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Cultura | 16 agosto 2025 | 13:00

Dove le Dolomiti raccontano la loro storia, dal passato remoto alle più recenti trasformazioni

Nel Museo Geologico delle Dolomiti, situato a Predazzo, le rocce diventano narratrici di storie millenarie, accompagnando i visitatori in un viaggio tra geologia e paesaggio e offrendo l’opportunità di approfondire la conoscenza del territorio. Ce lo racconta Riccardo Tomasoni, responsabile del museo e geologo del Muse - Museo delle Scienze di Trento

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Il Museo Geologico delle Dolomiti si trova a Predazzo, in Trentino, nella piazza principale del paese. La sua storia è legata al fermento culturale che animò Predazzo e i suoi dintorni a partire dalla prima metà dell’Ottocento, quando geologi, naturalisti ed esploratori arrivarono da tutto il mondo affascinati dalle straordinarie peculiarità geologiche delle Dolomiti.

 

Tra i nomi celebri troviamo quello di Alexander Von Humboldt, il più famoso e brillante scienziato dell’epoca, insieme a personalità altrettanto illustri come Roderick Impey Murchison, geologo e paleontologo scozzese, Friederich Mohs, geologo e mineralogista tedesco, e Maria Ogilvie Gordon, la prima donna a conseguire il titolo di Doctor of Science presso l'Università di Londra e un dottorato di ricerca presso l'Università di Monaco. Le loro storie sono arrivate a noi grazie a Michele Giacomelli, proprietario dello storico albergo “Nave d’oro”, che nel corso degli anni ha conservato nei suoi registri degli ospiti nomi, commenti e schizzi delle persone che arrivavano nella sua locanda da tutta Europa.

 

Questo fervore scientifico e culturale fu il motore che nel 1899 portò alla fondazione del Museo, voluto dalla Società Magistrale di Fiemme e Fassa grazie alla volontà di studiosi e appassionati di geologia di recuperare e collezionare minerali, rocce e fossili del territorio per tenere traccia delle scoperte scientifiche avvenute in quel periodo nelle Dolomiti. Nel 2012 è diventato formalmente una sede territoriale del Muse - Museo della Scienze di Trento – in collaborazione con il comune di Predazzo.

 

La visita al museo geologico inizia proprio dalla sala in cui è stata ricostruita in forma evocativa la hall dell’albergo Nave d’Oro, dove si possono ammirare i ritratti dei famosi geologi e naturalisti, insieme ai registri degli ospiti con il loro prezioso carico di storia. Un exhibit interattivo permette si sfogliare virtualmente alcune delle pagine più significative dei registri e apprezzare le testimonianze lasciate dagli insigni personaggi e conoscerne la storia. Si prosegue poi nello spazio che offre ai visitatori informazioni dettagliate sulle Dolomiti patrimonio mondiale Unesco e sui 9 sistemi montuosi che ne fanno parte, esplorando la loro complessità.

 

Scendendo al piano inferiore, che evoca la discesa nel sottosuolo per entrare nelle viscere della montagna e scoprirne le sue origini, si trovano cinque isole espositive, ciascuna rappresentativa di un gruppo montuoso che circonda la zona di Predazzo, tra la Valle di Fiemme e la Valle di Fassa. Questi "isole" rievocano l'antico arcipelago tropicale che un tempo costituiva le Dolomiti, prima che si trasformassero nelle montagne che conosciamo oggi. I gruppi montuosi del Lagorai, del Catinaccio, del Latemar, della Marmolada, dei Monti Monzoni e del Sella raccontano storie che risalgono fino a 300 milioni di anni fa, ma anche eventi più recenti. Ogni isola racconta la genesi e la storia geologica del rispettivo gruppo montuoso, mentre la parte esterna di ogni allestimento offre una visione del paesaggio ai giorni nostri e di come viene percepito.

 

Per approfondire il ruolo scientifico e culturale del Museo, abbiamo intervistato Riccardo Tomasoni, responsabile del Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo e geologo del Muse - Museo delle Scienze di Trento.

 

 

Il Museo Geologico è stato fondato nel 1899 a Predazzo per valorizzare il patrimonio geologico naturalistico. Quali sono oggi gli aspetti che vuole raccontare oggi il museo?

 

Il museo può essere inteso come porta di accesso alla conoscenza delle Dolomiti partendo proprio dal loro valore geologico che ne definisce l’unicità a livello planetario, tanto da essere inserite nella lista dei patrimoni mondiali Unesco. Qui si raccontano le storie del passato più remoto delle Dolomiti e del nostro pianeta con uno sguardo al presente proiettato verso l’orizzonte futuro di queste montagne, intese quale bene naturale e spazio di vita.

