La tappa odierna del Giro d'Italia si sviluppa tra una montagna che dà il nome a uno stadio di calcio e una città che dà il nome a un albero

La Tappa 6 del Giro attraverserà l'Irpinia per arrivare a Napoli. Un'occasione per conoscere alcune curiosità sul territorio montano attraversato e su un albero che prende il nome dal capoluogo campano

LA MONTAGNA DEL GIORNO - a cura di Luca Martinelli
Il monte che abbiamo scelto per la Tappa 6 del Giro è il Partenio, una delle cime dell’Appennino campano (1.573 metri sul livello del mare) che abbracciano la città di Avellino.
I corridori lambiranno il Parco regionale che ne porta il nome nella salita tra il capoluogo e Monteforte Irpino, una decina di chilometri per circa trecento metri di dislivello. Questo piccolo Gran Premio della Montagna ci racconta di una relazione talmente forte tra l’Irpinia e il Monte Partenio che il suo nome è stato dato anche allo stadio di calcio, costruito nei primi anni Settanta, che ha accompagnato “i Lupi” (questo il soprannome della squadra e il simbolo all’interno del proprio scudetto) nelle gloriose annate in serie A. Non esistono esempi simili tra gli stadi del “grande calcio”.
Del gruppo di cime dei Monti del Partenio fa parte anche il Santuario di Montevergine, la salita più ambita del territorio, percorsa però a piedi dai fedeli. Anche un museo racconta la Juta a Montevergine, la "salita" a piedi verso il Santuario, appuntamento che si rinnova costantemente durante tutto l'anno ed in particolare nei mesi di maggio e settembre dedicati alla Madonna e in occasione della Candelora del 2 febbraio.

LA FORESTA DEL GIORNO - a cura di FSC Italia
Il suo nome scientifico è Alnus cordata, ma è conosciuto col nome comune di Ontano napoletano: si tratta di una specie arborea endemica dell'Italia meridionale, soprattutto delle regioni dell'Appennino campano e calabro-lucano, attraversate dalla Tappa 6 del Giro.
Potremmo definirlo un buon gregario del bosco, perché è noto per la sua capacità di apristrada nei terreni poveri e degradati, di cui migliora la fertilità favorendo la crescita di altre piante come querce, castagni, aceri, frassini e faggi - una caratteristica che lo rende particolarmente utile nei progetti di rimboschimento e recupero ambientale.
In antichità l'ontano, il cui nome potrebbe derivare da una radice indo-europea col significato di "sorgere" o "alzarsi", era considerato una pianta magica dai Celti e dai Druidi, simbolo di salute del corpo e dello spirito. Ancora oggi le sue foglie vengono impiegate in erboristeria per la preparazione di macerati con proprietà astringenti, antinfiammatorie, febbrifughe e antireumatiche.

Il suo legno leggero e compatto, che oggi è utilizzato in carpenteria per la produzione di mobili, imballaggi e compensati, veniva invece un tempo utilizzato per costruire ponti e palafitte, grazie alla sua resistenza all'umidità. In alcune tradizioni, l'ontano è associato a riti di purificazione e rinascita: tra le altre cose, bruciare il suo legno era ritenuto utile per purificare l’aria, eliminare le influenze negative e favorire la protezione dalle malattie.


A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!















