"Vissero l’alpinismo come ricerca di libertà e crescita interiore e conclusero la propria esistenza con una morte generosa": dai fratelli Castiglioni alla montagna come luogo di valori universali

Al rifugio Settimo Alpini, tra le Dolomiti bellunesi, è allestita una piccola ma significativa mostra dedicata a Ettore e Bruno Castiglioni. Sabato 20 settembre il "Settimo" sarà la terza tappa di Rifugiati in rifugio, un ciclo di quattro incontri ospitati in altrettanti presìdi alpini, per creare momenti di dialogo tra diverse esperienze e riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente e sull’importanza della solidarietà tra persone nelle situazioni di difficoltà

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Ai piedi della Schiara, tra le Dolomiti bellunesi, il rifugio Settimo Alpini si fa portavoce di un dialogo cruciale e attuale: quello che lega la crisi climatica, i fenomeni migratori e la solidarietà.
Sabato 20 settembre, alle ore 14.30, il rifugio ospiterà un evento speciale all'interno del percorso Rifugiati in Rifugio (ne avevamo parlato in QUESTO ARTICOLO), che unisce con un filo invisibile quattro presidi alpini che hanno aderito all'iniziativa promossa da Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) e dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano per promuovere la conoscenza dei fenomeni migratori, in particolare l’asilo e la protezione, e creare momenti di dialogo tra diverse esperienze.
“Quando adattarsi è impossibile: persone e riscaldamento globale” è il tema attorno a cui ruoterà il dibattito di sabato. Le montagne, dalle Alpi all'Himalaya, ci parlano ogni giorno dei cambiamenti climatici, dai ghiacciai che fondono agli ecosistemi che subiscono alterazioni sempre più frequenti. Al tempo stesso, in altre parti del mondo, eventi estremi come siccità, alluvioni e inondazioni costringono milioni di persone a lasciare le proprie case, divenendo i cosiddetti "rifugiati climatici". L'evento mira a dare voce a queste persone e a indagare quale tutela giuridica sia oggi riconosciuta a chi è costretto a lasciare i propri luoghi d'origine per ragioni ambientali che rendono impossibile la sopravvivenza nella propria terra.
L'incontro prenderà il via dalle testimonianze dirette di alcuni “rifugiati ambientali” e di richiedenti asilo supportati dall'Associazione Popoli Insieme. Le loro storie personali faranno luce sugli scenari complessi e le ragioni profonde della crisi climatica in corso.
A seguire, interverranno esperti di alto profilo per inquadrare il tema da diverse prospettive. Silvia Stefanelli, esperta di clima e foreste per la Commissione europea e socia del Club Alpino Accademico Italiano (Caai), illustrerà le dinamiche del riscaldamento globale, mentre Francesco Mason, avvocato esperto di protezione internazionale, farà chiarezza sul complesso contesto normativo attuale, evidenziando come la tutela dei migranti ambientali non sia ancora riconosciuta con uno status specifico.
Il momento di dialogo vedrà la partecipazione anche di Stefano Collizzolli e Paolo Ghisu, autori del documentario Il canto del ghiaccio, che osserva e ascolta la fusione del ghiacciaio del Làres, nel gruppo dell’Adamello. Il loro contributo aggiungerà una riflessione artistica e poetica sul legame tra i ghiacciai locali e le dinamiche climatiche globali.
Al Rifugio Settimo Alpini, la mostra Ettore e Bruno Castiglioni. Alpinismo scienza e impegno sociale

A fare da corollario all'incontro e al progetto di Rifugiati in Rifugio, già dal 1° settembre e fino al 20, il rifugio Settimo Alpini ospita una piccola, ma significativa, mostra fotografica: Ettore e Bruno Castiglioni. Alpinismo scienza e impegno sociale, curata dalla Fondazione Giovanni Angelini - Centro studi sulla montagna in collaborazione con i gestori del rifugio.
“È l’occasione per raccontare dei fratelli Ettore (1908-1944) e Bruno Castiglioni (1898-1945), che vissero l’alpinismo come ricerca di libertà e crescita interiore e, da antifascisti, conclusero la loro vita in modo coerente, con una morte generosa nel marzo del ’44 il primo e nell’aprile dell’anno seguente il secondo - spiega la Fondazione Angelini -. Ettore, in particolare, da partigiano aiutò vari rifugiati ad espatriare verso la Svizzera. Vogliamo ricordare l’originalità di Bruno Castiglioni: alpinista che unì in sé anche lo studio delle vette, dei ghiacciai, degli aspetti naturalistici”. La Fondazione ha raccolto e tutela il Fondo Castiglioni: carte, mappe, documenti, diari donati dal figlio di Bruno, Giovanni Battista Castiglioni.
La mostra diventa così una potente testimonianza storica di come l'alpinismo e la solidarietà siano da sempre legati a doppio filo.
Gli intenti di Rifugiati in Rifugio
“La montagna può anche essere ostile, è un luogo in cui il pericolo non può essere escluso, e per questo è un luogo in cui la solidarietà tra persone è percepita come un dovere morale, prima ancora che giuridico. In montagna, come in mare, tutti devono essere soccorsi, indipendentemente dal loro status, o dalle ragioni per cui si sono trovati in difficoltà. In montagna si costruiscono rifugi, sempre aperti per offrire accoglienza a tutti quelli che ne hanno bisogno. Quello stesso rifugio che la persona in fuga dalle persecuzioni cerca quando chiede asilo”, spiegano i promotori di Rifugiati in Rifugio.
L'obiettivo ultimo dell'iniziativa è quello di condividere uno spazio e un tempo di uguaglianza, creando un momento in cui le persone, al di là dei loro ruoli possano "camminare insieme" e riscoprire l'importanza di un valore universale: l'accoglienza.
Il progetto vuole essere un’occasione per riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente e sull’importanza della solidarietà tra persone nelle situazioni di difficoltà. Il tema dei "rifugiati climatici" è ancora poco dibattuto, eppure sempre più rilevante. La montagna, come luogo di apertura e solidarietà, può divenire un punto di partenza per riflettere su queste nuove sfide globali.
La tappa bellunese del 20 settembre, che ha trovato l’ospitalità dei gestori del rifugio VII Alpini alla Schiara è organizzata da Asgi Associazione per gli Studi Giuridici per l’immigrazione, con Università Cattolica del Sacro Cuore, la collaborazione con il CAI sezione di Belluno, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il Comitato Usi Civici di Bolzano Vezzano, il Coordinamento provinciale Pace e Disarmo di Belluno e la Fondazione G. Angelini - Centro Studi sulla Montagna, con il patrocinio di Oltre le vette.