 

Le sale del museo sono strutturate per aiutare il visitatore a geolocalizzarsi all’interno delle Dolomiti, e comprenderne meglio la loro natura geologica che poi si riflette anche nell’attrattività estetica e paesaggistica di questi luoghi. La geologia definisce la struttura portante del territorio sopra cui trovano spazio tutti le altre componenti del contesto naturale e antropico.

 

Il museo si propone come un luogo dove questi elementi possano trovare una casa e visitatrici e visitatori possano entrarne in contatto nel modo più accessibile e coinvolgente possibile. Cerchiamo di avvicinare e rendere più confidente il pubblico verso temi anche molto complessi – come spesso la geologia è percepita o ad esempio quelli inerenti al cambiamento climatico – attraverso modalità e approcci diversificati e innovativi. Per esempio, perseguendo questa linea, nell’ambito delle iniziative promosse dal Muse per l’Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai, il Museo di Predazzo propone un viaggio nel tempo geologico fatto di bellezza e fragilità, con azioni che uniscono scienza, arte, natura e divulgazione.

 

Fino a giugno 2026 il fulcro di queste azioni è rappresentato dal progetto “Un suono in estinzione”che mira a documentare gli effetti del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini attraverso l'analisi e la registrazione dei suoni prodotti dalla loro fusione. In particolare, presso il museo il pubblico può vivere un'esperienza acustica e sensoriale particolare visitando l’installazione “Ablazioni sonore” che riproduce i suoni e i rumori del ghiacciaio dell’Adamello in fusione. Ascoltandoli, possiamo percepire fisicamente la potenza della natura in trasformazione quasi in tempo reale.

 

La geologia ci abitua a tempi lunghissimi e difficilmente percepibili, quasi immobili. Il tempo di un ghiacciaio è invece sorprendentemente vicino alla scala umana. Questa esperienza offre l’opportunità per entrare in confidenza con gli effetti del cambiamento climatico attraverso un approccio originale e immersivo. 

 

 

Per i non addetti ai lavori, ci può spiegare cosa rende uniche le Dolomiti come strumento per ricostruire il passato?

 

Nella loro architettura le Dolomiti hanno conservato i lineamenti morfologici degli ambienti marini del Triassico, elemento di unicità a livello internazionale per cui assieme ad altri fattori geologici e geomorfologici sono state dichiarate patrimonio mondiale Unesco. Le Dolomiti hanno la peculiarità di presentare una successione stratigrafica molto completa, ossia vi affiorano rocce che coprono con continuità un ampio intervallo di tempo che va dal Permiano a tutto il Triassico e oltre.

 

Attraverso lo studio di queste rocce e dei fossili (in questo articolo abbiamo approfondito il come si definisce l’inizio di un’epoca) è possibile fare delle correlazioni con altre successioni rocciose simili presenti in altre parti del mondo. Questo aiuta a fare ricostruzioni e interpretazioni a scala globale e comprendere meglio che cosa è avvenuto in un determinato momento della storia del nostro pianeta.

 

A questo si somma l’esemplarità didattica degli scenari e dei paesaggi geologici odierni, che come detto conservano i tratti morfologici degli antichi ambienti marini di 240 milioni di anni fa. Bastano poche istruzioni alla lettura e un panorama dolomitico, che già di per sé può emozionare, si trasforma in un’istantanea fossile che ci porta indietro nel tempo e nello spazio e che può avere per protagonista un atollo tropicale o il fianco sommerso di un’isola ricoperto da colate di lava o il basso fondale di una laguna o le profondità di un abisso marino, solo per fare alcuni esempi.

 

In che modo la geologia può aiutarci a comprendere temi di grande attualità, come per esempio la crisi climatica e l’effetto delle attività umane sull’ambiente?

 

Attraverso la geologia è possibile parlare di molteplici argomenti e tematiche; le forme del paesaggio derivano dalla tipologia di rocce presenti in un luogo, e ogni roccia ha la sua storia. Le rocce delle Dolomiti raccontano le caratteristiche dei paesaggi del passato, alcuni importanti momenti che hanno segnato la storia del nostro pianeta ma anche la successione di eventi e processi geologici che hanno portato all’attuale conformazione paesaggio.

