, pannelli fonoassorbenti per l’edilizia…
 

E voi direte: ah, bello. Ma che c’azzecca il sughero con la gara a cronometro di oggi? Se la mettiamo sul puro piano dinamico, stiamo parlando di due categorie completamente diverse: la cronometro è una delle prove più intense e veloci del ciclismo, una competizione individuale contro il tempo. La prima raccolta di sughero si effettua invece dopo 25-30 anni, e tra un ciclo di raccolta e l’altro passano anche 9-10 anni. Decisamente overtime!

 

Eppure, gare a cronometro e sughericoltura hanno anche punti in comune. Esattamente come un ciclista si prepara per molto tempo eseguendo allenamenti specifici, test fisici, gare preparatorie e periodi di recupero, così una quercia impiega anni per crescere e tendere al perfezionamento continuo.

 

E sul lato tecnologico invece? Può sembrare strano ma il sughero è un prodotto high-tech, alla pari dei materiali leggeri e delle componenti innovative che migliorano la velocità e l’efficienza di un ciclista. Nel suo processo evolutivo, ad esempio, la quercia da sughero sviluppa una corteccia - il sughero, appunto - che contiene cera e suberina, due componenti insolubili e ignifughe che la rendono resistente agli incendi.

 

 

Foto di copertina: Gianni Careddu - Wikimedia Commons

Foto sughera: Esculapio, Carsten Niehaus - Wikimedia Commons


Per essere aggiornati sulla tappa di oggi e per scoprire le montagne e le foreste attraversate da quella di domani, non perdetevi l’articolo serale a cura di Leonardo Piccione di Bidon e seguite la rubrica qui, su L’AltraMontagna!

la rubrica
Un altro Giro

A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!

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