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Ambiente | 17 maggio 2025 | 13:08

Quando i ciclisti attraversano montagne di carta: un viaggio tra forza e leggerezza; tra pareti e boschi d'Appennino

Oggi il Giro attraversa le Marche: è l'occasione per parlare di una parete amata dai climbers, ma anche di un bosco che però... si trova in Umbria

Festival AltraMontagna

LA MONTAGNA DEL GIORNO - a cura di Pietro Lacasella

 

Per l’ottava tappa del Giro non abbiamo scelto una montagna, ma una parete che, scrutando dall’alto comune di Pioraco, è diventata una meta ambita per chi si entusiasma arrampicando.

 

Ci troviamo nell’entroterra marchigiano, a quasi 500 metri sul livello del mare. I muri di calcare, regolari e leggermente strapiombanti, per essere scalati non richiedono solo dita forti, ma anche una discreta abilità tecnica. Occorre una muscolosa leggerezza. Ai piedi della parete scorre prima il nastro grigio asfalto di una strada e poi un torrente. Il rumore dell’acqua riempie la valle, accompagnando la lotta dei climber contro la gravità. 

 

Dalla parete, inseguendo l’acqua con gli occhi, lo sguardo raggiunge una cartiera. È infatti dalla prima metà del XIII secolo (nonostante la scarsa documentazione, alcuni studiosi fanno risalire l’origine dell’attività a quel periodo) che l’economia locale è andata imperniandosi attorno alla produzione di carta. Due episodi hanno recentemente danneggiato gli stabilimenti di Pioraco: se nei mesi di giugno e luglio del 1944, la Wehrmacht in ritirata si accanì sulle strutture, in parte salvate dalla Resistenza dei dirigenti e dalle maestranze operaie che impedirono lo smontaggio e la sottrazione dei macchinari, in anni più recenti a far vacillare l’attività è stato il terremoto del 2016. Lo stabilimento di Pioraco è stato rimesso in funzione nel 2017.

 

La carovana del Giro sfilerà tra questi territori per pochi minuti. Quanto basta per ricordarsi che carta, climber e ciclisti sono accomunati da un aspetto peculiare: la perenne ricerca di un equilibrio tra forza e leggerezza.

LA FORESTA DEL GIORNO - a cura di FSC Italia

 

Dopo l'Abruzzo, anche la Tappa di oggi si svolgerà in buona parte tra i boschi d'Appennino, in particolare tra quelli delle Marche. Nel punto più alto attraversato dalla corsa, chiamato Sassotetto e posto oltre i 1.450 metri di quota, le faggete la faranno da padrone. In queste zone esistono ancora lembi di boschi considerati vetusti, con esemplari arborei di oltre 300 anni d'età, che presto entreranno nel nuovo Registro dei Boschi Vetusti d'Italia che sta per essere completato proprio in questi mesi, per tutelare queste foreste così preziose per la tutela della biodiversità.

 

Permetteteci però, per una volta, una piccola-grande deviazione rispetto all'arrivo di tappa. Vogliamo infatti parlarvi di un bosco posto... in Umbria

 

Si tratta del bosco della famiglia Margaritelli, gestito dall’azienda agricola Selvamar s.s.; conosciuto come “Bosco di Piegaro”, è esteso su una superficie di circa 183 ettari tra i comuni di Piegaro, Città della Pieve e Montegabbione, in provincia di Perugia. 

 

Anche se non sarà lambito dalla Corsa Rosa, ci teniamo a raccontarvelo ugualmente perché il Bosco di Piegaro è un esempio concreto di come la gestione forestale possa coniugare produzione e conservazione: qui viene infatti portato avanti un approccio integrato per la valorizzazione delle specie di legno pregiato, ma l’area è anche un importante centro di educazione ambientale, in cui i visitatori possono percorrere circa 12 chilometri di sentieri ad anello per passeggiate, birdwatching e mountain bike.

 

Non solo, questo bosco ospita anche installazioni artistiche in legno, creando così un connubio tra natura e arte.  

 

Insomma, se si attraversa l'Appennino in questa zona, come faranno oggi i corridori, vale davvero la pensa di visitarlo, magari facendo una deviazione, come noi oggi, dal percorso originario che vi eravate prefissati. 

la rubrica
Un altro Giro

A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!

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