 

Studiando le evidenze racchiuse nel passato geologico, quindi a partire dagli strati di roccia che si alternano uno sull’altro, è possibile ricostruire momenti chiave della storia del nostro pianeta, come la grande estinzione di massa del Permiano o l’evento Pluviale del Carnico, che hanno avuto un grande impatto sulla successiva evoluzione del pianeta Terra. Recuperare informazioni ed elementi su questi grandi stravolgimenti avvenuti quando l’umanità ancora non c’era, può aiutare a comprendere meglio il funzionamento della macchina Terra, e come questo si può relazionare con la presenza umana che in tempi molto più recenti è intervenuta come ulteriore e importante fattore modificante.

 

Le Dolomiti di oggi con il loro patrimonio geologico e ambientale, sono sensibili agli effetti dei cambiamenti climatici e soggette a un delicato equilibrio di cui l’azione antropica è parte integrante. Per questo motivo proponiamo un museo dove i visitatori possono soddisfare la loro curiosità e trovare elementi di riflessione e approfondimento partendo da dei temi sfidanti anche per il museo stesso. I temi della geologia sono spesso percepiti come qualcosa di lontano dalle persone e dal vivere quotidiano, a differenza di altre componenti ambientali biotiche, come la fauna e la flora.

 

Dallo studio di una semplice roccia o di un rilievo montuoso, si possono però estrarre moltissime informazioni. Le montagne e le rocce sono elementi vivi e dinamici, in un certo senso, e le loro trasformazioni le possiamo cogliere anche nel corso di una vita umana e non solo in raffronto al tempo della Terra.

 

I fenomeni geologici hanno diversa connessione con il tempo, ci sono quelli a scala di milioni di anni – continenti che si muovono e montagne che crescono – ma ci sono anche quelli a scala “istantanea” come ad esempio una colata di detrito o una frana, fenomeni di particolare attualità in questo periodo. Questi ultimi sono esempi di processi geologici che possono avere importanti impatti sul territorio, le cui ripercussioni possono variare anche in base al livello di infrastrutturazione e intensità di fruizione dello stesso.

 

Anche per questo è importante favorire la diffusione di una “cultura geologica” patrimonio comune, che contribuisca a costruire una cittadinanza più consapevole del valore e della vulnerabilità e fragilità del territorio e dei rischi ad essi associati e più sensibile e attenta riguardo i cambiamenti in atto e alle azioni di prevenzione, cura, salvaguardia e fruizione dell’ambiente. In museo proviamo a lavorare in questa direzione.

 

Quali sono alcuni esempi di attività organizzate dal Museo che potrebbero interessare ai nostri lettori?

L’azione del museo, quale avamposto del Muse in Dolomiti, si articola in vari ambiti che spaziano dalla ricerca e documentazione geologica, alla conservazione e valorizzazione delle collezioni scientifiche, dalla formazione e attività per e con le scuole a progetti di disseminazione e mediazione scientifica declinata attraverso molteplici modalità e approcci con particolare attenzione all’accessibilità e valorizzando le potenzialità del territorio dolomitico quale laboratorio di educazione al paesaggio, all’ambiente e alla cittadinanza.

 

Oltre alle iniziative di divulgazione, una particolare attenzione è rivolta al mondo della scuola con un ampio ventaglio di proposte e progetti educativi e alla formazione con la programmazione di summer school e corsi di aggiornamento per docenti, operatori e professionisti della montagna e del turismo. Altro importante scopo istituzionale del museo è la ricerca, catalogazione e conservazione di reperti naturalistici come fossili, minerali e rocce, che nel tempo ha portato alla costituzione dell’attuale collezione scientifica composta di quasi 18.000 campioni di fossili, minerali e rocce. Reperti ben rappresentativi del territorio dolomitico, con una selezione esposta nelle vetrine delle sale permanenti e accessibili al pubblico attraverso il catalogo digitale consultabile on line sul sito del MUSE, sezione il museo sul territorio Museo Geologico delle Dolomiti.”

 

Numerose sono le attività per il pubblico pensate per favorire un’esperienza coinvolgente e appagante che permetta a visitatori e visitatrici di entrare in confidenza con il mondo della geologia e delle Dolomiti e accrescere la propria consapevolezza sul valore ma anche sulla fragilità di un territorio così unico. Tra queste, la già citata installazione immersiva di un Suono in estinzione, un’esperienza inedita e di forte impatto che ha per protagonista la voce del ghiacciaio dell’Adamello, il più grande delle Alpi italiane, in fusione.

 

L’installazione acustica sarà inoltre protagonista dell’evento conclusivo del ciclo di incontri Rocks and art, dove la voce del ghiacciaio diventa elemento di ispirazione per studenti e studentesse e docenti del corso di composizione del Conservatorio Bomporti di Trento e Riva del Garda che proporranno al pubblico il risultato del loro percorso di studio e ricerca.

 

Con il progetto GEOdi-Geologia digitale invece proponiamo un viaggio virtuale alla scoperta della geologia del Trentino e delle Dolomiti. Indossando il visore per la realtà virtuale, le visitatrici e i visitatori possono vivere un’esperienza immersiva tra minerali, rocce, miniere e scenari inaspettati, Un modo alternativo per rendere più accessibili non solo concetti e fenomeni geologici, ma anche luoghi non sempre agevolmente raggiungibili da tutti se non del tutto inaccessibili come può essere una vecchia miniera abbandonata.   

 

Per le famiglie è disponibile il kit di esplorazione dolomitica “Al museo con Petra” pensato per rendere bambine/i e le loro famiglie autonomi nella visita: una simpatica mappa con giochi e attività e un libretto con piccoli approfondimenti, che incoraggiano la scoperta e la conoscenza della geologia attraverso la collaborazione e la sinergia tra giovani e adulti.

 

Nel mese di agosto proponiamo “Nuovo Cinema Dolomiti”, rassegna cinematografica creata in collaborazione con Trento Film Festival e Comune di Predazzo. Attraverso lo sguardo di registe e registi che raccontano il nostro pianeta nella sua complessità, la rassegna si pone l’obiettivo non solo di metterne in luce le problematiche, ma anche di scorgere possibili spunti per un futuro migliore.

 

 

Il tempo in geologia lo si misura in anni “terrestri”, non umani. Gli strati che troviamo tra le montagne sono le rughe della terra, e ognuna ha una storia da raccontare. Forse uno dei ruoli più complessi che il museo riveste è quello di trasmettere ai visitatori la confidenza che i geologi hanno con il tempo della terra, innescando quello strano e complesso meccanismo chiamato curiosità. È attraverso la conoscenza che, in tempi umani, si può acquisire la consapevolezza che ognuno di noi può giocare una parte importante all’interno di questo grande sistema terra che vive in un tempo tutto suo.

 

 

Durante l’estate 2025, il Museo Geologico di Predazzo propone un ricco programma estivo, parte dell’“Anno Internazionale per la conservazione dei ghiacciai” (A questo link potete trovare gli eventi del museo).

 

Tra le tante proposte:

  • Un suono in estinzione: Attraverso un’installazione immersiva si potrà ascoltare la fusione di un ghiacciaio in una giornata estiva. Un'esperienza uditiva rara e potente che porta a riflettere sulle implicazioni dei cambiamenti climatici nell’ecosistema alpino.
  • Nuovo Cinema Dolomiti: rassegna cinematografica in collaborazione con il Trento Film Festival. Quattro serate a ingresso gratuito per parlare di uomo, natura e cambiamenti. Ogni giovedì di agosto, ore 21 al Cinema Teatro di Predazzo
  • GEOdi – La geologia diventa digitale: attraverso l’uso dei visori di realtà virtuale si parte alla scoperta della geologia del Trentino e delle Dolomiti. Per date e orari consultare il sito www.muse.it
  • Rocks & Art: 20 agosto ore 17:30 Accordatura sonora. Il suono dei ghiacciai diventa ispirazione per una composizione musicale. Si tratta di un'occasione per approfondire il rapporto tra ambiente, percezione acustica ed espressione artistica.

Visite e laboratori:

 

  • Visite guidate Viaggio alla scoperta delle Dolomiti (10+). La storia delle Dolomiti in un’ora! Ogni martedì e venerdì, ore 17, fino al 19 settembre
  • Geolabs (per 6–12 anni): laboratori su fossili, minerali, animali delle Alpi e tante altre meraviglie naturali fino al 21 settembre
  • Baby Geolabs, Un mondo da scoprire (per 3–6 anni): giochi e letture animate per i giovanissimi. Perché non è mai troppo presto per essere curiosi. Ogni mercoledì, ore 15, fino al 3 settembre
  • Teatroscienza – Tutti a bordo! Navigazione Dolo-mitica!: una visita in famiglia inaspettata tra atolli tropicali e cime dolomitiche. Ogni giovedì alle ore 17, fino al 18 settembre

 

Per date e orari consultare il sito www.muse.it

Per informazioni 0462 500366

museo.predazzo@muse.it

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